Veduta di Palermo, Francesco Lojacono, 1875 - Palermo Atlas, courtesy OMA

Veduta di Palermo, Francesco Lojacono, 1875 – Palermo Atlas, courtesy OMA

E’ stato presentato dalla Direttrice di Manifesta Hedwig Fijen e il Creative Mediator per Manifesta 12, OMA – guidato dall’architetto Ippolito Pestellini Laparelli – lo studio su Palermo commissionato da Manifesta 12. La Biennale nomade europea che inaugurerà il 15 giugno 2018.

La presentazione ha rivelato un nuovo modello di mediazione creativa dall’alto potenziale di sperimentazione. Intitolato “Palermo Atlas”, lo studio urbano è il passo iniziale di Manifesta 12, proponendosi sia come progetto per la pianificazione futura di Palermo, che come impianto di ricerca per garantire un impatto a lungo termine sulla città e i suoi cittadini.
“Palermo Atlas” rappresenta un nuovo modello di mediazione creativa proposto da Manifesta che si concentra sulla trasformazione di una biennale d’arte nomade in una piattaforma sostenibile per il cambiamento sociale, radicata in un’analisi urbanistica olistica e determinata a lasciare un’eredità tangibile in ogni città che la ospita. È la prima volta che Manifesta invita uno studio di architettura in veste di creative mediator, con l’obiettivo di offrire competenze esterne e una nuova prospettiva alla città ospitante, cercando altresì modalità nuove per liberarne il potenziale con il coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni locali.

Il progetto prende spunto dalla consapevolezza che non esista un’unica maniera di rapportarsi, né tantomeno di definire, Palermo.
Spiega Ippolito Pestellini Laparelli: “La citta’ non puo’ essere ridotta ad una singola interpretazione o ad una precisa definizione. É piuttosto un complesso mosaico di frammenti e identità, risultato di secoli di incontri e scambi tra civiltà. La sua archeologia materiale, eredità culturale, tratti somatici ed ecosistemi sono prove tangibili di un sincretismo duraturo. La Palermo contemporanea può essere considerata un arcipelago globale: non una città globalizzata di per sé, ma un incubatore di diverse condizioni globali. Agisce come snodo di una vasta geografia che si estende ben oltre l’area Euromediterranea – dall’Africa sub-sahariana alla Scandinavia, dall’Asia sudorientale a Gibilterra e all’America .”

Orto Botanico, Palermo Atlas © Foto Delfino Sisto Legnani, courtesy OMA

Orto Botanico, Palermo Atlas © Foto Delfino Sisto Legnani, courtesy OMA


Utilizzando l’originale approccio di OMA, “Palermo Atlas” analizza il complesso carattere in continua evoluzione della città attraverso una proposta interdisciplinare – che spazia tra architettura, archeologia, antropologia, ricerca archivistica, storia personale e canali di comunicazione.

Il team di Creative Mediators, interdisciplinari e internazionali
I risultati del “Palermo Atlas” saranno tradotti in un fruibile programma biennale da quattro Creative Mediators , tra cui l’architetto italiano e partner di OMA Ippolito Pestellini Laparelli, la regista olandese Bregtje van der Haak, l’architetto e studioso spagnolo Andrés Jaque, e la curatrice svizzera d’arte contemporanea Mirjam Varadinis. Coniugando discipline diverse e utilizzando una ricerca urbanistica olistica, Manifesta spera di proiettare il proprio impatto oltre il semplice coinvolgimento del pubblico nell’arte contemporanea, mirando a fornire ai cittadini di Palermo strumenti per re-immaginare il futuro della loro città.

La presentazione del Palermo Atlas è avvenuta in un luogo chiave, il Teatro Garibaldi, riaperto di recente ed assegnato a Manifesta dalla Città di Palermo. Prima della biennale, il Teatro Garibaldi verrà utilizzato come sede temporanea di Manifesta 12 e centro culturale per i Palermitani, ospitando una mostra per scoprire la storia di Manifesta, un caffè pop-up, una biblioteca d’arte, proiezioni cinematografiche, visite didattiche, workshop ed altro ancora. Il Teatro sarà anche uno dei luoghi chiave della biennale nel 2018.

Sistema mediterraneo dei flussi, Palermo Atlas © OMA

Sistema mediterraneo dei flussi, Palermo Atlas © OMA