Garth Weiser,   Norma Mangione Gallery,  Torino. Installation view

Garth Weiser, Norma Mangione Gallery, Torino. Installation view

Garth Weiser,   Norma Mangione Gallery,  Torino. Installation view

Garth Weiser, Norma Mangione Gallery, Torino. Installation view

Matteo Mottin ha incontrato la gallerista Norma Mangione per ATP. Alcune domande sulla mostra appena conclusasi di Garth Weiser e sulla partecipazione ad Artissima.

ATP: Potresti parlarci della mostra che ospiti in galleria in questi giorni?

Norma Mangione: In questo momento ho la mostra personale di un artista americano, Garth Weiser. È la sua seconda mostra qui in galleria. Sono molto orgogliosa di mostrare per la prima volta le sue carte. In mostra ci sono sette oli su carta, pur essendo quadri a tutti gli effetti – fatti con tantissime stratificazioni di colore – per lui rappresentano dei progetti, dei testi, dei disegni, come dimostra il titolo, che è sempre “Drawing”+ un numero cronologico. Ritengo che sebbene la ricerca sull’astrazione pittorica sia molto diffusa, la sua tecnica abbia qualcosa di magico, motivo per cui ho perseguito questa mostra.  

ATP: Personalmente, mi piace vedere la mostra di Garth Weiser come una continuazione di quella precedente, “Seeing is believing” di Jochen Lempert, curata da Chris Sharp. In particolare identificherei come tratto d’unione tra le due una foto di Lempert che ritraeva un daino. Durante l’inaugurazione ricordo di essermi complimentato con lui per lo scatto e di avergli chiesto come avesse fatto ad avvicinare l’animale. Lui rispose che si trattava di un animale imbalsamato. Ma la foto è più viva dell’animale vivo, per certi versi. Io davanti ai lavori ad olio di Weiser sento qualcosa di simile. 

N.M.: In effetti entrambi gli artisti partono da una riflessione sul nostro modo di guardare e percepire la natura. Jochen Lempert in modo più evidente: il suo è un lavoro sull’antroprocentrismo, sul modo dell’uomo di pensare e concepire e guardare alla natura. Weiser invece, nel realizzare i lavori della serie “a pattern d’interferenza” prende spunto per la sua pittura dalle forme astratte della natura, come la vibrazione in acqua o le venature del legno, ma anche dalla distorsione digitale, quindi qualcosa di molto poco naturale e di molto umano. Quindi entrambi più che della natura di per sè ci parlano della percezione ottica e mentale, quindi di un fenomeno umano e naturale insieme.

ATP: Invece i lavori realizzati con olio e applicazione di rame fanno parte di un diverso campo di ricerca, quasi in antitesi con gli altri. 

N.M.: Nella serie di lavori con la lamina di rame weiser applica lo stesso concetto degli altri quadri, in cui ci sono quasi due quadri/immagini/forme diverse e dove lo strato più superficiale quasi cela quelli sottostanti. però in questi il disvelamento è realizzato con una tecnica più minuziosa, togliendo alcune parti della lamina di metallo che copre il dipinto sottostante con una lametta. La pittura sottostante invece in questi lavori si fa più spessa e esplosiva.

ATP: L’anno scorso durante Artissima hai presentato i lavori di un unico artista, Francesco Barocco, scelta coraggiosa in un contesto fieristico in cui la differenziazione delle proposte porta a una maggiore probabilità di incontrare il favore dei collezionisti. Come è stata recepita questa tua decisione?

N.M.: Molto bene. Mi piace molto presentare delle vere e proprie mostre che permettano di approfondire il lavoro di un artista, soprattutto in contesti così intensi e affollati, come le fiere.

ATP:  Puoi parlarci di come sarà strutturato il tuo stand durante Artissima?

N.M.: Quest’anno esporrò i lavori di sei artisti (Francesco Barocco, Michael Bauer, Raphael Danke, Jochen Lempert, Ruth Proctor e Stefanie Popp), ognuno con opere nuove o mai esposte. Lo stand sarà strutturato con delle pareti interne che permetteranno a ogni artista di realizzare una sorta di personale. Quindi sarà uno stand con sei piccole personali.

ATP:  Qualche anticipazione delle prossime mostre in galleria?

N.M.: Durante Artissima, sabato 9 novembre, inauguro la mostra personale di Michael Bauer, un artista tedesco che vive a New York, con opere nuove tra cui due dipinti e alcune serigrafie. E dopo l’opening faremo una festa all’Esperia dove l’artista farà un dj-set!  A gennaio invece ci sarà la nuova mostra di Ruth Proctor.

Garth Weiser,   Drawing #42,   2013,   oil on paper,   106 x 76 cm,   Courtesy Noma Mangione,   Torino

Garth Weiser, Drawing #42, 2013, oil on paper, 106 x 76 cm, Courtesy Noma Mangione, Torino

Garth Weiser,   Norma Mangione Gallery,  Torino. Installation view

Garth Weiser, Norma Mangione Gallery, Torino. Installation view

Garth Weiser,   Drawing #48,   2013,   copper and oil on paper,   106 x 76 cm,   Courtesy Noma Mangione,   Torino

Garth Weiser, Drawing #48, 2013, copper and oil on paper, 106 x 76 cm, Courtesy Noma Mangione, Torino