Quartiere di Escolta,   Manila. Fotografia di JosephGabriel

Quartiere di Escolta, Manila. Fotografia di Joseph Gabriel

Testo di Alberto Ceresoli

Ci mandano in confusione. Per me il fattore della fame del mondo si poteva sterminare in mezz’ora, no anni, mezz’ora. Non vogliono. Sono i potenti che non vogliono perché ci mangiano sopra, i governatori dei loro paesi anche. 

Citazione da ortista     

Pietro Bonfanti, curatore del progetto Ortis, è un po’ antropologo, sociologo, filosofo, psicologo e artista; con un percorso di studi in scienze dell’educazione socio-culturale in Bicocca (Milano) e progettazione e produzione delle arti visive allo Iuav (Venezia),  è l’esempio di un professionista che formalizza il proprio interesse per quei fenomeni culturali del nostro tempo attrarverso la pratica artistica.

Per il progetto Editoriale “Ortis” è stata l’esperienza a lungo termine e la raccolta di materiale:   estratti e contributi testuali, appunti, fotografie, disegni, che organizzati in una costellazione di spunti  hanno dato vita alla Fanzine.  Ortis è un’iniziativa di critica socio-culturale ad Expo 2015, una produzione dal basso che nasce dall’esigenza di evadere al “mega” evento;   un percorso che raccontato in “Ortis” attraverso il coinvolgimento di artisti, ortisti abusivi, liberi pensatori, cittadini e amici, ha l’intento di restituire esperienze e forme di pensiero alternative.

Tutto inizia con la scoperta dell’orto abusivo di Bernardo, nei pressi del quartiere Santa Giulia di Milano; una micro storia di riappropriazione della terra che ha stimolato l’autore di Ortis a sviluppare il progetto partendo da una riflessione sulla contrapposizione tra la realtà “a misura d’uomo” dell’ortista abusivo e le logiche capitalistiche di Expo 2015.

Orti abusivi, speculazioni edilizie, impegno civile, valutazioni di impatto ambientale sono tematiche approfondite attraverso lo sgaurdo critico dei protagonisti di Ortis. Utopia e distopia, punti di vista oggettiviti e soggettivi, premonizioni e testimonianze si incontrano in un percorso rivelatore.   Dialogano così gli estratti di Expopolis (Off topic e Roberto Maggioni), le fotografie di Lex Rosas, Le ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo, il Discorso sulla servitù volontaria di Etienne De la Boetie, Manila Counter –expo 2015 e il rancore nei confronti degli zoo umani che accompagnano la storia delle esposizioni universali, la storia dell’ortista Bernardo (Dino), il contributo dell’educatore Nicola De Lorenzo, dell’educatore e attivista Aime’ Valdor, dell’architetto urbanista Tik, degli artisti Daniele Maffeis, Nina ?erani?, Miss Goffetown .

La Fanzine autoprodotta  è stata distribuita presso librerie indipendenti e spazi culturali di Milano, ad amici che hanno creduto nel progetto contribuendo alle spese di stampa, o anche solo condiviso momenti di riflessione e scambio durante l’anno di ricerca e sviluppo del progetto. È oggi disponibile al pubblico interessato presso la libreria Les Mots di Via Carmagnola angolo Via Pepe (Mi), presso la Fanzinoteca – Isola Libri – reparto autoproduzioni in Via Pollauiolo 5 (MI), presso l’Osteria dell’Utopia e Libreria Baravaj in via Vallazze angolo Viale Lombardia (MI), presso la biblioteca di Lambrate (MI).

 “… che ci venga la diarrea di tutto quello che mangiano. Finché la gente pensa che l’expo sia una vittoria noi saremo punto a capo.

Citazione da Ortista

Con la partecipazione di Nicola De Lorenzo, Lex Rosas, Daniele Maffeis, Bernardo De Lorenzo, Nina ?eranani?, Aime’ Valdor, Miss Goffetown, Tik e Joseph Martin Gabriel. Con il sostegno di Giulia Datovo, Xylvi De March, Alice Ciresola e Adam Khalil.

Copertina Ortis

Copertina Ortis

Quarta di copertina,   disegno di Pietro Bonfanti

Quarta di copertina, disegno di Pietro Bonfanti