Pecci ON, Thomas Hirschhorn, We Are Still Alive, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecc i, Prato, © Raffaele Di Vaia
Thomas Hirschhorn, We Arte Still Alive

Dopo l’inaugurazione delle mostre Vuoto – prima personale dedicata da un museo all’artista Jacopo Benassi, a cura di Elena Magini e aperta fino al 10 gennaio 2021 – e Litosfera. Un dialogo tra Produttivo di Giorgio Andreotta Calò e A Fragmented World di Elena Mazzi e Sara Tirelli, a cura della direttrice Cristiana Perrella e aperta fino al 7 febbraio 2021, anche il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato riversa le proprie energie sul fronte digitale.
Con il palinstesto Pecci ON, inaugurato il 9 novembre 2020, le attività del museo si trasferiscono sul sito e sui social con appuntamenti ONline e conversazioni ONair incentrati sulla programmazione in corso. Ritornano, inoltre, le EXTRA FLAGS che fino a ottobre avevano adornato il pennone posto di fronte al museo: il progetto, avviato a maggio durante il primo lockdown, ha visto il susseguirsi di una serie di bandiere d’artista commissionate a Marinella Senatore, Nico Vascellari, Marzia Migliora, Eva Marisaldi, Flavio Favelli, Marcello Maloberti, Massimo Bartolini, Elena Mazzi e Andreco. L’appuntamento, a cadenza settimanale, ritorna dunque con la bandiera We Are Still Alive dell’artista svizzero Thomas Hirschhorn, preceduta da quella della street artist e illustratrice MP5 intitolata Third Eye – Terzo occhio.

Nell’ambito dei live streaming ONair, fissati ogni martedì, il Centro Pecci lancia due nuovi format completamente gratuiti: #Museum2b e #KeyWords. Parole che aprono il presente. Nel primo, personalità del mondo dell’arte riflettono sul ruolo che dovrebbero assumere le istituzioni per affrontare al meglio il complicato periodo che stiamo attraversando; il secondo, invece – nato dalla collaborazione con LabCom – Ricerca e azione per il benessere psicosociale, spin-off accademico dell’Università degli Studi di Firenze – si focalizza sul confronto tra arte e psicologia, e tra museo e comunità, in un momento delicato per la vita di ognuno.

Pecci ON, MP5, Third Eye – Terzo occhio – We Are Still Alive, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, © Margherita Villani
MP5, Third Eye – Terzo Occhio

Sempre nel ciclo degli eventi ONair, tornano gli incontri del mercoledì di #peccischool intitolati L’arte di un mondo che cambia (1989-2001) – otto appuntamenti (fino al 16 dicembre 2020) introdotti dal curatore e teorico dell’arte Roberto Pinto che vedono protagonisti le storiche dell’arte Daria Filardo, Desdemona Ventroni e Camilla Froio e il curatore e critico d’arte Matteo Innocenti – mentre tutti i giovedì sarà possibile assistere a presentazioni di libri, con #peccibooks, o a conversazioni con artisti, con #pecciartistalk – quella del 19 novembre 2020 ha visto la giornalista e documentarista Francesca Mannocchi confrontarsi con l’opera dell’artista turca Güneş Terkol, tra le protagoniste della collettiva Protext! Quando il tessuto si fa manifesto (aperta fino al 14 febbraio 2021) curata da Camilla Mozzato e Marta Papini.

Oltre ai contenuti ONair, Il palinstesto di Pecci ON si arricchisce di numerosi eventi ONline: la Web Tv dell’istituzione – inaugurata tra l’altro il 9 novembre di tre anni fa, nel 2017 – si arricchisce di contenuti extra che affiancano ed espandono tutte le attività del museo – gli ultimi, ad esempio, sono dedicati a Jacopo Benassi, e alla mostra Vuoto, e a Flavio Favelli, tra i protagonisti della prima serie di EXTRA FLAGS; completano il programma gli appuntamenti di Pecci Cinema, serie di film e documentari in prima visione disponibili in streaming sul sito del Centro: ad aprire la sala online il 16 novembre sono stati Varda per Agnès (2019), documentario di Agnès Varda, Roubaix, una luce – Roubaix, une lumière (2019) di Arnaud Desplechin (prima visione) e In un futuro aprile – Il giovane Pasolini (2019), documentario, sempre in prima visione, di Francesco Costabile e Federico Savonitto. 

Come ci tiene a sottolineare l’istituzione, “un museo d’arte contemporanea non si spegne nel momento in cui vengono chiuse fisicamente le sue porte. Anzi, oggi più che mai è fondamentale il suo ruolo di catalizzatore per la propria comunità, di antenna che capta il presente attraendo idee, voci, artisti per leggere le evoluzioni del nostro tempo e poi restituirle al territorio e al mondo amplificate.”

Pecci ON, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato
Protext, alcune opere di Gu neş Terkol, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, © ph. OKNOstudio