FURLA SERIES – NAIRY BAGHRAMIAN. Misfits, installation view at GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan. 2021. Exhibition curated by Bruna Roccasalva, promoted by Fondazione Furla and GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan Photo: Nick Ash. Courtesy Fondazione Furla

Grandi forme affusolate, senza asperità. Sembrano morbide, invitano al tatto. Le grandi sculture dell’artista Nairy Baghramian, sono  raccolte nella sua prima mostra personale in un’istituzione italiana promossa dalla Fondazione Furla e ospitata alla GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano fino al 26 settembre 2021. 
A cura di Bruna Roccasalva, la mostra riassume alcuni degli elementi salienti della ricerca dell’artista: il suo interrogarsi sulla definizione stessa di scultura; l’interesse ad attraversare e ri -significare il confine tra interno ed esterno, tra spazio pubblico e dimensione istituzionale; l’attenzione ai materiali e al loro processo di trasformazione in oggetto estetico. 

 La mostra si sviluppa in cinque ambienti dello storico palazzo della Galleria d’arte. Ogni sala ospita un elemento scultoreo che dialoga sia con gli ambienti fortemente caratterizzati, che – in modo discreto – con il visitatore. Considerate come elementi di “interruzione” dalla stessa artista, ogni scultura interna dialoga in modo complementare con altrettanti cinque elementi scultorei installati sulla terrazza adiacente alle sale. Diversi per forme e materiali – fusioni di alluminio dipinto e legno per gli elementi nelle sale, marmo per quelli in esterno – ogni scultura sembra mantenere con il suo ‘sembiante’ esterno, un legame mnemonico, una eco allusiva che si ritrova in una curva, una linea spezzata, o nell’incavo della materia marmorea o metallica. 

Seguono alcune domande alla curatrice Bruna Roccasalva —

Elena Bordignon: Dopo le mostre di Haegue Yang alla Triennale di Milano nel 2018 e il ciclo di performance ospitate nel 2017-2018 al Museo del Novecento, Furla Serie giunge al suo terzo appuntamento presentando l’artista Nairy Baghramian. C’è un filo rosso che lega questi tre progetti? 

Bruna Roccasalva: Ci sono diversi fattori che accomunano questi progetti. Come sai, una prerogativa del nostro programma espositivo è di essere sempre il risultato di collaborazioni con altre istituzioni, e  qualsiasi sia il formato del progetto, il presupposto fondamentale è che dialoghi con il contesto espositivo che lo ospita. C’è sempre un legame tra l’artista che presentiamo e l’istituzione partner con cui organizziamo la mostra. Ad esempio, la complessità linguistica di un’artista come Haegue Yang, che mette insieme scultura, architettura, performance, design era una sintesi perfetta della pluralità di esperienze che un museo come la Triennale può offrire; nel caso del Museo del Novecento, una riflessione sulla ricerca di Fontana e le implicazioni che ha avuto nel riconoscimento del valore artistico del gesto è stato il punto di partenza per sviluppare un progetto sulla performance. Anche la scelta di Nairy è legata alla natura della collezione della GAM e al particolare contesto urbano in cui si trova il museo. Un altro aspetto che accomuna i progetti – in modo particolare gli ultimi due – e che sarà un elemento identificativo anche delle mostre future di Fondazione Furla, è quello di un programma tutto al femminile che da valore e visibilità al contributo fondamentale delle donne nella cultura contemporanea.

EB: Il terzo appuntamento è ospitato alla GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano. Mi racconti perché avete scelto questo luogo? Quali reazioni ha avuto l’artista in relazione allo spazio che accoglierà il suo progetto? 

BR: Dopo il ciclo di performance al Museo del Novecento, un’esperienza molto positiva e di grande arricchimento per entrambe le istituzioni, abbiamo pensato alla GAM come il partner ideale per ripetere questo esperimento di confronto tra un contesto dedicato all’arte del passato e la scena artistica contemporanea, un confronto che questa volta si è configurato nel formato tradizionale della mostra personale. Un’artista come Baghramian, da sempre interessata a indagare il rapporto che lega l’opera e il contesto che la ospita, si prestava perfettamente al nostro auspicio di creare un dialogo forte con la realtà istituzionale in cui è presentato il progetto. E la mostra è nata proprio dalla reazione di Baghramian al particolare contesto in cui si trova la GAM, ovvero il giardino all’inglese su cui si affaccia Villa Reale. È dal cortocircuito di suggestioni generate da questo luogo che nasce l’idea di Misfits. Il parco, che ha la particolarità di essere accessibile agli adulti solo se accompagnati da bambini, da un lato rimanda a un universo ludico e rassicurante come quello infantile, dall’altro genera un senso di frustrazione per le restrizioni alla sua accessibilità. Da qui Baghramina è partita per concepire un progetto che mette insieme l’idea di gioco con una riflessione sull’esperienza della delusione e l’inadeguatezza.

FURLA SERIES – NAIRY BAGHRAMIAN. Misfits, installation view at GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan. 2021. Exhibition curated by Bruna Roccasalva, promoted by Fondazione Furla and GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan Photo: Nick Ash. Courtesy Fondazione Furla
FURLA SERIES – NAIRY BAGHRAMIAN. Misfits, installation view at GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan. 2021. Exhibition curated by Bruna Roccasalva, promoted by Fondazione Furla and GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan Photo: Nick Ash. Courtesy Fondazione Furla
FURLA SERIES – NAIRY BAGHRAMIAN. Misfits, installation view at GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan. 2021. Exhibition curated by Bruna Roccasalva, promoted by Fondazione Furla and GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan Photo: Nick Ash. Courtesy Fondazione Furla

EB: Misfits è un progetto che ruota attorno ad alcuni nuclei fondamentali della ricerca di Baghramian: dall’interesse a intervenire sugli spazi che segnano un confine, all’analisi del rapporto che lega l’oggetto estetico e la cornice istituzionale che lo ospita. In merito al suo intervento sugli spazi di ‘confine’, come si relaziona la sua opera con questi limiti? In altre parole, che relazione si instaura tra il suo lavoro e lo spazio? 

BR: La relazione tra architettura, oggetto e corpo è centrale in tutto il lavoro di Baghramian che non considera mai lo spazio come un semplice contenitore. L’opera per Baghramian è sempre in qualche modo legata al contesto che la ospita, non occupa semplicemente lo spazio ma interagisce con esso e lo trasforma, attivando un fecondo rapporto dialogico. Quando l’artista focalizza i suoi interventi su zone di passaggio, ad esempio, porta l’attenzione sui rapporti gerarchici che governano lo spazio e la sua percezione, rimettendo in discussione regole e idee precostituite. Queste zone di passaggio sono per lei dei luoghi di riflessione, in cui sollevare dubbi e porre domande. 

EB: Misfits, da dizionario, significa disadattato, della misura sbagliata. Mi daresti qualche chiarimento in merito al titolo scelto dall’artista?

BR: Il termine ‘misfit’ restituisce l’idea di qualcosa che fallisce nel suo intento. Inizialmente era riferito alle cose, in particolare a un indumento che veste male, dal 1800 in poi viene usato principalmente in riferimento alla persona per indicare, come dici tu, un “disadattato”, un individuo che non è inserito nel proprio ambiente sociale. Una parola che può avere svariate declinazioni dunque, connotando qualcosa o qualcuno come strano, insolito, inusuale, bizzarro, sconveniente, fuori luogo, e che può rimandare a diverse esperienze come delusione, disadattamento, inadeguatezza, fallimento. Tra i motivi per cui l’artista ha scelto questo termine c’è sicuramente la sua capacità di racchiudere le tante sfumature che l’idea dell’errore assume all’interno del progetto.

EB: Le sculture che abiteranno il parco e gli interni della GAM oscillano tra l’aspetto ludico e quello più riflessivo, legato ai concetti di ‘inadeguatezza’ e ‘imperfezione’. Come conciliare questi due aspetti? 

Come ti dicevo, l’idea di mettere insieme la sfera infantile con l’idea dell’errore, dell’inadeguatezza e dell’imperfezione è nata in risposta alle specificità del contesto espositivo, con il desiderio non tanto, o non solo, di legittimare queste esperienze, ma di restituirne la formalizzazione trasformandole in un’esperienza estetica. Il modo in cui lo ha fatto si riflette in ogni singolo aspetto della mostra, dalle soluzioni formali adottate, ai materiali impiegati e alle scelte allestitive. Ognuna delle sculture in mostra è costituita di due metà, dislocate una all’interno e l’altra all’esterno del museo. Gli elementi scomposti e le forme di queste sculture evocano la struttura a incastro di certi oggetti con cui tutti abbiamo giocato da bambini, ma allo stesso tempo negano questa supposta coincidenza perchè le loro forme non combaciano e non si incastrano, contemplando il fallimento e l’errore come l’unica esperienza possibile. Anche l’opera fotografica Jumbled Alphabet si nutre delle stesse contraddizioni: un ritratto che ha per soggetto una bambina e dunque un riferimento esplicito al mondo dell’infanzia, ma che al tempo stesso contraddice lo stereotipo del ritratto infantile che vorrebbe un soggetto sorridente e felice e non uno dall’espressione corrucciata e ribelle. 

FURLA SERIES #03
NAIRY BAGHRAMIAN. Misfits

a cura di Bruna Roccasalva
Promossa da Fondazione Furla e dalla GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano
GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milano
Dal 26 maggio al 26 settembre 2021

FURLA SERIES – NAIRY BAGHRAMIAN. Misfits, installation view at GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan. 2021. Exhibition curated by Bruna Roccasalva, promoted by Fondazione Furla and GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan Photo: Nick Ash. Courtesy Fondazione Furla
FURLA SERIES – NAIRY BAGHRAMIAN. Misfits, installation view at GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan. 2021. Exhibition curated by Bruna Roccasalva, promoted by Fondazione Furla and GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan Photo: Nick Ash. Courtesy Fondazione Furla
FURLA SERIES – NAIRY BAGHRAMIAN. Misfits, installation view at GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan. 2021. Exhibition curated by Bruna Roccasalva, promoted by Fondazione Furla and GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milan Photo: Nick Ash. Courtesy Fondazione Furla