Arcoscenico – Numero Cromatico 2020

Premiato come migliore realtà indipendente tra le 14 presentate ad ArtVerona lo scorso anno, Numero Cromatico torna a riattivare il proprio spazio all’interno del Pastificio Cerere a Roma con Arcoscenico. Un progetto che segna la ripresa delle attività dopo una pausa forzata alla quale in tantissimi spazi culturali indipendenti hanno dovuto cedere in questi mesi e che guarda ad un’esperienza passata del gruppo di artisti e neuroscienziati, nato nel 2011 con la volontà di esplorare le relazioni tra arte e neuroscienze.
Inaugurata il 6 ottobre e visitabile – su prenotazione – fino al 5 novembre, Arcoscenico è infatti la mostra conclusiva della prima fase di Messinscèna, format di mostra one shot realizzato negli ultimi due anni di attività dal collettivo romano. Nato con l’intento di creare una mappatura della scena artistica romana contemporanea e analizzarne le ricerche artistiche, Messinscèna ha permesso a dieci artisti (Alessandro Giannì, Leonardo Petrucci, Federika Fumarola, Jacopo Tomassini, Silvio Saccà, Marta Mancini, Michele Formica, Gianni Politi, Davide D’Elia, Novella Oliana) di esporre per 5 ore una propria opera e uno statement teorico scritto, scegliendo le modalità di fruizione e interazione con il pubblico. Elementi comuni lo spazio, sempre lo stesso per tutti gli artisti, e l’invito (obbligo) per il pubblico di rispettare le regole dettate dall’artista e di non produrre materiale fotografico. “L’arco scenico a teatro” si legge nella prefazione del catalogo “è il punto di intersezione tra la scena e il pubblico, il punto di maggiore rilevanza nell’acustica. In questo senso, il progetto si pone come momento di approfondimento, di dibattito e come cassa di risonanza della scena artistica romana nel contesto nazionale”.

Arcoscenico – Numero Cromatico 2020

L’opera e la mostra esistono solo in quel momento, solo se fruite in tempo reale. La sua documentazione assume la forma orale: per il pubblico non presente in sala sono state diffuse solamente le video-interviste agli artisti e al pubblico, le opere sono state viste/vissute solo da chi era presente. Il risultato? Dieci mostre prodotte, dieci interviste agli artisti e più di centocinquanta interviste al pubblico. Un approccio al fare mostre specchio di una modalità di fare ricerca “che pone al centro la percezione, l’astinenza espressiva dell’artista, l’interazione del pubblico con l’opera d’arte, ma soprattutto l’idea che essere artisti non significhi esclusivamente produrre artefatti, bensì contribuire all’evoluzione del pensiero estetico.” scrive Dionigi Mattia Gagliardi.

Arcoscenico diventa quindi l’occasione per scoprire il progetto nella sua interezza, fruire le opere e gli statement degli artisti che non sono stati incontrati in un’occasione precedente, per riattivare la fruizione. Uno sguardo di insieme proposto attraverso una serie di performance, una tavola rotonda conclusiva e la pubblicazione di un catalogo in 500 copie (di cui 50 in edizione speciale) contenente particolari stampe in risograph numerate e firmate dagli artisti.

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad uno spazio predeterminato (le pagine del libro) con un ruolo prescelto (quello del lettore) di fronte al racconto di altri. Per quante ore finiremo per sfogliarlo?

Arcoscenico – Edizione Speciale 2020