Non mi capacito che a Palermo, salita nella macchina di un’amica e trovato un parcheggio non so dove esattamente, abbiamo dovuto pagare 1 euro. Chiedo all’amica: Ma perchè abbiamo pagato? Quel tizio non mi sembra uno del comune. Mi risponde: se vogliamo ritornare alla macchina senza trovarla con le ruote sgonfie o bucate, dobbiamo dare 1 euro.

Non mi capacito che, per raggiungere la galleria di Pantaleone, ho camminato in mezzo alla sporcizia. Io, una ragione non me la faccio. Con me c’era anche un ragazzo napoletano che mi dice: Ma di che ti stupici, dovresti venire a Napoli! E’ una questione di cultura..

Ecco, ho pensato… ora mi faccio la figura di quella che arriva dal Veneto ex-contadino e leghista dove girano tanti skej… Ho pensato un attimo e, continuando a non capacitarmi, ho risposto:

Ma che cultura e cultura??? Questa dalle mie parti si chiama solo inciviltà!

Perchè devo pagare un tizio così.. e perchè devo camminare in mezzo a odori nauseanti e sporcizia?

Palermo è un città bellissima. Ripeto, Palermo è una città bellissima che non si merita dei cittadini così incivili e disonesti. E non mi si venga a dire che è tutta colpa dei politici. Sicuramente è colpa loro la cattiva gestione dei rifiuti, ma dal basso, penso forse un pò ingenuamente, si potrà ben fare qualcosa.. no?

Mi stupisce dunque che, dopo aver camminato in maniera rocambolesca tra sacchetti di plastica e cacche di cane, arrivo nella romantica e decadente scalinata che mi porta alla
galleria di Francesco Pantaleone in Piazza Garraffello. C’era l’inaugurazione della mostra ‘La fantasia morde nella piega in bilico’ di Sissi. L’artista mi racconta di quanto bellissima è Palermo; di come lei si è lasciata permeare dalla città che le è entrata dentro… La mostra consisteva in “un arazzo di paglia e borchie, intrecciato a trama fitta. E’ la corazza che nasce sospesa tra un muro e il pavimento. Questa è La fantasia morde la piega in bilico. I materiali sono gli stessi che riempiono i morti mummificati appesi nelle catacombe dei Cappuccini, seicentesco riparo per i reietti della città, anime senza legami e senza sepoltura.” Nell’altra stanza una serie di foto dove l’artista si è immortalata con degli orecchini formati da conchiglie, ali di uccelli secchi, foglie ecc. Oggetti, scarti, paccottiglia che Sissi ha ‘selezionato con l’interesse di uno scienziato in un continente sconosciuto’. Così racconta l’accattivante testo della curatrice Laura Barreca. Continua: ” Sono resti consunti dal tempo, reliquie del presente trovate dovunque, dai lidi vulcanici di Stromboli, ai marciapiedi della Vuccirìa, dalle bancarelle di chincaglierie, ai piedi di un qualche albero. Poi l’oggetto, come un frammento sacro, viene inserito in minuscole gabbie, avvolto in docili strutture che ne assecondano la forma, seguono l’intreccio della materia, classificando le forme secondo le regole del colore, della porosità, rispondendo solo a criteri puramente formali ed enciclopedici.”

Non so… l’effetto mi è sembrato alquanto strano. Forse perchè il giorno che ho trascorso per le strade di Palermo non mi ha dato la possibilità di sublimare abbastanza lo ‘sporco’ e vedere solo il ‘bellissimo’. Non so, sono un po’ confusa.