Installation view Noah Barker, We walked toward the music and away from the party, Fanta-MLN, Milan, I Courtesy the artist and Fanta-MLN, Milan Photo Roberto Marossi

In “Lavoro intellettuale e sviluppo capitalistico” Manfredo Tafuri osserva gli effetti dello sviluppo capitalistico in relazione al lavoro intellettuale e la sua tendenza a farsi attività astratta, esattamente come accade alle mansioni dell’operaio in fabbrica che divengono indifferenziate e uguali per tutti. L’analisi di Tafuri è più che mai attuale: oggi le categorie socio-politiche che organizzano gli spazi e i tempi delle professioni non esistono più e i confini tra le diverse figure occupazionali diventa sempre più labile. La condizione del lavoro intellettuale in epoca neoliberale sembra divisa al contempo fra un desiderio di indipendenza e cooperazione, e un ricatto esistenziale, un’estensione della vita privata in quella lavorativa imposta dalla fabbrica contemporanea. Diventiamo imprenditori-intellettuali di noi stessi e ci districhiamo nella quotidianità tra una nuova application, una deadline incombente, un lavoro intermittente e un pagamento da rincorrere all’interno di distanze geografiche da ridurre grazie a servizi e-mail e programmi online.

Con We walked toward the music and away from the party Noah Barker (California, 1991) riprende il testo di Manfredo Tafuri e crea un’installazione site specific per lo spazio milanese Fanta, composta da quattro strutture rettangolari in compensato che ospitano altrettante opere al suo interno nella creazione di una piattaforma editoriale in divenire. Disseminati nello spazio espositivo, questi elementi plastici fungono da stand sui quali sono appoggiate alcune copie di “Lavoro intellettuale e sviluppo capitalistico” che presentano alla fine del volume diverse pagine bianche per sottolineare il carattere processuale dell’opera. Nel corso della mostra, infatti, il testo sarà tradotto per la prima volta in inglese dall’architetto Alessandro Bava.

Noah Barker Untitled (Neutral Oasis), 2019 Wood, Monitor, Plexiglass, video, steel ball bearing 90 x 195 x 74.5 cm Courtesy the artist and Fanta-MLN, Milan Photo Roberto Marossi
Installation view Noah Barker, We walked toward the music and away from the party, Fanta-MLN, Milan, I Courtesy the artist and Fanta-MLN, Milan Photo Roberto Marossi

Di seguito alcune domande ai curatori della mostra Alberto Zenere, Alessio Baldiserra e Gloria de Risi

Martina Matteucci: Proponete un padiglione editoriale per distanziarvi dall’idea di una casa editrice. Che cosa recriminate al sistema editoriale odierno?

Fanta: Le quattro unità nello spazio, oltre ad avere una propria autonomia all’interno della mostra, sono state pensate come recettori di un processo in divenire costituito dal progressivo sviluppo di un libro avente come soggetto la ripubblicazione e la traduzione in inglese di un testo mai tradotto di Manfredo Tafuri, “Lavoro intellettuale e sviluppo capitalistico”, scritto nel 1970 e pubblicato lo stesso anno su Contropiano, Vol. 2. Ogni tanto, una versione diversa della pubblicazione viene inviata dall’artista, fino ad arrivare a quella che potrebbe considerarsi l’effettiva versione finale alla fine della mostra. È proprio in questo processo che si sviluppa l’idea di un padiglione editoriale funzionale ad accogliere tutte le versioni prodotte. Il distanziarsi da una casa editrice vuole semplicemente sottolineare il passaggio di un processo editoriale a un altro ambito di produzione e in questa logica non si vuole criticare il sistema editoriale, ma piuttosto adottare alcuni dei suoi processi all’interno di una forma di teatro.

MM: Perché è importante parlare di Manfredo Tafuri oggi?

F: Il discorso è una macchina del tempo. Mentre si scrive e si legge si entra in un “iper-spazio”, in cui contesti distinti si infiltrano nel linguaggio e influenzano le attuali modalità del discorso. In parte questo testo di Tafuri è rimasto nell’ombra del suo precedente e più noto “Per una critica dell’Ideologia Architettonica”, ma il testo prefigura anche lo sviluppo in Italia delle nozioni intorno al lavoro immateriale. Nel corso del processo editoriale, che è la vera performance all’interno della mostra, il testo sarà rivisto e aggiornato come un software per tenere conto di alcuni degli sviluppi che si sono verificati dalla sua prima stesura.

Noah Berker Untitled (We walked toward the music and away from the party), 2019 Wood, lights, plexiglass, Roscolux gel filter swatch book, steel ball bearing 90 x 195 x 76 cm Courtesy the artist and Fanta-MLN, Milan Photo Roberto Marossi

MM: Quale sarà il contributo dell’artista in questo passaggio?

F: Il contributo dell’artista rispetto a questo processo sarà di co-editare la traduzione del testo e di formattare il design della pubblicazione.

MM: A cosa si riferisce il titolo, “We walked toward the music and away from the party”?

F: Il titolo gioca sull’ambiguità della parola “party”, che può essere tradotta sia come “festa” che come “organizzazione politica”. Attraverso questo duplice significato, l’artista riflette sulla crisi di un certo tipo di pensiero politico nella società contemporanea e la frammentazione di alcune ambizioni politiche che coincidevano con la pubblicazione iniziale del testo precedentemente discusso.

Noah Barker
We walked toward the music and away from the party
A cura di Alberto Zenere, Alessio Baldiserra e Gloria de Risi
Fanta, Milano
Fino al 29 Giugno 2019

Noah Barker, Untitled (Rhodia Reception), 2019 Wood, lights, plexiglass, vinyl, steel ball bearing 90 x 195 x 76 cm Courtesy the artist and Fanta-MLN, Milan Photo Roberto Marossi
Noah Barker, Untitled (Re-publishing Pavilion), 2019 Wood, self-standing plaster wall, books, steel ball bearing 90 x 195 x 77.5 cm Courtesy the artist and Fanta-MLN, Milan Photo Roberto Marossi