Nanda Vigo Lights Forever, dicembre 2013, exhibition view - Gallaria San Fedele, Milano

Nanda Vigo Lights Forever, dicembre 2013, exhibition view – Gallaria San Fedele, Milano

Testo di Davide Pirovano

Dopo la tappa al MAXXI di Roma, nel mese di febbraio, con Arch/arcology per il progetto Alcantara, Nanda Vigo, l’artista, architetto e designer, torna a Milano ad “illuminare” gli spazi della Galleria San Fedele, dove già nel 2015 era stata protagonista della mostra Affinità elette, insieme ai sui principali interlocutori, Lucio Fontana e Piero Manzoni. La mostra, curata da Andrea Dall’Asta SJ e Marco Meneguzzo, intitolata Sky Tracks, porta a Milano un’artista capace di isolare e astrarre il visitatore da tutto il resto, immergendolo in uno spazio altro.

L’artista sviluppa una poetica molto forte legata allo studio della luce come elemento cruciale per la modificazione spazio-temporale circostante alla creazione. Il contatto diretto con Lucio Fontana dal 1959 le permette di confermare quello che già sta intuendo sulla spazialità.
Passa diversi anni in Germania condividendoli con il Gruppo Zero, il giusto input per strutturare la ricerca in modo completo, con la sperimentazione di nuovi materiali e nuove poetiche. Crea nel 1964 il Manifesto Cronotopico, espediente di tutte le ricerche legate alla modificazione dell’ambiente con l’immersione totale nella luce pura e assoluta, ampliando le riflessioni sullo spazio e sul tempo. La luce per Nanda Vigo è un elemento solido, libero, ma allo stesso tempo governato con grande rigore.

 Nanda Vigo, Deep space, 2014 - Galleria San Fedele, Milano

Nanda Vigo, Deep space, 2014 – Galleria San Fedele, Milano

La mostra in Galleria San Fedele presenta opere storiche, i Cronotipi, ma anche opere più recenti, i Deep Space, dove prendono il sopravvento nuovi materiali e una nuova poetica legata al cosmo. La tonalità che caratterizza le luci di tutte le opere è il blu, come la maggior parte delle sue opere di questo tipo. Un colore presente, ma in realtà assente, impalpabile, talmente sottile da penetrare nel profondo senza lasciarsi condizionare dalla materialità delle “cose”. I diamanti riflettono le onde luminose che riverberano in tutto l’ambiente. Gli specchi che duplicano il reale permettendo alla luce e allo spettatore di penetrarli, avviando una conversazione astratta.

Il lavoro monocromatico che ritroviamo nelle opere della Vigo è una prerogativa delle ricerche degli anni Sessanta e Settanta, in cui essa è fortemente coinvolta. Ricordiamo i lavori di Yves Klein anch’egli impegnato nel Gruppo Zero, ma ricordiamo anche Piero Manzoni con gli achrome. Il cosmo legato alla simbologia delle ultime opere della Vigo è rinchiuso tra le mura di una Galleria. Entrare nella mostra Sky Tracks è un’occasione per vivere un’esperienza soprattutto sensoriale, grazie a una delle artiste più importanti degli ultimi tempi. Introdursi negli ambienti di Nanda Vigo vuol dire lasciarsi immergere in un mondo altro, sentirsi liberi in uno spazio senza confini, aprirsi completamente, lasciarsi trapassare dal colore impalpabile e mettersi in discussione.

A metà settembre ci sarà l’apertura delle nuove sale del Museo San Fedele, in Piazza San Fedele 4 a Milano, dove saranno esposte le opere del Gruppo Zero.
In quell’occasione  sarà presentata la private collection di Nanda Vigo, relativa alle ricerche degli anni ’60 e ’70, la voglia di ripartire, di riportare all’azzeramento ogni cosa, abbandonando gli accademismi. La collezione rivela anche gli intrecci legati alla carriera dell’artista-architetto e porta la testimonianza di una delle rivoluzioni più importanti dell’arte contemporanea. Tra gli artisti della collezione: Jan Fabre, Lucio Fontana, Heinz Mack, Otto Piene e Piero Manzoni.

Sky Tracks
Fino al 29 giugno 2018

Nuove sale del Museo San Fedele

Nanda Vigo Lights Forever, dicembre 2013, exhibition view - Galleria San Fedele, Milano

Nanda Vigo Lights Forever, dicembre 2013, exhibition view – Galleria San Fedele, Milano

Lucio Fontana (1899-1968), Concetto spaziale, 1961, 100x80 cm, olio e taglio su tela

Lucio Fontana (1899-1968), Concetto spaziale, 1961, 100×80 cm, olio e taglio su tela

Piero Manzoni, Achrome, 1961-62, fibra artificiale, cm 75 x 55, Courtesy Archivio Nanda Vigo Milano

Piero Manzoni, Achrome, 1961-62, fibra artificiale, cm 75 x 55, Courtesy Archivio Nanda Vigo Milano