Il professore e l’allieva. Nello spazio Peep-Hole, Pavel Büchler e Evangelia Spiliopoulou ci hanno mostrato i loro ragionamenti, le loro speculazioni, le tracce discorsive attorno al tema ambivalente dell’ ‘istruzione’. Scompare la figura del ‘maestro’ che insegna e dell’allieva che impara, rimangono invece tre opere che sintetizzano la dinamica del loro incontro intellettuale.Nella grande stanza, l’opera forse più suggestiva, Eclipse di Pavel Büchler : 9 proiettori Leitz Prado proiettano dei fasci di luce bianca sulla parete. Le varie proiezioni colpiscono un pallone e altri oggetti rotondi, formando delle poetiche forme circolari sul muro che disegnano un mosaico di eclissi sovrapposte. Nella parete e fianco una serie di semplicissimi disegni a computer, Office Drawings di Evangelia Spiliopoulou: grafici, schemi, forme geometriche apparentemente senza senso. In ogni disegno una frase diversa: After a definite amount of time, the space could only be counted backwards; Crossroads to be passed slowly; Into some extension space parts formed the obstruction ecc. Inevitabile ipotizzare che il senso delle frasi sia stato visualizzato in modo del tutto soggettivo dalla giovane artista greca.
Nella seconda stanza rialzata, il lavoro pensato dai due artisti, Untitled (2011): una video-installazione con 3 monitor, due dei quali mostrano una schermata fissa di colore rossa e verde. Nel terzo monitor, appare per pochi secondi un video scaricato su youtube che documenta la legge di Sneell (la formula che descrive le modalità di rifrazione di un raggio luminoso nella transizione tra due mezzi isotropi diversi, come l’acqua e il vetro). Trascorso il breve tempo del video che mostra una matita che sale e scende da un recipiente pieno d’acqua, la schermata ritorna blu. Non vi sto a spiegare il meccanismo che fa si che i tre colori del sistema RGB della televisione ecc.. in teoria lo spazio doveva diventare bianco … insomma, la poesia e anche la bellezza (indubbio che Eclipse sia un lavoro semplicemente bello e poetico), della prima stanza, perde d’intensità in questa seconda. Nonostante l’indiscutibile intreccio dialettico e speculativo tra i due artisti, quest’ultima opera risulta un po’ macchinosa.
Nulla toglie che la mostra centri in pieno le intenzioni dialogiche dell’intero progetto, e lo fa con una particolare attenzione ad un risultato estetico accattivante e per niente secondario. Anzi, adoro vedere opere ‘belle’ nel senso più banale del termine.
Chi c’era?
Edoardo Bonaspetti, Francesco Valtolina, Raffaella Malavasi, Andrea Balestrero, Simone berti, Francesca Minini, Antonio Grulli e Alessandra Minini, Luciana Rappo, Ivan Frioni e Vincenzo De Bellis, Diego Perrone e Bruna Roccasalva, Valentina Romen, Andrea Pozzato, Sabina Grasso