• Iza Tarasewicz - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto
  • Iza Tarasewicz - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto
  • Julien Bismuth - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto
  • Julien Bismuth - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto
  • Julien Bismuth - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto
  • Julien Bismuth - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto
  • Annika Kahrs - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto
  • Annika Kahrs - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto
  • Annika Kahrs - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto
  • William Hunt - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto
  • William Hunt - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto
  • William Hunt - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto

Per la documentazione della prima giornata con le performance di Francesco Predaglio, Julie Béna e Kasia Fudakowski

La prima performance presentata è “Strings” di Annika Kahrs – omonima di un video da lei creato –  che riflette sulla nascita della musica classica e sulle sue origini borghesi. La performance consiste nella riproposizione libera del “Quartetto per archi n. 4 in do minore” di Beethoven (1799), attraverso lo scambio di seduta e, rispettivamente, di strumento da parte dei diversi musicisti. La melodia è stata così spezzata e interrotta, così da proporre un brano celebre, scombinandone le coordinate. Il tutto prendendo in considerazione il pubblico e la sua ricezione dell’opera, che, d’altra parte, ci viene indicato essere elemento presente anche in un video precedente, in cui proponeva la musica “Légende No: 1: St François d’Assise” di Franz Liszt filmando il pianista e degli uccellini da canto chiusi in gabbia, muti. Ascoltano il pianista… quasi immagine del pubblico.

Iza Tarasewicz - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto

Iza Tarasewicz – PER4m, Artissima 2015, Torino – Foto Giovanna Repetto

Un’ora dopo, è stata messa in atto la performance “Untitled (Lull)” dell’artista franco-americano Julien Bismuth. Non presente, abbiamo seguito l’artista in diretta da Rio de Janeiro: il pubblico di Artissima era collegato con Bismut tramite la riproduzione del suo schermo pc su proiettore. Vedevamo le frasi che, in contemporanea, l’artista scriveva, non preparate prima, quasi fosse un flusso di coscienza, o un monologo serrato. Il tutto è stato tradotto in simultanea in italiano grazie ad una traduttrice. Gli scarti temporali erano diversi: quello tra scrittura e lettura, quello tra digitazione e arrivo del dato sullo schermo, quello tra lettura e traduzione da parte dell’incaricata, quello tra lo scritto e la memorizzazione del dato da parte dello spettatore… Tratto tipico della ricerca di Bismuth, infatti, è il connubio tra pratiche visive, scrittura, creazione di oggetti, con l’obiettivo specifico di intrecciare e connettere scrittura e arte visiva.

Julien Bismuth - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto

Julien Bismuth – PER4m, Artissima 2015, Torino – Foto Giovanna Repetto

Nello stand della galleria Kolonia Koplany nella sezione Present Future, l’artista Iza Tarasewicz ha proposto la performance “Fungals Follies”. Questa è stata messa in atto dal burattinaio sperimentale Mateusz Tymura, che dava vita ad un burattino costruito dall’artista, rappresentante un grappolo di funghi cresciuti da uno stesso micelio, coinvolti in un litigio pazzo e schizofrenico. Il tutto ha origine da una complessa ed articolata installazione di Iza presentata nella galleria no-profit di Anversa nel 2014, chiamata Objectif Exhibitions. Essa era un microbiota sotterraneo, dal quale si sono originati funghi fisici, disposti su delle strutture che andavano a creare delle specie di burattini. Ecco, ad Artissima Tarasewicz ha voluto dare voce e movimento a questi, facendoli dialogare tra di loro e condividendo con noi le loro preoccupazioni e conoscenze.

Annika Kahrs - - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto

Annika Kahrs – – PER4m, Artissima 2015, Torino – Foto Giovanna Repetto

Mayfly (2015), la performance che William Hunt presenta a Per4m, sia pure altamente spettacolare, rompe con questa formula di endurance. Il suo punto di partenza è un’opera tarda di uno dei massimi poeti dell’assurdo, Samuel Beckett. Ispirandosi a Quad, la celebre coreografia filmata per la televisione da Beckett nel 1981, in cui quattro personaggi incappucciati camminano seguendo i lati e le diagonali di un quadrato, Hunt ha concepito una pièce per quattro quadcopter, piccoli droni giocattolo in commercio nei negozi di articoli per hobby. I quattro droni, distinti da strisce di stoffa colorata (riferimento ai colori delle tuniche indossate dai danzatori di Beckett) si muovono anch’essi lungo le linee di un quadrato. Il pilota dei droni è l’artista stesso, in piedi su di una consolle al centro dell’area d’azione. L’elemento sonoro tipico di Hunt è costituito dai ronzii dei quadcopter che, amplificati da microfoni e messi in loop da un software, creano una composizione che cresce di volume e densità nel corso dell’azione. (Testo di Simone Menegoi estratto dal catalogo di Artissima)

William Hunt - PER4m, Artissima 2015, Torino - Foto Giovanna Repetto

William Hunt – PER4m, Artissima 2015, Torino – Foto Giovanna Repetto

Il comitato curatoriale che segue la sezione è composto da Simone Menegoi, Sophie Golts e Chris Sharp, mentre il premio dedicato a questa sezione è messo in palio da K-Way ed è assegnato da una giuria composta da Marie de Brugerolle, Ana Janevski, Silvia Fanti e Giorgio Fasol.