Isabella Ducrot – Opere a ripa, 2020 – Installation at T293, Rome, 6 February – 18 March 2020 Photo by Roberto Apa

La prima personale alla galleria T293 di Isabella Ducrot (Napoli, 1931) – visitabile fino al 18 marzo 2020 – include un gruppo di opere che esaltano la radice materiale della sua produzione artistica: i tessuti grezzi e spogli, che l’artista collezionista e studia, attraverso cui essa celebra la contemplazione.
Liberate nello spazio, esaltate per la loro vulnerabilità, le stoffe di Isabella Duncrot in Opera a ripa sono trasformate in altro: diventate parte delle immagini, sono svuotate del proprio contenuto storico. Materia pura.
Affascinata dal respiro vitale presente nei tessuti, le ripropone anche in forma di abiti femminili, in cui elementi astratti si ripetono con una fragilità meditativa, non funzionale, riabilitando un “decorativo” lasciato ai margini dal pensiero storico.
In Turbante (2014) un tessuto indiano destinato a decorare il capo degli uomini è esposto lungo una parete. Somiglia ad un grande foglio bianco, che scioglie il turbine di gesti che la sua matrice funzionale gli avrebbe imposto.
Gli Erotici su carta cinese emergono dal materiale che li accoglie e rimandano a una iconografia di disegni orientali, uno dei quali è ripetuto in forma di disegno e poi pittura, traccia di un’ossessione. Entrambi sono esposti vicino ad Abiti dalle cui trame emergono strutture sociali e mentali, nascoste in un rapporto tra colore e luce.
Un’essenza formale sfiora la dimensione tattile in una scenografia di interni che celebra l’infinito attraverso il ritmo di dettagli ricercati.