Berty Skuber, 10 Kalender, 1973 – 1981, Collezione Museion – Sammlung Museion, ph. Augustin Ochsenreiter

Mercoledì 16 dicembre 2020 si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del nuovo programma di Museion – Museo d’Arte Contemporanea di Bolzano previsto per il 2021. Trasmessa in contemporanea sulla piattaforma Zoom e sulla pagina Facebook del museo, la conferenza ha visto il direttore Bart van der Heide e la presidente Marion Piffer Damiani dialogare sulle novità che caratterizzeranno il percorso dell’istituzione bolzanina nel corso del prossimo anno.

Sulla scorta delle precedenti innovazioni, il Museion avvia dunque un corposo restyling contenutistico a partire dal Passage inaugurato nel 2012: la hall d’ingresso dell’istituzione, trasformata in quell’occasione in una sorta di piazzale coperto dal designer meranese Martino Gamper – espressione della vicinanza del museo alla città che lo accoglie – ospiterà infatti non soltanto opere temporanee ma anche opere della collezione permanente. Ad avviare il nuovo format espositivo è l’installazione 102 Signs for a Museion Fence di Matt Mullican, vincitrice del concorso pubblico indetto nel 2006 in occasione del riallestimoento dell’istituzione a seguito del trasferimento nell’attuale sede di via Dante: il lavoro dell’artista americano costituisce il punto di partenza per attività e dibattiti che si susseguiranno durante tutto l’inverno – prima tappa è stata l’intervista all’artista avvenuta lo scorso 17 dicembre. 

A proseguire nel 2021 sarà poi Museion Bulletin, la piattaforma editoriale on-line consultabile sul sito del museo che, a partire dallo scorso settembre, raccoglie contributi provenienti anche dall’esterno dell’istituzione: attraverso articoli, didascalie estese e interviste, il bollettino sfrutta la programmazione della stessa per approfondire con cadenza periodica le diverse tematiche che caratterizzano il contemporaneo.

Jimmy Robert, It’s not lame… it’s Lamé, 2017

Per quanto riguarda invece gli eventi espositivi, a inaugurare il 2021 sarà la mostra Here to stay prevista per il mese di marzo: la grande collettiva si estenderà per tutti e tre i piani del Museion, mettendo in scena opere facenti parte della sua collezione al fine non solo di sottolinearne la specifica natura rispetto a quelle di altre collezioni istituzionali italiane, ma anche – come affermato nel comunicato – “a rinnovare il patto sociale tra pubblico e privato” che costituisce le fondamenta per una “sostenibilità e […] indipendenza futura del museo”. A cura del direttore Bart van der Heide, la mostra proporrà un dialogo tra diverse generazioni di artisti e tra opere prodotte in un arco di tempo che si estende dagli anni Sessanta agli anni Duemila: Berty Skuber – già protagonista di un incontro avvenuto in ottobre nell’ambito del ciclo di conferenze intitolato antiparlando 2019 – e Franco Vaccari saranno gli ospiti con i quali si indagheranno i differenti aspetti legati alla mostra. 

La personale Mirror Language dedicata all’artista Jimmy Robert (Guadeloupe Francia, 1975), prevista per la successiva finestra di aprile – agosto 2021, ribadirà inoltre l’impegno dell’istituzione nel promuovere e valorizzare l’operato di artisti emergenti: composta da opere realizzate appositamente per il Museion, e organizzata in collaborazione con Nottingham Contemporary (Regno Unito) e CRAC Occitanie di Sète (Francia), si tratterà infatti della prima retrospettiva europea dedicata alla sua opera.

“La nuova visione di Museion prende forma”, dunque, e l’intervento nel Passage che la inaugura sembra indicare metaforicamente la strada intrapresa: quella di un’istituzione ancora più vicina alla comunità e al territorio, e ancora più sensibile al contatto col pubblico, chiamato a interagire con la stessa e a partecipare attivamente alla sua crescita.

Matt Mullican, 102 Signs for a Museum Fence, 2 006, Museion, Collezione Provincia Autonoma di Bolzano, Alto Adige – Sammlung Autonome Provinz Bozen, Südtirol, ph. Luca Guadagnini
Franco Vaccari, Esposizione in tempo reale nr. 21, XLV Biennale di Venezia, 1993, ph. Gardaphoto s.r.l., Salò