Oggi alla Fondazione Remotti, un omaggio a Fischli & Weiss dalle collezioni italiane: una selezione delle famose domande dei grandi artisti svizzeri Fischli & Weiss provenienti da collezioni italiane.   La mostra si compone di oltre cinquanta domande che testimoniano, da un lato, il fascino che questi artisti hanno esercitato in Italia, e dall’altro suggeriscono un possibile autoritratto dei collezionisti che, attraverso la scelta delle domande hanno forse rivelato qualcosa di se stessi. 

Perchè lei non telefona? In privato sono un’altra persona?
Perchè gli altri stanno sempre meglio di me? Le persone sono fiori?
La ricerca potrebbe ancora scoprire qualcosa di utile su di me?
Non devo vergognarmi per le cose che non mi riguardano? Soffro di buon gusto?
Sono cavalcato da una strega? Il diavolo è contento di me?
Si può vivere nella stessa casa con una donna del tutto estranea e selvaggia?
Perchè la mia coperta è sempre così pesante? La puzza viene da fuori?
Dovrei andare a vivere da ladrone nel bosco? Il mio cervello è forse un appartamento male arredato?
Perché la terra si concede il lusso di avermi? Perché ho sempre ragione? Perché mi lascio sempre comandare?
Perché la terra ci mette esattamente un anno per girare intorno al sole? Should I smoke opium?

Omaggio a Fischli&Weiss dalle collezioni italiane / a cura di Francesca Pasini
fino al 10 febbraio 2013

Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti / Comune di Camogli

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Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti of Camogli (GE) is proud to present Tribute to Fischli & Weiss, a selection of the famous questions of the great Swiss artists Fischli & Weiss, from Italian collections. The exhibition contains over fifty questions that bear witness to the popularity of these artists in Italy, while suggesting the idea of a self-portrait of the collectors, through their choice of the questions with which, perhaps, they could identify, revealing something about themselves. The banality and at times melancholy irony of everyday life correspond to these questions that all people – under their breath, perhaps – ask themselves. The questions form alliances in a variable, arbitrary way, and can give rise to a sort of anonymous story.

Here’s an example:
Perchè lei non telefona? In privato sono un’altra persona?
Perchè gli altri stanno sempre meglio di me? Le persone sono fiori?
La ricerca potrebbe ancora scoprire qualcosa di utile su di me?
Non devo vergognarmi per le cose che non mi riguardano? Soffro di buon gusto?
Sono cavalcato da una strega? Il diavolo è contento di me?
Si può vivere nella stessa casa con una donna del tutto estranea e selvaggia?
Perchè la mia coperta è sempre così pesante? La puzza viene da fuori? Dovrei andare a vivere da ladrone nel bosco?
Il mio cervello è forse un appartamento male arredato?
Perché la terra si concede il lusso di avermi? Perché ho sempre ragione? Perché mi lascio sempre comandare?
Perché la terra ci mette esattamente un anno per girare intorno al sole? Should I smoke opium?