Henri Cartier-Bresson Bougival, France, 1956, épreuve gélatino-argentique de 1973 © Fondation Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos

Report di Veronica Pillon —

“ Al di là degli artisti, al di là dell’incrocio dei pubblici e delle arti, il programma corrisponde alla volontà di essere un punto di incontro – e di visibilità – per tanti curatori di generazioni diverse, con un’attenzione particolare a quelli italiani ma anche internazionali, e corrisponde ad un’idea di apertura nei confronti di queste presenze ed energie”.
Martin Bethenod, curatore e amministratore delegato di Palazzo Grassi – Punta della Dogana, riassume in due termini – aperto e dinamico – il programma autunnale del Teatrino e quello espositivo, in apertura al pubblico domenica 22 marzo 2020.

Palazzo Grassi ospiterà due mostre fotografiche, Henri Cartier-Bresson: Le Grand Jeu e Youssef Nabil. Once Upon a Dream (a cura di Matthieu Humery e Jean-Jacques Aillagon).
Il progetto espositivo per la mostra dedicata a Henri Cartier-Bresson nasce dall’idea di Matthieu Humery, che ha invitato cinque “curatori” a selezionare una cinquantina di immagini tra quelle che costituiscono la Master Collection, una rosa di 385 scatti che l’artista considerava tra i più significativi della sua opera. La fotografa Annie Leibovitz, il regista Wim Wenders, lo scrittore Javier Cercas, la curatrice Sylvie Aubenas e il collezionista François Pinault mostreranno la loro visione personale della fotografia e dell’artista, attraverso la selezione scelta. Nessun curatore conosce le immagini esposte dagli altri: saranno possibili delle sovrapposizioni di senso e di significato che rinnoveranno e arricchiranno lo sguardo sull’opera del celebre fotografo.

Al secondo piano di Palazzo Grassi, Once Upon a Dream, propone al pubblico fotografie e video del giovane artista egiziano Youssef Nabil. I suoi scatti restituiscono una suggestione di un Egitto leggendario, tra ricerca d’identità, preoccupazioni ideologiche, sociali e politiche intrise di nostalgia di un passato lontano.

Infine, a Punta della Dogana, l’artista Thomas Houseago, in collaborazione con Caroline Bourgeois e Muna El Fituri, presenterà Untitled, 2020. Per la seconda volta un artista della collezione Pinault viene invitato a curare un progetto espositivo che proponga uno sguardo inedito sulla collezione. Il progetto, ancora work in progress, prevede la presenza di opere di 60 artisti, che spaziano tra diversi media. Nella sala del cubo di Tadao Ando verrà realizzata un’installazione site specific che ricostruisce lo studio di Houseago: la sua biblioteca e le sue fonti d’ispirazione saranno a disposizione del visitatore.
Tra gli artisti in mostra Marlene Dumas, Robert Colescott, Saul Fletcher, Llyn Foulkes, Deana Lawson, Paul McCarthy, Arthur Jafa, Joan Jonas, Edward Kienholz, Barbara Kruger, Senga Nengudi, Gilberto Zorio…

Llyn Foulkes, Deliverance, 2007 Pinault Collection © Llyn Foulkes
Youssef Nabil – Say Goodbye, Self Portrait, Alexandria 2009 Hand colored gelatin silver print Courtesy of the Artist

Il Teatrino di Palazzo Grassi offre nella stagione autunnale circa 30 appuntamenti aperti gratuitamente al pubblico, che si contraddistinguono per una proposta nutrita sia dal punto di vista quantitativo che per tipologia, con eventi che spaziano dalla musica contemporanea alla sperimentazione audio-visiva, dalle rassegne cinematografiche al video d’autore, dalle conferenze alle masterclass e ai laboratori.

Il dialogo con le mostre in corso – La Pelle a Palazzo Grassi e Luogo e Segni a Punta della Dogana – continua il 24 settembre con una talk tra l’artista siriana Simone Fattal, la curatrice di Luogo e Segni Mouna Mekouar e Lorenzo Giusti. Luc Tuymans, artista belga a cui è dedicata la personale La Pelle, sarà protagoniste di due giornate: il 9 ottobre, in dialogo con il critico Philippe Pirotte, presenterà il catalogo ragionato; il 10 ottobre, insieme a Marc Donnadieu e Jarrett Earnest, analizzerà il percorso espositivo proposto dalla monografica.

Tra gli ospiti attesi al teatrino, l’artista sound-designer Tarek Atoui e l’artista-poeta Kenneth Goldsmith. Atoui presenta the GROUND Session, una serie di performance sonore pensate per gli spazi di Palazzo Grassi e Punta della Dogana dal 20 al 22 novembre. L’incontro con Goldsmith di mercoledì 27 novembre, I Declare a Permanent State of Happiness, a cavallo tra arte, cinema e letteratura, nasce come un dialogo tra l’artista, il duo curatoriale Francesco Urbano Ragazzi e il docente Luigi Perissinotto. Continua inoltre il dialogo con la Biennale de l’image en Mouvement, con delle proiezioni previste 11 e 12 dicembre.

Biennale de l’Image en Mouvement Bahar Noorizadeh, After Scarcity, 2018, Courtesy the artist & Centre d’Art Contemporain Genève
Autonoma Build Up © LagunaB Media
Hillary. Kenneth GOLDSMITH, curated by Francesco Urbano Ragazzi © Giorgio De Vecchi- GerdaStudio