• Memory as Resistance - Nasan Tur, installation view, 2017, Courtesy l’artista e Fondazione Adolfo Pini Milano - ph. Nasan Tur
  • Memory as Resistance - Nasan Tur, installation view, 2017, Courtesy l’artista e Fondazione Adolfo Pini Milano - ph. Nasan Tur
  • Memory as Resistance - Nasan Tur, installation view, 2017, Courtesy l’artista e Fondazione Adolfo Pini Milano - ph. Nasan Tur
  • Memory as Resistance - Nasan Tur, installation view, 2017, Courtesy l’artista e Fondazione Adolfo Pini Milano - ph. Nasan Tur

La libertà di informazione è ancora lontana dall’essere raggiunta. Nel 2007 sono stati 93 i giornalisti uccisi nel mondo (dati di RFS – Reporters sans frontières): un numero preoccupante, che rappresenta la punta dell’iceberg di una ben più ampia schiera di reporter screditati, minacciati, perseguitati, costretti a vivere sotto scorta. Eclatante la vicenda di Ilaria Alpi e quella più recente di Daphne Caruana Galizia. Limitandoci alla cronaca di casa nostra nelle ultime settimane– non dimenticando che l’Italia è solo cinquantreesima nella classifica della libertà di stampa – citiamo Federica Angeli, che vive sotto scorta a seguito delle minacce del clan Spada o l’incendio doloso che ha distrutto il bar della famiglia di Carmine Benincasa “colpevole” di aver indagato sul traffico dei rifiuti in Calabria, ultimi casi di una lista purtroppo destinata ad allungarsi.

Da questi dati allarmanti si comprende come molti giornalisti che fanno indagine non siano semplicemente relatori di fatti ma testimoni. È a loro, in quanto esempi di piena assunzione di responsabilità civile e umana in tempi di dilagante indifferenza e complice qualunquismo, che Nasan Tur dedica questa mostra, intitolata Memory as resistance.

Memory as Resistance - Nasan Tur - Courtesy l’artista e Fondazione Adolfo Pini Milano

Memory as Resistance – Nasan Tur – Courtesy l’artista e Fondazione Adolfo Pini Milano

Il progetto inedito e pensato per le sale della Fondazione Pini, presenta sette ritratti fotografici di altrettante personalità della cultura e dell’informazione uccise perché scomodi testimoni di ingiustizie, soprusi, scandali o per essere stati portatori di dissenso: Anna Stepanova Politovskaja, Hrant Dink, Nadschi al-Dschref, José Luis Lopez de la Calle, Dafne Caruana Galizia, Kem Ley e Walter Tobagi. I loro volti sembrano riaffiorare sulla superficie scabra del supporto. L’artista le ha stampate e poi appallottolate, come si fa con la carta da buttare via, e successivamente le ha dispiegate e appallottolandole di nuovo per poi ridistenderle, per diverse volte, fino a rendere il supporto morbido, come una tela: il processo di manipolazione è mostrato in un video. Con insistiti gesti, semplici come carezze, ha restituito esistenza a queste immagini abitualmente fagocitate nel veloce succedersi degli eventi, dove ogni notizia è scalzata dalla successiva con una velocità che seppellisce il passato appiattendolo in un’attualità distratta. L’artista le ha ritrovate nella sua memoria e fatte riaffiorare esattamente come avviene per i ricordi, rendendole attuali ma allo stesso tempo evidenziandone la distanza temporale nei raggrinzimenti e nelle pieghe. Le ha collocate senza l’ufficialità della cornice, come fossero cimeli di famiglia, dentro ad alcune vetrine nelle sale della Fondazione, tra altri oggetti, parte del vissuto della casa. Mostrare questi ritratti, salvarli metaforicamente dall’oblio e renderli elementi della nostra quotidianità è un segnale forte, che dà loro la valenza di un monito. Una piccola mostra raccolta e intima, che fa riflettere: le fotografie parzialmente sbiadite dall’usura del tempo e della dimenticanza, sembrano voler ribadire che la memoria è una pratica di resistenza – come sottolinea il titolo – che ci permette di avere coscienza del passato in funzione del presente e del futuro.

In occasione della mostra la Fondazione Adolfo Pini ospita mercoledì 21 febbraio Bruno Milone e Milo Silvera che discutono sul tema Dire la verità e mercoledì 28 febbraio Anne DeVlieg che approfondisce The Art of Resistance (in inglese). Gli incontri si tengono alle 18.30.

Per informazioni Fondazione Adolfo Pini
Corso G. Garibaldi 2 – Milano
T 02 874502

Anna Stepanovna Politkovskaja (New York 1958- Mosca 2006) -

Nasan Tur – Anna Stepanovna Politkovskaja (New York 1958- Mosca 2006) –  Courtesy l’artista e Fondazione Adolfo Pini Milano -

Memory as Resistance - Nasan Tur, installation view, 2017, Courtesy l’artista e Fondazione Adolfo Pini Milano - ph. Nasan Tur

Memory as Resistance – Nasan Tur, installation view, 2017, Courtesy l’artista e Fondazione Adolfo Pini Milano – ph. Nasan Tur

Memory as Resistance - Nasan Tur, installation view, 2017, Courtesy l’artista e Fondazione Adolfo Pini Milano - ph. Nasan Tur

Memory as Resistance – Nasan Tur, installation view, 2017, Courtesy l’artista e Fondazione Adolfo Pini Milano – ph. Nasan Tur