Navid Nuur, Broken Circle, 2011
Navid Nuur, ‘When doubt turns into destiny’, 1993–2011, 3 channel color video
Yuri Ancarani, Thema Thessalonica, 2005
Massimo Grimaldi, November 2011 Playlist
Gedi Sibony, Minor Maestranti, 2008
***
Sfiora il complesso e attulissimo tema del ‘potere’ la mini collettiva presentata alla galleria Zero… Sfiora con ironia la grande illusione di massa che crede nello slogan ‘PEOPLE HAVE THE POWER’. Ribalto la frittata e mi chiedo, ha potere l’arte del popolo? Il popolo ha potere attraverso l’arte? L’arte ha dei poteri? E gli artisti e la loro opera hanno potere?
Potere di fare cosa? Di cambiare cosa? 
***
Conferma le mie aspettative Yuri Ancarani con il breve video Thema Thessalonica: tre sintetici minuti per raccontare, attraverso bellissime immagini di una Grecia bruciata dal sole, i gesti quotidiani di un pastore. Bucolito, perfetto e molto poetico. 
Conferma le mie aspettative Gedi Sibony con al sua scultura ‘leggera, semplice, povera e vuota’. Presentata con un ironico ‘Venite signori e signore, bimbi e bimbe accorrete, Minor Maestrani è arrivato in città’, lascerà senza dubbio il pubblico non avezzo al ‘potere’ dell’arte con più di un interrogativo.
Conferma le mie aspettative e mi coinvolge la grande installazione di Massimo Grimaldi November 2011 Playlist ‘. Ogni dieci minuti di intervallo, un brano tra una selezione di 20 è riprodotto ad alto volume. Mi piace pensare Massimo mentre, perso in ricordi più o meno recenti, seleziona canzoni ‘promemoria’.
Due le opere di Navid Nuur. ‘Broken Circle’ consiste in un neon la cui forma circolare è mancante di una parte. I frammenti di questa parte sono stati posti all’interno del neon… “quindi in questo modo il neon fa riferimento più alla sua sostanza e concetto stessi che a ciò che puoi realizzare con lettere luminose e altre cose funzionali…” (A volte pretendo un minimo di spiegazione, ma spesso quando c’è, sarebbe meglio che non ci fosse!).
L’altra opera, più ‘complessa’, mostra su tre proiezioni video, l’artista in giro a Berlino di notte. Le immagini mostrano l’artista mentre si muove lentamente tra dei sensori di movimento che fanno scattare le luci nei garage o nelle entrate. Inscenando una sorta di slow-motion di se stesso, Nuur “cerca di essere più lento della luce, in modo da essere più veloce di essa.”
ps. The words have the power