Installation view - “Holding Patterns” per “Arte - impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018  Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Installation view – “Holding Patterns” per “Arte – impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Fulcro della lavorazione di pelli pregiate, Santa Croce sull’Arno si trasforma in un laboratorio dedicato all’arte contemporanea grazie al progetto Arte, Impresa e Territorio, realizzato nell’ambito di Toscanaincontemporanea2018. L’obiettivo del comune è quello di mettere in relazione il territorio con diversi artisti affinché diventino interpreti delle sue caratteristiche. Grazie alla collaborazione tra UNIC – Concerie Italiane e Lineapelle, Galleria Continua e Associazione Arte Continua, l’artista giamaicano Nari Ward è stato invitato a prendere parte al progetto di quest’anno e a dare una lettura personale delle peculiarità che contraddistinguono il distretto conciario di Santa Croce.

I sopralluoghi dell’artista nelle concerie, l’osservazione dei processi di lavorazione della pelle e la volontà di approfondire la conoscenza del tessuto sociale di Santa Croce, hanno dato vita alla mostra Holding Patterns, allestita a Villa Pacchiani e curata da Ilaria Mariotti, direttrice della Villa. L’elemento centrale della pratica di Ward è il materiale, visto come generatore di possibilità, storie e narrazioni, nonché strumento con cui affrontare questioni sociali e politiche per restituire un ritratto del momento storico in cui viviamo. La curatrice lo definisce un “trasformatore di materiali” dato il suo interesse per il recupero di oggetti di scarto trovati nei luoghi in cui lavora e che successivamente assembla per dar vita a grandi installazioni che invitano l’osservatore a stabilire un rapporto empatico. Nari Ward cerca di stuzzicare la curiosità dell’osservatore attraverso opere che si pongono come momenti di riflessione, scegliendo materiali caratterizzati da una carica narrativa tale da creare possibilità di dialogo. “Ciò che mi ha ispirato è stato lo scopo di tutto il processo di lavorazione della pelle, che ruota attorno alla sua conservazione, ovvero cercare di fermare il tempo nel materiale stesso, nella pelle, per renderla immortale dopo un attento processo di purificazione che genera a sua volta altro materiale, l’inerte. Questo si lega all’idea di vuoto, che non ha a che fare con la morte o la fine, bensì con il potenziale di questa sostanza che genera nuove possibilità”. Holding Patterns nasce da questa riflessione e presenta un gruppo di opere site specific realizzate con materiali e strumenti reperiti dall’artista nelle concerie e a cui ha ridato una nuova funzione. Così frammenti di schearling, preziose pelli zebrate, maculate, damascate, sezioni di tubi per il trattamento delle acque, lacci, le “capre” (i supporti su cui si poggiano le pelli), l’inerte e altri materiali vengono liberati dalle consuete funzioni per trasformarsi in generatori di esperienze, come Ballast of Miracles (2018), che apre la mostra.

Ballast of Miracles, 2018, resin, found objects, KEU2001, iron, concrete - variable dimensions -  “Holding Patterns” per “Arte - impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 - Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Ballast of Miracles, 2018, resin, found objects, KEU2001, iron, concrete – variable dimensions – “Holding Patterns” per “Arte – impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 – Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Una serie di palloncini adagiati su piedistalli ricurvi disposti in cerchio crea una sorta di piazza, uno spazio condiviso adibito a momenti conviviali e di festa. L’opera si ispira alla Luminara di San Ranieri, festa che si celebra a Pisa ogni anno a giugno in cui la città viene illuminata da centinaia di piccoli lumi posti all’interno di involucri trasparenti. Ward gioca con l’idea di opacità e trasparenza grazie all’unione dell’inerte con il vetro, formando così palloncini che al loro interno celano e mostrano al tempo stesso oggetti prelevati dai sopralluoghi nelle concerie.
Secondo l’artista “la luce dei lumi è circondata da uno spazio vuoto e questa idea può legarsi alla spiritualità perché colui che è devoto ripone la propria immaginazione in un vuoto, che si manifesta nell’idea di luce e presenza. Allo stesso modo l’inerte delle concerie è un altro tipo di vuoto, che prende forma grazie alla nostra capacità di attribuirgli un nuovo uso”. Non solo le sue opere prendono forma dalla natura dei materiali utilizzati, ma attingono anche dal tessuto sociale in cui si trova a lavorare come ad esempio Insistence on Opacity (2018), che nasce dalla visita di Ward all’Istituto Culturale Islamico.
Coniugando elementi decorativi occidentali con altri tipici della cultura islamica, questa sottolinea il carattere composito della società di Santa Croce, in cui convivono diverse religioni e culture. Oppure Holding Patterns (2018), che dà il titolo alla mostra. L’intervento si compone di un video e di una serie di fotografie che, come spiegano le parole della curatrice, “lavorano su un doppio registro, ovvero il pattern come moltiplicazione del motivo decorativo ma anche come stereotipo che può essere rovesciato e ribaltato all’infinito”.

Insistence on Opacity, 2018, plexiglass, KEU 2001, plexiglass, KEU 2001, iron, animal hair - cm 221 x 169 x 35; cm 49 x Ø 40 - “Holding Patterns” per “Arte - impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 - detail - Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Insistence on Opacity, 2018, plexiglass, KEU 2001, plexiglass, KEU 2001, iron, animal hair – cm 221 x 169 x 35; cm 49 x Ø 40 – “Holding Patterns” per “Arte – impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 – detail – Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Nari Ward è rimasto colpito dal duplice immaginario che contraddistingue Piazza dei Miracoli: da una parte il turista che finge lo sforzo di tenere in piedi la Torre di Pisa per scattarsi selfie, dall’altro quello dei migranti che vendono svariate merci, una ritualità estenuante che si ripete giorno dopo giorno. Lo stesso luogo è spettatore di due diverse attività che nell’opera di Ward si fondono insieme nella volontà di “trasmigrare l’identità del migrante in quella del turista e sovvertire due tipi di realtà, quella del lavoro e quella del tempo libero”. L’artista ha collaborato con due migranti, un ragazzo e una ragazza, che hanno posato come modelli ripetendo la stessa gestualità dei turisti che sorreggono la Torre. Adornati con diversi strati di pelli dai colori sgargianti, adagiati attorno al busto come un drappeggio tribale, i due simulano i movimenti dei turisti nel sorreggere la Torre, sostituendo allo sforzo fasullo quello reale impiegato nel sorreggere il carico delle pelli.

Per Ilaria Mariotti nelle opere di Ward si deve “cogliere una possibilità poetica che parla della vita di tutti i giorni e che avrà senza dubbio un significato diverso per ciascuno”. La sfida più grande per l’artista è infatti quella di “creare opere aperte in cui si nasconde un fattore di mistero che porta l’osservatore ad immaginare relazioni diverse tra lui, l’opera e soprattutto i materiali di cui si compone”. Ognuno di essi ha un significato personale e collettivo generato dal vissuto di ogni visitatore, che gli permette di intraprendere un processo di attribuzione di contenuti. Questo si lega alle fasi di purificazione e riciclo dei materiali, momenti essenziali nella lavorazione delle pelli e che fanno da cornice all’intera pratica di Ward. “L’attività conciaria, in un certo senso, conferisce nuova vita ai materiali e una nuova funzione, come allo stesso modo nella mia pratica io utilizzo materiali di scarto per creare nuove esperienze e spazi di possibilità.”

Back to Nature Treatment, 2018, tpipes, leather, KEU 2001, tannery hooks , dimensions - “Holding Patterns” per “Arte - impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 - Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Back to Nature Treatment, 2018, tpipes, leather, KEU 2001, tannery hooks , dimensions – “Holding Patterns” per “Arte – impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 – Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Holding Patterns, 2018, video - “Holding Patterns” per “Arte - impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 - Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Holding Patterns, 2018, video – “Holding Patterns” per “Arte – impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 – Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Limpidus Goats, 2018, plexiglass, vegetable tanning powders: mimosa, quebracho, chesnut  cm 111 x 57 x 70 - “Holding Patterns” per “Arte - impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 - Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Limpidus Goats, 2018, plexiglass, vegetable tanning powders: mimosa, quebracho, chesnut cm 111 x 57 x 70 – “Holding Patterns” per “Arte – impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 – Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Installation view - “Holding Patterns” per “Arte - impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018  Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Installation view – “Holding Patterns” per “Arte – impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Nari Ward, Transfiguration, 2018 stringhe da scarpe / shoelaces, cm 268 x 210 circa “Holding Patterns” per “Arte - impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 - Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Nari Ward, Transfiguration, 2018 stringhe da scarpe / shoelaces, cm 268 x 210 circa “Holding Patterns” per “Arte – impresa – territorio. Nari Ward”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, 2018 – Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio