Courtesy Massimo De Carlo

Mostra dal respiro museale quella inaugurata un mese fa nella Galleria di De Carlo. Coinvolgente, cristallina, perfetta: come dire, l’artista giusto presentato da un giusto curatore (anche se Rudolf Stingel è un artista, ma qui ha dimostrato un ottima sensibilità curatoriale) in una galleria (se non la galleria) più importante del bel paese.

L’apice della perferzione, il ritratto di un giovanissimo Sol LeWitt durante la Guerra di Corea (1950-1953), opera di Stingel.

Tutt’altro genere, invece, la prossima mostra da MDC: il 22 marzo inaugura la sua prima personale in Italia Dan Colen (New Jersy, 1979) L’artista ha poco più di trent’anni ma sembra aver bruciato le tappe: ha esposto da Deitch Project, Gagosian, Barbara Gladstone e Peres Project a Berlino.

Dire che l’artista proviene dalla cultura street e underground, è un pò banale.. ma basti pensare che lui, assieme a Ryan McGinley e Dash Snow (deceduto lo scorso giugno per un’overdose di eroina), sono stati definiti dal New York Magazine, il trio “figli di Warhol”.

Presenterà un mega lavoro che consiste in una gigantesca rampa da skateboard (notizia non certa!).

Curiosa intervista link

Colen e McGinley a letto Dash a casa di Dash. (Photo: Cass Bird) (Foto: Cass Bird)

Dan Colen, Untitled (Vete al Diablo)



KARMA – dal 22 Marzo