Venerdì 20 gennaio, a partire dalle 18, inaugura la mostra  Grigio Lieve (21 gennaio – 12 marzo 2017) del duo artistico Ornaghi & Prestinari presso Casa Morandi e la Fondazione Zeri a Bologna, progetto nato da una ricerca sulla possibilità di generare una serie di sculture a partire dalle ombre nei quadri di Giorgio Morandi. La mostra, a cura di Roberto Pinto, fa parte della sezione Polis della quinta edizione di ART CITY Bologna (27, 28, 29 gennaio 2017), il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative culturali nato dalla collaborazione tra Comune di Bologna e BolognaFiere.

Il progetto realizzato appositamente per Casa Morandi da Ornaghi & Prestinari si concentra sulla possibilità di dare un aspetto tridimensionale alle ombre degli oggetti nei quadri di Giorgio Morandi. Ricostruendo il suo atelier attraverso un modello virtuale 3D, Ornaghi & Prestinari hanno ricreato, modellando sculture in plastilina, il set del quadro e la rispettiva composizione di oggetti, per poi fotografarli e invitare il visitatore a riflettere sul ruolo di questo medium nella traduzione bidimensionale della scultura. Due modalità espressive (scultura e fotografia) evidentemente distanti dal disegno e dalla pittura di Morandi, ma funzionali a indagare, supportati da un fondamentale know how tecnologico, la luce e l’ombra intesa come “presenza fantasmatica di ciò che esiste ma che non sempre emerge al di sopra della soglia del visibile”. Grigio lieve si presenta come un progetto dietro il quale si cela un accurato e metodico lavoro di sperimentazione di materiali e tecniche, di cui si rende conto attraverso il video proiettato nella sala espositiva e attraverso le sculture che, silenziose come gli oggetti di Morandi, ne evocano le forme e ancora una volta indagano il delicato rapporto di luce e ombra, pieno e vuoto.

Testo di Alessia Masi

Grigio Lieve_studio_01

Grigio Lieve_studio_01

Grigio Lieve_studio_02

Grigio Lieve_studio_02

Grigio Lieve_studio_03

Grigio Lieve_studio_03

Grigio Lieve_studio_04

Grigio Lieve_studio_04

Grigio Lieve_studio_04

Grigio Lieve_studio_04

Grigio Lieve_studio_04

Grigio Lieve_studio_04

Grigio Lieve_studio_04

Grigio Lieve_studio_04

Grigio Lieve_studio_04

Grigio Lieve_studio_04

Grigio Lieve_studio_04

Grigio Lieve_studio_04

Grigio Lieve_studio_05

Grigio Lieve_studio_05

Grigio Lieve_studio_06

Grigio Lieve_studio_06

 

L’incontro tra lo spazio fisico e quello matematico.

Grigio Lieve_studio_07

Grigio Lieve_studio_07

I volumi dell’oggetto divengono percepibili solo come rapporto tra “il batter della luce e il seguire dell’ombra”.
Cfr. ARCANGELI Francesco, Giorgio Morandi, Einaudi, 1981.

“L’immagine bidimensionale intesa come risultato di un dialogo tra il fotografo e la scultura per mezzo della luce. L’essenza della scultura raggiunge quella della fotografia dentro una dimensione ultrasottile in cui l’una e l’altra si toccano”.
Cit. MOLA Paola, Rosso. Trasferimenti, Geneva–Milan, Skira, 2006.

Grigio Lieve_studio_08

Grigio Lieve_studio_08

 

L’ombra dell’ombra.
Tra pensiero e mondo sensibile.

Grigio Lieve_studio_09

Grigio Lieve_studio_09

Grigio Lieve, statement (ita)

Abbiamo studiato la possibilità di generare una serie di sculture a partire dalle ombre nei quadri di Giorgio Morandi. Ricostruendo il suo atelier attraverso un modello virtuale 3D, abbiamo ricreato il set del quadro e la rispettiva composizione di oggetti per dedurne le viste nascoste. Attraverso quest’ultime, abbiamo modellato coni d’ombra in assenza degli oggetti.

Nascono forme d’ombra, dove il vero trapassa (…) nel magico istante intermedio tra la confusione e la forma ( 1). Fantasmi concreti e impronte che “sembrano cose” .(…) in queste immagini dove “ tutta la luce vana fu bevuta” ( 2) . Ecco le ombre sfuggire dai corpi e i corpi rabbrividire dalla propria ombra e tutto esser preso come da un impalpabile modulato sussulto ( 3).

Le nostre sculture in plastilina sono divenute soggetto di uno scatto fotografico. Grigio Lieve riflette sul ruolo della fotografia nella traduzione bidimensionale della scultura. Nella storia, gli scultori capirono prima degli altri l’importanza che la fotografia poteva avere per l’esplorazione ottica dell’opera tridimensionale in tutta la sua complessità. La fotografia della scultura rende palpabile la relatività del tempo e del punto di vista, l’attitudine a frammentare la visione globale.

Io non faccio le così dette sculture attorno a cui si debba girare, io ho il diritto di esigere che la mia opera, così come i nostri quadri, sia posta nella sua vera luce ( 4).

La scultura è per sua natura ambigua e sfuggente perché può essere guardata da più punti di vista, eludendo tutti gli sforzi dell’artista di definire il punto di vista “unico” da cui osservare la composizione ( 5). Le fotografie di Medardo Rosso hanno sviluppato un’altra via della sua scultura. I volumi dell’oggetto divengono percepibili solo come rapporto tra il batter della luce e il seguire dell’ombra ( 6).

L’immagine bidimensionale intesa come risultato di un dialogo tra il fotografo e la scultura per mezzo della luce. L’essenza della scultura raggiunge quella della fotografia dentro una dimensione ultrasottile in cui l’una e l’altra si toccano ( 7).

Grigio Lieve è una ricerca sulle possibilità della luce e sulle stratificazioni del passaggio del tempo; sulla scultura intesa più come dispositivo e attitudine; sulla luce che conferisce un certo ritmo alle superfici, disegna volumi e ombre nell’immaterialità dell’immagine. La luce è sempre la stessa ma ci conduce da un’altra parte, nel vuoto lasciato dal suo passaggio in un altro tempo.

1 Cit. ARCANGELI Francesco, Giorgio Morandi, Einaudi, 1981.
2 Cit. UNGARETTI Giuseppe, “In memoria di Ofelia d’Alba”, in Sentimento del tempo, 1933.
3 Cit. ARCANGELI Francesco, Giorgio Morandi, Einaudi, 1981.
4 Cit. ROSSO Medardo, Medardo Rosso Scritti sulla scultura, GIUDICI Lorella (ed.), Carte d’Artista n°40, Milan, Abscondita, 2003.
5 See BAUDELAIRE Claude, “Salon de 1846”, in Oeuvres complètes I, Paris, Gallimard, 1975.
6 Cit. ARCANGELI Francesco, Giorgio Morandi, Einaudi, 1981.
7 Cit. MOLA Paola, Rosso. Trasferimenti, Geneva–Milan, Skira, 2006.

Grigio Lieve, statement (eng)

We examined the possibility of creating a series of sculptures starting from the shadows in the paintings of Giorgio Morandi. Using a virtual 3D model to reconstruct his studio, we recreated the set of the painting and the respective composition of objects in order to deduce their hidden views. Through the latter, we modelled cones of shadow without the objects.

Shadow forms arise, where the real passes away (…) in the magical intermediate instant between confusion and form ( 1). Concrete ghosts and prints that “seem to be things” (…) in these images where “all vain light was absorbed” ( 2). Here are the shadows fleeing from the bodies and the bodies shuddering at their own shadow and everything being taken as if by an impalpable modulated leap ( 3).

The Plasticine sculptures are then photographed. Grigio Lieve reflects on the role of photography in the two-dimensional translation of sculpture. Historically, sculptors were the first to grasp the importance photography could have for the optical exploration of the three-dimensional work in all its complexity. Photography of sculpture renders palpable the relativity of time and of point of view, and the tendency to fragment global vision.

I do not do the so-called sculptures you have to move around. I have the right to demand that my work, just like our pictures, is positioned in its true light  ( 4).

Sculpture is by its nature ambiguous and elusive, because it can be looked at from various perspectives, eluding all the artist’s efforts to define the “single” point of view from which to observe the composition ( 5). The photographs of Medardo Rosso have developed another path of his sculpture. The volumes of the object become perceptible only as the relationship between the falling of light and the ensuing shadow  ( 6).

The two-dimensional image understood as the result of a dialogue between the photographer and the sculpture through the medium of light. The essence of sculpture reaches that of photography within an ultrathin dimension in which they touch each other ( 7).

Grigio Lieve is an investigation of the possibilities of light and of the stratifications of the passage of time; of sculpture understood more as a mechanism and an attitude; of light that gives a certain rhythm to surfaces, drawing volumes and shadows in the immateriality of the image. The light remains the same, but it leads us in another direction, into the emptiness left by its passage into another time.

1 Cit. ARCANGELI Francesco, Giorgio Morandi, Einaudi, 1981.
2 Cit. UNGARETTI Giuseppe, “In memoria di Ofelia d’Alba”, in Sentimento del tempo, 1933.
3 Cit. ARCANGELI Francesco, Giorgio Morandi, Einaudi, 1981.
4 Cit. ROSSO Medardo, Medardo Rosso Scritti sulla scultura, GIUDICI Lorella (ed.), Carte d’Artista n°40, Milan, Abscondita, 2003.
5 See BAUDELAIRE Claude, “Salon de 1846”, in Oeuvres complètes I, Paris, Gallimard, 1975.
6 Cit. ARCANGELI Francesco, Giorgio Morandi, Einaudi, 1981.
7 Cit. MOLA Paola, Rosso. Trasferimenti, Geneva–Milan, Skira, 2006.