In occasione e come anticipazione della riapertura, il 16 ottobre 2016, della nuova stagione del Centro Pecci di Prato, dopo i lunghi e cospicui lavori di ristrutturazione e innovazione, viene lanciato un nuovo sito web: www.centropecci.it. Non ci sono più solo le sezioni dedicate alle mostre, alla collezione, agli eventi e alla didattica, ma è stata creata una vera e propria piattaforma di ricerca e discussione su arte, teatro, danza, musica, cinema, architettura, moda e letteratura. Progettato dallo studio grafico Muttnik e sviluppato da QZR Studio, il sito presenza ora una sezione chiamata Journal, in cui verranno pubblicate interviste e saggi di scrittori, filosofi, scienziati, teorici, col fine di indagare con occhio critico la contemporaneità in tutte le sue sfere. Il pubblico potrà inoltre intervenire con commenti, integrazioni e proposte, nonché essere costantemente informato, mediante anticipazioni, video e foto, sulla costruzione e organizzazione graduale della grande mostra che inaugurerà il debutto del “nuovo” museo: La fine del mondo, titolo scelto dal direttore artistico Fabio Cavallucci, con l’intento di sottolineare quanto i mezzi di conoscenza da noi acquisiti sino ad ora siano obsoleti e incapaci di sondare davvero il presente e il futuro, ma anche il passato, ormai da noi sempre più lontano. “I mezzi, anche concettuali, d’interpretazione della realtà non sono più in grado di comprenderla. Il nostro mondo finisce perché cambia.” (da comunicato stampa).

La creazione e il lancio di un nuovo sito web ha anche l’intenzione di avvicinarsi ad una cerchia più ampia di interlocutori, senza occuparsi eminentemente solo dell’élite colta che conosce e fraternizza facilmente con la cultura alta dell’oggi: a maggior ragione si dà ai visitatori la possibilità di intervenire nelle diverse questioni che poco alla volta verranno fatte emergere. Sempre per questa ragione, le diverse anticipazioni che verranno pubblicate hanno lo scopo di sorpassare l’esclusività dell’informazione, offrendo contenuti a tutti e modificandoli, in caso, a seconda della partecipazioni del pubblico, del flusso di contributi e degli stimoli ricevuti.