Unauthorized Reproduction for Functional Purpose – a tribute to Charlotte Posenenske_PLSTCT

Il 26 settembre 2020, presso studioconcreto (Lecce), verrà presentato il progetto editoriale che sintetizza l’insieme dei contenuti proposti nel ciclo di incontri Performance di parola tra gesto e architettura, organizzato da studioconcreto a partire da luglio 2020. La pubblicazione, in collaborazione con Pigment Workroom, mette in luce come sia possibile destrutturare la parola e ripensare il linguaggio attraverso la gestualità performativa. Il dispositivo site specific del collettivo tarantino PLSTCT (Grazia Mappa e Gabriele Leo), denominato Unauthorized Reproduction for Functional Purpose – a tribute to Charlotte Posenenske, ne raccoglie la documentazione.
Il duo ha creato infatti un dispositivo open source che accoglie multipli, testi e immagini dei contributi prodotti dagli artisti coinvolti – Claire Fontaine, Roberta Mansueto (takecare), Marta Olivieri, Pietro Gaglianò, Simona Cleopazzo, i collettivi Casa a Mare e Post Disaster – per produrne una sintesi e per formulare un diverso modo di concepire lo spazio, con particolare attenzione agli spazi non convenzionali e alla strada.

Con questo obiettivo nasce Unauthorized Reproduction for Functional Purpose, che reinterpreta, in chiave funzionale, i moduli prodotti dall’artista concettuale Charlotte Posenenske. Esponente sui generis dell’arte minimal e concettuale degli anni Sessanta, Posenenske realizza una serie di sculture in acciaio – i moduli serie D – da assemblare all’interno degli spazi architettonici in infinite combinazioni. La riproducibilità del modulo e il suo adattamento all’interno dell’architettura viene risemantizzata dal collettivo pugliese, adottando il modulo non più come scultura bensì come display, annullando la corrispondenza tra originale e copia.

Corpotesto, Roberta Mansueto, Marta Olivieri – foto Alice Caracciolo – courtesy studioconcreto
Rooftop Landing. post disaster – Foto Alice Caracciolo – courtesy studioconcreto

Il dispositivo creato racchiude in sé una serie di riflessioni cardine sull’arte contemporanea: il rapporto tra originale e copia, la funzionalità e la non funzionalità, opera e display, arte e architettura. I contributi che tutti gli artisti hanno elaborato vengono raccolti nel dispositivo, che, inserito negli spazi di studioconcreto, genera un cortocircuito, invita a porsi delle domande su ciò che è domestico, familiare e sul confine tra opera d’arte e pezzo di design. Si può realmente parlare di declassamento quando un’opera diviene display, assumendo una funzionalità precisa? Qual è il confine tra opera d’arte e semplice oggetto? Quand’è che l’arte diviene realmente democratica?

Accanto all’intervento del duo pugliese, verranno presentati il libro d’artista Prima Casa del collettivo Casa a Mare, edito da Libri Tasso, insieme al multiplo dell’omonima formella in ceramica realizzata per il villaggio INA-Casa di Lecce in cui è sito studioconcreto; un’edizione dedicata all’approfondimento del laboratorio eco-sensibile Corpotesto, a cura di Roberta Mansueto e Marta Olivieri e una pubblicazione sulla mostra I – WE – YES con un testo inedito di Claire Fontaine.

Prima casa – Casa a Mare – Foto Alice Caracciolo_ -Courtesy studioconcreto