“Per noi è una conferma e una riprova constatare come le OGR abbiano a livello internazionale una riconoscibilità molto ampia […] capaci anche di flessibilità e capacità di adattamento per mettersi al servizio della comunità” ricorda Massimo Lapucci, Direttore Generale OGR e Segretario Generale Fondazione CRT. Dopo cento giorni di piena attività come ospedale Covid, il centro policulturale torinese torna con una nuova programmazione che unisce arte, scienza e tecnologia in una visione internazionale e inclusiva.

Dal 10 ottobre prende vita Continuum, due giorni di incontri, musica, talk, e performance in occasione del terzo anniversario di OGR. “Nel giorno dei compleanni un pensiero alla nascita e al passato è importante. Ci tengo a ricordare il gesto di coraggio della Fondazione che ha acquisito e investito in prima persona sul progetto affrontando un’impresa che sembrava davvero difficile. È stato un lavoro straordinario e una sfida sicuramente vinta. […] Volutamente OGR mantiene la sua caratteristica di officina senza avere paura di cambiare” sottolinea Fulvio Gianaria,
Presidente OGR. “Non è facile raccontare OGR, noi ci abbiamo provato in questi tre anni. La sua storia è sempre stata centrale nella costruzione della programmazione […] Ci sarà grande attenzione alle arti performative con uno sguardo sempre più rivolto alla tecnologia grazie anche all’apertura della Manica Tech” aggiunge Nicola Ricciardi, Direttore Artistico OGR.

La riapertura è segnata anche da importanti collaborazioni, prima tra tutte con il British Council, nell’ambito di UK-Italy Season 2020, che creerà e consoliderà le relazioni tra le istituzioni culturali di entrambi i Paesi attorno al tema Being Present dell’edizione 2020. Verranno presentate a Torino produzioni di musica sperimentale, performance e video di artisti scozzesi come Urara Tsuchiya, LAPS, Poisonous Relationship, Claricia Parinussa & Rowdi SS, Christian Noelle Charles e FRAN.K, accompagnati da una selezione di video a cura di David Dale Gallery and Studio, spazio di ricerca per l’arte contemporanea di Glasgow. “Il primo contatto con Glasgow è avvenuto in realtà ad Edimburgo dove abbiamo scoperto il lavoro di Colette Sadler alla quale abbiamo chiesto di presentare qui il suo ultimo lavoro” racconta il curatore Samuele Piazza. La collaborazione nasce grazie a Tramway, spazio polivalente di Glasgow, dedicato alle arti visive e performative. Il centro culturale è nato dal recupero di un edificio industriale che, dal 1893 agli anni Ottanta, è stato dapprima capolinea, deposito e fabbrica dei tram della città scozzese e, poi, Museo dei Trasporti. “Anche in questo caso” continua Piazza “c’è un’attenzione alla tecnologia e a ciò che succede ai corpi umani in un mondo in cui lo sviluppo della prima sembra inarrestabile”. Uno dei temi infatti che percorre tutta la programmazione è proprio il corpo e la sua relazione con l’oggi, in un momento storico che ci ha chiesto di riflettere sul significato di avere un corpo ed entrare in contatto con altre persone.

OGR, Torino – Sala Fcuine
OGR binario 1 – ph D’ottavio

La ricca programmazione si apre con un omaggio alla mostra Unseen Stars di Trevor Paglen che, con la sua serie di satelliti-sculture “non funzionali”, riflette sul rapporto tra uomo e spazio e la politica che ne governa la colonizzazione. Per l’occasione le ARTENAUTE del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli accompagneranno le famiglie alla scoperta dei grandi misteri dell’Universo. Durante le giornate di inaugurazione, il dialogo con Tramway continua attraverso la selezione di una serie di video che verranno proiettati in loop in Binario 3 delle OGR Torino e contemporaneamente saranno visibili in streaming sui canali digitali dell’istituzione scozzese.
In Duomo invece sarà presente l’installazione dell’artista giapponese Wong Ping Dear Can I Give You a Hande?, un’opera video che guarda a un futuro distopico attraverso generazioni diverse. Infine sabato 10 ottobre, alle ore 16, le OGR Tech ospitano Bodies beyond straight composition…La società degli amici di Lorenza Böttner un video screening e una lecture performance live e in diretta streaming con Viktor Neumann, storico dell’arte e curatore, per presentare il lavoro di Lorenza Böttner – artista a lungo ignorata a causa della sua disabilità fisica – riscoperta e portata all’attenzione del pubblico negli ultimi anni grazie ai testi e alle mostre di Paul B. Preciado.

In agenda anche un nuovo appuntamento di OGR Sound System, il progetto realizzato dalle OGR Torino in collaborazione con Club to Club Festival, che in occasione di Continuum viene ripensato per offrire al pubblico un’esperienza di ascolto inedita. Protagonisti della serata saranno i Gang of Ducks.

Tante le novità anche in fatto di grafica e di contenuti a partire dal sito web. Infatti, attraverso nuovi tools come il tour 3D delle antiche Officine dei treni e la riproduzione in Realtà Aumentata delle OGR usufruibile grazie al proprio mobile, si vuole rendere sempre più coinvolgente e interattiva l’esperienza di visita. Anche offline gli spazi si moltiplicano: inaugura l’Aula Didattica, un nuovo luogo per la formazione che dal 14 ottobre ospiterà con cadenza mensile “I Mercoledì delle Officine”, incontri gratuiti con i giovani imprenditori ex Talenti della Fondazione CRT, che metteranno a disposizione del territorio le proprie competenze.
Sempre in termini di educazione, importante la collaborazione con ZonArte – il network che unisce i più importanti Dipartimenti Educativi che operano sul territorio piemontese – con un nuovo progetto di mediazione e laboratori rivolti ai bambini e alle famiglie in dialogo con le mostre presenti.
Tutti gli eventi e le mostre saranno aperte al pubblico gratuitamente per sottolineare l’attenzione all’inclusività e all’accessibilità presente nella mission di OGR.

Trevor Paglen Prototype for a Nonfunctional Satellite (Design 4; Build 4), 2013 Mylar, steel 487.68 x 487.68 cm 192 x 192 in Courtesy of the artist and Altman Siegel, San Francisco
Trevor Paglen Dead Satellite with Nuclear Reactor, Eastern Arizona (Cosmos 469), 2011 C-print 121.92 x 152.4 cm 48 x 60 in Edition of 5 Courtesy of the artist and Altman Siegel, San Francisco