• Demogo, Superclassico
  • Deltastudio, Albula CC Open source device for polluted waters
  • de Gayardon Beaurau, Eraclito – Everythingflows
  • Angelo Renna, Rub the Belly

I Parasite 2.0 sono i vincitori del YAP MAXXI 2016 con il progetto installativo MAXXI Temporary School: The museum is a school. A school is a Battleground.

L’installazione, composta da fondali mobili che riprodurranno ambientazioni fantastiche, elementi in legno, gomma e metallo, sagome di animali e frammenti di natura, si propone di annullare il limite tra naturale e artificiale, generando al contempo una riflessione sulla scomparsa del limite tra lo spazio e la sua rappresentazione.

Questa è la sesta edizione italiana del programma di promozione e sostegno alla giovane architettura organizzato dal MAXXI in collaborazione con il MoMA/MoMA PS1 di NY, Constructo di Santiago del Cile, Istanbul Modern (Turchia) e MMCA National Museum of Modern and Contemporary Art di Seul (Corea). La giuria internazionale, composta da Pippo Ciorra Senior Curator MAXXI Architettura, Margherita Guccione Direttore MAXXI Architettura, Hou Hanru Direttore Artistico MAXXI, Monia Trombetta Coordinatore MAXXI Arte, Sean Anderson Curatore Associato di Architettura e Design MoMA e Massimo Alvisi Alvisi Kirimoto + Partners, ha scelto il progetto per la sua composizione giocosa e accogliente, la capacità di includere nel progetto importanti aspetti relativi alla sua comunicazione e all’interazione “social”, e infine il suo legame con una tradizione costruttiva museale, teatrale e cinematografica fortemente radicata nella storia di Roma.

La rosa dei finalisti comprendeva progetti di Deltastudio (Ronciglione – VT), Angelo Renna (Prato), de gayardon bureau (Cesena) e demogo (Treviso).

Abbiamo fatto alcune domande ai Parasite 2.0 (Luca Marullo, Stefano Colombo e Eugenio Cosentino):

ATP: Da quali premesse nasce l’installazione MAXXI Temporary School: The museum is a school. A school is a Battleground? 

Parasite 2.0: Il primo step è stato riguardare criticamente alla logica del concorso d’architettura, al tema e alle riflessioni che oggi ruotano attorno all’ormai consueta pratica del padiglione temporaneo. E’ prima di tutto una riflessione sulla condizione precaria che oggi la pratica stessa sta vivendo. Il progetto reagisce decidendo di essere prima di tutto produttore di contenuti e ricerca, lasciando l’installazione sullo sfondo. La “MAXXI Temporary School” trasformerà la piazza del museo in una scuola temporanea. Il padiglione viene visto quindi solo come una infrastruttura e non come il fine ultimo dell’operazione. Tra l’ ”Age of Anxiety”, la “Società del Rischio”, il “Nuovo Medioevo” e la più recente “The Age of Earthquakes”,  l’architetto oggi vive in tempi completamente instabili. La difficile possibilità di arrivare alla realizzazione di progetti e architetture, in alcuni casi lo ha trasformato in una macchina da concorso, dall’altissimo numero di progetti l’anno, che molto spesso hanno solo il ruolo di riempire i database di Archdaily e Dezeen, senza contribuire ad andare in profondità sulle questioni con cui oggi ci si dovrebbe urgentemente confrontare.  Un caso oggi sempre più comune è la  prassi del concorso per il padiglione temporaneo. Istituzioni culturali, museali e amministrative lanciano e investono ogni anno nella costruzione di queste strutture effimere, che molto spesso sono uno spreco di risorse economiche nell’ennesima novità estetica per un’architettura ormai veicolata come immagine tra Pinterest, instagram e Facebook. Il caso del padiglione del 2015 della Serpentine Gallery ha portato all’estremo questo concetto che lo ha reso “the most Instagram-friendly”. Siamo approdati alla Instragram Architecture, in cui l’unico ruolo del progettista è quello di creare la scenografia più unica per un selfie da mille like? Abbiamo quindi ragionato prima di tutto su questo aspetto, mescolandolo poi al tema del concorso, la sostenibilità. Tra le ansie da fine del mondo, estinzione umana e green washing, come si deve e si può guardare oggi alla sostenibilità in senso più ampio?

ATP: “Il museo è una scuola, una scuola è un campo di battaglia”. Potreste approfondire il titolo del vostro progetto? 

Parasite 2.0: Ponendoci come obbiettivo quello di lasciare l’installazione sullo sfondo e di sfruttare l’occasione per produrre conoscenza, ci siamo chiesti: che ruolo può avere un Museo in questo ambito? Possiamo vederlo come una scuola in cui apprendere? Abbiamo fatto riferimento al lavoro The museum is a Battlefield  di Hito Steyerl di cui apprezziamo molto la ricerca e l’alto grado di scientificità e serietà che caratterizza il suo lavoro. Nel film October del 1928, Eisenstein racconta la rivoluzione russa e ci mostra l’invasione del Palazzo d’inverno, l’attuale Hermitage, museo di Mosca. Il museo è il luogo dello scontro. Vedendo la scuola come un campo di battaglia, ci siamo detti: Il Museo è una scuola, perchè produttore di conflitto, dibattito e di cambiamento. Da qui il nome MAXXi Temporary School e l’idea di un progetto che possa trasformare la piazza del MAXXI in una scuola temporanea e il padiglione nella sua infrastruttura.

ATP: L’installazione si propone come una riflessione sulla scomparsa del limite tra lo spazio e la sua rappresentazione. A vostro avviso, quali sono le principali cause di questo avvicinamento? 

Parasite 2.0: Come dicevamo prima, partendo dalla sostenibilità come tema di concorso ci siamo chiesti come affrontarlo. Non è un tema che ci è molto vicino, soprattutto nella modalità con cui oggi viene trattato. Quindi il progetto vuole rivederlo criticamente, investendo su mesi di programmazione culturale, conferenze, proiezioni e attività artistico-ludiche  coinvolgendo un grande numero di personalità. Vogliamo interrogarci su come l’uomo e l’architetto oggi debbano modificare il proprio approccio all’antropizzazione del mondo in seguito al riconoscimento dell’antropocene e della sua chiamata all’ “unique opportunity to reevaluate the terms of theory and practice which have been inherited from modernity”. Riconoscere di vivere nell’era del definitivo impatto umano sul pianeta, ci porta a guardare in maniera più completa e radicale al problema della sostenibilità, riconsiderando le modalità di agire come progettisti.  Il padiglione cavalca il concetto di una semplice scenografia, lo sfondo per dei selfie caratteristici della Instagram architecture, trasformando però in virale una delle più importanti e urgenti riflessioni da compiere. In sostanza l’installazione gioca sul green screen a cui potranno essere continuamente sostituiti scenari naturali incontaminati, provocando una riflessione sul paradosso che l’antropocene rivela, la scomparsa del limite tra naturale e artificiale.

ATP: Uno degli aspetti più interessanti del vostro progetto è la sua capacità di includere aspetti relativi alla sua comunicazione e all’interazione con i social network, pur avendo un forte legame con la tradizione costruttiva museale, teatrale e cinematografica. In che modo siete riusciti a conciliare queste caratteristiche?

Parasite 2.0: Il legame con la tradizione costruttiva museale, teatrale e cinematografica è un valore che la giuria ha riconosciuto al progetto. A noi interessava il concetto della scenografia proprio per portare all’estremo questa idea di una natura riproducibile solo artificialmente. Un secondo aspetto per cui ci interessava è il fatto che molte di queste “Instagram Architecture” dei giorni nostri sono solo delle scenografie mediatiche. Come architetti crediamo che bisogna riflettere su questa degenerazione. Allo stesso tempo si possono però sfruttare le possibilità offerte dai social media contemporanei per veicolare contenuti. Allora abbiamo immaginato la possibilità di un Critical Selfie.

Parasite 2.0, MAXXI Temporary School: the museum is a school. A school Is a Battleground

Parasite 2.0, MAXXI Temporary School: the museum is a school. A school Is a Battleground

Parasite 2.0, MAXXI Temporary School: the museum is a school. A school Is a Battleground

Parasite 2.0, MAXXI Temporary School: the museum is a school. A school Is a Battleground

Parasite 2.0, MAXXI Temporary School: the museum is a school. A school Is a Battleground

Parasite 2.0, MAXXI Temporary School: the museum is a school. A school Is a Battleground