courtesy f.marquespenteado and Mendes Wood

courtesy f.marquespenteado and Mendes Wood

f.marquespenteado – Mendes Wood 

ATP: Potresti introdurci il progetto che presenterai nella sezione Per4m?

f.marquespenteado: “three novels” è una deambulazione, un viaggio attraverso i pensieri, i ricordi e le fantasie di un narratore fittizio, [F.], riguardo al tempo, le azioni e le visioni che ha condiviso con tre dei suoi ex amanti, Javier, Jonas and Sean, in una processione che si sposta dallo stand della galleria allo spazio destinato alla performance.

F. evoca momenti sostanziali, intimi, irrilevanti e strutturali che ha condiviso con questi tre altri uomini attraverso immagini, suoni, abiti, testi, tessuti e materiale stampato.

ATP: Cosa ne pensi del progetto Per4m? Pensi che sia utile includere  delle performance in un contesto fieristico?

f.marquespenteado: Sono convinto che la performance guadagnerò attenzione e spazio commerciale, essendo lo spazio fieristico un’eccellente scenario per migliorare quel “valore” capendo ed esprimendo ammirazione nei confronti di quell’importante artista che è “il performer”: ben fatto, Per4m.

ATP: What do you think about the Per4m project? Do you think it’s positive for performative artworks to be included in a fair context?

f.marquespenteado: I believe indeed that performances shall gain focus & commercial space, a fair context being an excellent scenario to enhance that ‘value’ understanding, praising such important artist as ‘the performer': well done Per4m.

ATP: Could you introduce us to the special project you’ll present in the Per4m section?

f.marquespenteado: “three novels” is a deambulation, a journey through the thoughts, remembrances and fantasies of a fictitious narrator [F.] regarding the time, deeds and visions he shared with three of his ex.lovers, namely Javier, Jonas and Sean in a procession moving from the fair boot space into the performance space.

F. evokes substantial,  intimate,  irrelevant and structural moments he shared with these three other men via images, sounds, clothes, texts, textiles and printed material.

Louise Hervé & Chloé Maillet  La nacre de mes nautiles / Nautilus,   2013 Performance and fossile ammonite About 15 min. Performance view,   Centre les Capucins,   Embrun,   FR,   2013 Photo: Sarah Reinhard   Courtesy Marcelle Alix,   Paris

Louise Hervé & Chloé Maillet La nacre de mes nautiles / Nautilus, 2013 Performance and fossile ammonite About 15 min. Performance view, Centre les Capucins, Embrun, FR, 2013 Photo: Sarah Reinhard Courtesy Marcelle Alix, Paris

Louise Hervé & Cholé Maillet – Marcelle Alix, Paris

ATP: Potresti introdurci il progetto che presenterai nella sezione Per4m?

Louise Hervé & Cholé Maillet: La performance si chiama “Nautilus”. E’ una conversazione sui fossili e sulla mitologia, città sommerse e film horror. Dato che molti dei fossili di cui parliamo vengono dalle Alpi, abbiamo pensato fosse un progetto appropriato per Torino.

ATP: Cosa ne pensi del progetto Per4m? Pensi che sia utile includere  delle performance in un contesto fieristico?

Louise Hervé & Cholé Maillet: Le performance hanno un loro posto nelle fiere d’arte non più e non meno di ogni altra opera d’arte.

ATP: Could you introduce us to the special project you’ll present in the Per4m section?

Louise Hervé & Cholé Maillet: The performance is called Nautilus. It is a conversation around fossils and mythology, drowned cities and horror films. As many of the fossils we are talking about come from the Alps, we thought it was appropriate for Torino.

ATP: What do you think about the Per4m project? Do you think it’s positive for performative artworks to be included in a fair context?

Louise Hervé & Cholé Maillet: Performances have their place in Art Fairs no more and no less than any other work of art. 

Untitled performance stills,     2014,   courtesy the artist,   Photographer:  Lucille Gladwell

Untitled performance stills,   2014, courtesy the artist,  Photographer:  Lucille Gladwell

Shaun Gladwell – Galleria Enrico Astuni

ATP: Potresti introdurci il progetto che presenterai nella sezione Per4m?

Shaun Gladwell: La performance live che presenterò si intitola “Reversed Readymade”.

Il lavoro è un riferimento alla famosa scultura del 1913 “Ruota di bicicletta” di Marcel Duchamp. La performance prevede un pilota professionista di BMX, Matti Hemmings, che collegherà una camera d’aria e un pneumatico ad una replica esatta di “Ruota di bicicletta” e quindi tenterà di ‘guidarla’. Ci sono solo pochi ciclisti al mondo che avrebbero la capacità di guidare e manipolare questa scultura come un monociclo, e Matti è uno di quei piloti altamente qualificati. Matti è un esperto della disciplina BMX chiamata ’flatland’, in cui realizza manovre estremamente tecniche sulla bici in ogni modo possibile. In realtà Matti ha ottenuto un Guinness World Record per una particolare manovra con la BMX. Matti ha le competenze ideali per guidare qualcosa di così difficile come una singola ruota di bicicletta con uno sgabello attaccato!

Lo spettacolo gioca sulla natura non funzionale del readymade di Duchamp. “Ruota di bicicletta” funziona simbolicamente, ma non più come uno sgabello o una ruota di bicicletta. Ci sono molte altre questioni in gioco con “Ruota di bicicletta”: lavoro, paternità, la potenza inquadrante delle istituzioni, ecc. E’ una delle opere più teorizzate dell’arte negli ultimi tempi, ma il mio interesse specifico si trova in questa nozione di funzione – come “Ruota di bicicletta” prende due oggetti di provenienza industriale, lo sgabello e la ruota di bicicletta, e li ristruttura all’interno dell’arte – la loro funzione o utilità precedente viene disattivata per altre funzioni di natura simbolica.

Reversed Readymade salverà questi oggetti precedentemente utili dal loro ‘destino simbolico’ come opere d’arte o piuttosto come Readymades. La ruota di bicicletta sarà riabilitata come veicolo attraverso l’abilità di Matti Hemmings, che è un atleta altamente creativo. Matti ci mostrerà come “Ruota di bicicletta” può ancora offrire una corsa pericolosa, ma spettacolare.

ATP: Could you introduce us to the special project you’ll present in the Per4m section?

Shaun Gladwell: The live performance I’m presenting is titled “Reversed Readymade’ 

The work is a play on the very famous 1913 sculpture titled ‘Bicycle Wheel’ by Marcel Duchamp.  The performance involves a professional BMX rider,   Matti Hemmings, who will attach a tube and tyre to an exact replica of ‘Bicycle Wheel’ and then attempt to ‘ride it’.  There are only a few bicycle riders in the world who would have the skill to ride and manipulate this sculpture as a difficult (almost impossible) unicycle, and Matti is one of those highly skilled riders.   Matti is an expert of ‘flatland’ BMX riding, which involved extremely technical tricks being performed on the bike in every way possible. Actually Matti is a Guinness World   Record holder with a specific BMX Bicycle trick.  Flatland  provides  the perfect skills for Matti to ride something as difficult as a single bicycle wheel with a stool attached to it!

The performance plays on the non-functional nature of Duchamp’s readymade in terms of utility. Bicycle Wheel functions, symbolically, but no longer as a stool or a bicycle wheel.   There are many other issues at stake with Bicycle Wheel; labour, authorship, the framing power of the institution etc– is one of the most theorized works of art in recent times, but my specific interest lies in this notion of function–how bicycle wheel takes two functional, industrialized objects, the stool and bicycle wheel  and reframes them within art–their former function or utility being deactivated for other notions of symbolic function.  

Reversed Readymade will rescue these formerly useful objects from  their ‘symbolic fate’  as artworks or rather as ‘Readymades’.  The Bicycle wheel will be rehabilitated as a vehicle through the skill of Matti Hemmings, who is a highly creative athlete.  Matti will show us how Bicycle wheel can still offer a dangerous, yet spectacular ride.

ATP: Cosa ne pensi del progetto Per4m? Pensi che sia utile includere  delle performance in un contesto fieristico?

Shaun Gladwell: Sì, io credo che la performance dovrebbe essere inserita nel contesto di una fiera d’arte come qualsiasi altro medium: pittura, fotografia, scultura, installazioni, ecc. Con una storia della performance estesa nel corso degli ultimi decenni, è bello vedere che venga riconosciuta non solo nella cultura museale, ma attraverso l’istituzione delle fiere d’arte.

Penso che sia un bene per le persone sperimentare una gamma completa di pratiche artistiche nel contesto di una fiera d’arte. La performance ha svolto un ruolo così importante all’interno dell’arte contemporanea, e ciò dovrebbe riflettersi in tutte le istituzioni d’arte. Come artista interessato alla performance, è anche una buona sfida per vedere il funzionamento del lavoro in ambienti diversi, tra cui appunto le fiere d’arte.

ATP: What do you think about the Per4m project? Do you think it’s positive for performative artworks to be included in a fair context?

Shaun Gladwell: Yes, I do think live art should be included in an art fair context like any other medium: painting, photography, sculpture, installation  etc.  With such a comprehensive history of live art over the past few decades, its good  to see it being recognized not only in museum culture but through the institution of art fairs.  

I think its good for people to experience a full range of artistic practice within the context of an art fair.   Live art had played  such an important role within contemporary art–and this should be reflected in all the institutions of art.  As an artist interested in live performance,   it’s also a good challenge to see the work operating in many different environments, including art fairs. 

Interviste raccolte da Matteo Mottin

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Per4m è la nuova sezione di Artissima dedicata alla performance, un progetto fortemente innovativo sia per la modalità di presentazione che per l’approccio con il quale la performance viene affrontata. Per4m proporrà un programma di 16 lavori performativi, quattro al giorno, che verranno presentati in uno spazio dedicato all’interno della fiera o, quando le esigenze degli artisti lo richiederanno,  in luoghi condivisi del padiglione dell’Oval.

Un Comitato composto da tre curatori internazionali ha selezionato le 16 performance tra le application presentate dalle gallerie, oltre a proporre indipendentemente artisti per la sezione. Il Comitato è composto da Simone Menegoi (curatore indipendente, coordinatore della sezione),  Tobi Maier (critico e curatore indipendente) e Natalia Sielewicz (curatrice presso il Museo d’Arte Moderna di Varsavia).

Per4m sarà da un premio, il  Prix K-Way Per4m  destinato al lavoro performativo considerato come più rilevante e significativo tra quelli presentati ad Artissima. Il premio del valore di 10.000 euro, che verrà assegnato nei giorni della fiera da una giuria internazionale, rappresenta un segnale dell’importanza che la sezione acquisisce fin dalla sua prima edizione e la speciale attenzione del partner K-Way per questa forma di sperimentazione.

Giuria:
Silvia Fanti, Curatrice Arti Performative, Xing, Bologna /  Agustin Pérez Rubio, Direttore Artistico, Malba – Fundación Costantin, Buenos Aires / Stephanie Rosenthal, Capo Curatrice, Hayward Gallery, London e Direttirce Artistica, Biennale di Sydney 2016