Maurizio Nannucci,   Top Hundred,   exhibition view,   Museion 2015. Foto Augustin Ochsenreiter

Maurizio Nannucci, Top Hundred, exhibition view, Museion 2015. Foto Augustin Ochsenreiter

Testo di Paola Tognon

E’ bel momento quello che oggi registra un focus vivace e allargato su un importante artista italiano, Maurizio Nannucci. Classe 1939, Nannucci è uno dei protagonisti dell’arte italiana degli ultimi decenni, per lungo tempo più noto “oltralpe che in patria”. Lettore attento della complessità sociale, dalla metà degli anni sessanta esplora la relazione tra arte, linguaggio e immagine creando proposte concettuali inedite e caratterizzate dall’utilizzo di media diversi quali il neon – forse il mezzo che oggi più lo connata –   ma anche la fotografia, il video, il suono, le edizioni e i libri d’artista. Sono del 1967 i suoi primi testi a neon che rivelano un’attenzione specifica al linguaggio, all’estetica della variabilità e allo spazio studiato come luogo, ambiente o paesaggio che dilata, trasforma e diffonde l’energia del messaggio. Le sue opere hanno abitato e abitano fondazioni e musei, a volte segnandone in maniera stabile l’immagine, ma anche rassegne internazionali come la Biennale di Venezia o Documenta Kassel.

E così, finalmente, in questo tiepido autunno, si è conclusa una personale dedicata a Maurizio Nannucci al MAXXI di Roma – mostra efficace e insieme attrattiva nei difficili spazi del museo – e quasi a staffetta si è aperta una mostra speciale dentro Museion a Bolzano, curata da Andreas Hapkemeyer, in collaborazione con il Museo Marino Marini di Firenze che la ospiterà ad inizio 2016.

Top Hundred è il titolo del progetto per Museion che presenta cento opere scelte tra multipli, edizioni, libri e dischi d’artista, video, riviste, documenti ed ephemera di 100 protagonisti internazionali della scena dell’arte dagli anni Sessanta ad oggi, provenienti dalla collezione di Zona Archives iniziata da Nannucci nel lontano 1967. Un percorso trasversale in cui ricerca, biografia e storia coincidono per offrire una riflessione sul concetto di riproducibilità dell’opera d’arte che, negando il valore di unicità, prospetta nella circolazione una pratica più allargata e democratica. Dalla poesia concreta a fluxus, dall’arte concettuale alle ricerche sperimentali ma anche multimediali, i materiali e le opere proposte in Top Hundred ci ingressano nel nuovo millennio con un’attitudine curiosa ma determinata, militante e insieme saggia, colta ma anche ironica, diretta e insieme metaforica. Ciò che ne emerge è una sorta di guida attraverso l’arte degli ultimi cinquant’anni allestita in un ambiente disegnato da Nannucci stesso nel quale l’artista ha inserito installazioni neon site-specific accanto a suoni, video documenti e multipli di altri artisti. Un’intensa testimonianza di unità fra vita, amicizie, ideali, pratiche, riflessioni, geografie e linguaggi; quasi un piccolo mappamondo che, nelle vibrazioni cromatiche della luce al neon, ci restituisce la ricchezza di una complessità condivisa. In questa stessa direzione anche il catalogo del progetto che, appositamente realizzato, accompagna immagini e documenti con i testi di Andreas Hapkemeyer, Maurizio Nannucci, Letizia Ragaglia e Alberto Salvadori.

Maurizio Nannucci. “Top Hundred”
fino al 07/01/2015. A cura di Andreas Hapkemeyer
Museion, Bolzano

Maurizio Nannucci,   Top Hundred,   exhibition view,   Museion 2015. Foto Augustin Ochsenreiter

Maurizio Nannucci, Top Hundred, exhibition view, Museion 2015. Foto Augustin Ochsenreiter

Maurizio Nannucci,   Top Hundred,   exhibition view,   Museion 2015. Foto Augustin Ochsenreiter

Maurizio Nannucci, Top Hundred, exhibition view, Museion 2015. Foto Augustin Ochsenreiter

Maurizio Nannucci,   Top Hundred,   exhibition view,   Museion 2015. Foto Augustin Ochsenreiter

Maurizio Nannucci, Top Hundred, exhibition view, Museion 2015. Foto Augustin Ochsenreiter