Heroin in Tahiti

Heroin in Tahiti

Questa sera il Pastificio Cerere di Roma presenta il terzo appuntamento della rassegna I miei amici hanno più talento di me. Dalle 19 alle 23 potrete assistere gratuitamente ad un live degli Heroin in Tahiti, seguito da un dj-set di Altarboy, il tutto accompagnato dal video Hyhjhbjbgjg (2015) di Gianni Politi.

“Ho sempre cercato di circondarmi di persone di talento e nel mondo della musica elettronica e sperimentale romana molti protagonisti della scena sono amici con cui sono cresciuto”, spiegava Politi, ideatore del progetto, nell’intervista che rilasciata in occasione del primo evento. “I video che verranno proiettati non credo vadano pensati come opere vere e proprie. La mia idea era quella di mostrare più che un lavoro, una suggestione digitale della mia vita su Instagram”.

Leggi l’intervista completa a Gianni Politi.

Sergio Picciaredda e Attilio Tucci, aka Altarboy, sono un duo di dj e produttori, fondatori della Wonder Wet Recordscresciuti. Cresciuti  tra i suoni di synth analogici, campionatori e drum machine, con una passione intensa per l’House Music, creano un ideale “crocevia” dove suoni elettronici incontrano il ritmo e la sperimentazione attraverso arrangiamenti pop. > soundcloud.com/altarboyband

Inni folk-psichedelici, tarantelle spaziali, chitarre twang, il lato oscuro delle registrazioni di Diego Carpitella: questi alcuni degli ingredienti del sound “Spaghetti Wasteland” degli Heroin in Tahiti, duo formato da Valerio Mattioli e Francesco De Figueiredo.

Un paio di domande agli Heroin in Tahiti.

ATP:  Il vostro album “Sun and Violence”, uscito per questo Aprile per la Boring Machines di Andrea Ongarato, è una sorta di “reprise” di “Canicola”, album uscito solo su cassetta per la romana No=FI Recordings. Nel vostro live propenderete più per le sonorità psychedelic-prog del nuovo album o per quelle più “secche” del nastro? In che modo sarà strutturato?

HiT: La realtà è che nel live suoneremo le tracce di un album che deve ancora uscire, diciamo a metà strada tra le precedenti cose.

ATP: Da qualche tempo state portando avanti una ricerca sul lato folk più oscuro delle sonorità mediterranee. In che modo è nato questo vostro interesse? Ritenete che ci sia un possibile collegamento tra questo genere per certi versi senza tempo e la nostra contemporaneità?

HiT: L’interesse è nato vivendo in Italia. Rispetto alla seconda parte della domanda: sembrerebbe di sì.

ATP: La rassegna “I miei amici hanno più talento di me” propone un’interazione tra arte contemporanea e nuove ricerche musicali. Dal vostro punto di vista, può esistere un dialogo tra questi due “mondi”? 

HiT: Così pare.

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PROSSIMI APPUNTAMENTI

Mercoledì 9 settembre 2015

Djset: Gattonero

Djset: Zerø

Video art projections: Pino Pipoli

Altarboy

Altarboy


Gianni Politi, Hyhjhbjbgjg, 2015

Gianni Politi, Hyhjhbjbgjg, 2015


I miei amici hanno più talento di me #3, 2015

I miei amici hanno più talento di me #3, 2015