• Martial Raysse, Soudain l’été dernier, 1963 Centre Pompidou, Musée national d'art moderne, Paris Ph: © Centre Pompidou, MNAM-CCI, Dist. RMN-Grand Palais / Droits réservés © Martial Raysse by SIAE 2015
  • Lavier Bertrand Lavier, Gabriel Gaveau, 1981 Pinault Collection Ph: André Morin © Bertrand Lavier, by SIAE 2015 — Sleep in Tongue, Punta della Dogana, Venezia
  • Martin Creed - Photo Hugo Glendinning
  • Joseph Chinard Lacoonte ante 1520 h. 83 cm; 65 cm; p. 32 cm marmo Courtesy Lyon MBA - Photo RMN / René- Gabriel Ojéda Foto: René-Gabriel Ojéda - Fondazione Prada Venezia
  • Catalonia in Venice: SINGULARITY di Albert Serra, ai Cantieri Navali
  • Ettore Spalletti, Veduta della mostra, MADRE, Napoli 2014 Foto: Werner J. Hannappel courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli
  • Peter Doig 100 Years Ago, 2002 Olio su tela di lino, 229 x 359 cm Centre Pompidou, Parigi.
  • Jimmie Durham, Carnivalesque Shark in Venice sculpture glass, leather, piranha teeth, Papier-mâché, acrylic paint 71 x 30 x 33,5 cm - Fondazione Querini Stampalia, Venezia
  • Jackson Pollock, Murale, 1943, olio e caseina su tela, 242,9 x 603,9. Donazione Peggy Guggenheim, 1959. University of Iowa Museum of Art. Riproduzione concessa dalla University of Iowa
  • George Grosz Portrait of Dr. Felix J. Weil, 1926 Olio su tela, cm 135 x 155 Los Angeles County Museum of Art, gift of Richard L. Feigen in memory of Gregor Piatigorsky ©George Grosz, by SIAE 2015 - Estate of George Grosz; Photo © Museum Associates/LACMA
  • Ellsworth Kelly Red, Yellow, Blue, 1963 Olio su tela, 231 x 231 cm Marguerite et Aimé Maeght, Sant Paul-de-Vence Cliché Claude Germain ©Ellsworth kelly
  • Jenny Holzer Xenon for the Peggy Guggenheim, 2003 Light projection Palazzo Corner della Ca’ Granda, Venice Text: “Blur” from Middle Earth by Henri Cole, © 2003 dell’autore. Ripreso per concessione di Farrar, Straus and Giroux, LLC. © 2003 Jenny Holzer, member Artists Rights Society (ARS), NY Foto: Attilio Maranzano
  • Mario Merz 74 gradini riappaiono in una crescita di geometria concentrica, 1992 Gradini in pietra, tondino in ferro e strutture angolari, morsetti 8 igloo, ciascuno: 430 x 430 x 210 cm Courtesy Galerie Tschudi, Zuoz © Mario Merz, by SIAE 2015
  • Rinus Van de Velde, 2014, charcoal on canvas, 150 cm x 220 cm, Courtesy Tim Van Laere Gallery, Antwerp

☛ AGENDA VENEZIA 2015 – Le grandi mostre

Slip of the Tongue a Punta della Dogana

A cura di Danh Vo e Caroline Bourgeois — Dal 12 aprile al 31 dicembre 2015

Danh Vo, nelle vesti di curatore (da leggersi, con riferimento all’etimologia latina, nel significato di “conservatore”, da cui l’inglese “care”), organizza una mostra composta da opere di 39 artisti storici e contemporanei capaci di riflettere sulla dimensione di cura, di sostegno e di supporto. L’artista/curatore si propone, dunque, di prendersi cura di ciò che è stato creato e che, poi, si è allontanato dal creatore stesso, offrendo una mostra in cui poter fare emergere l’aspetto critico assieme al lato materno ed affettuoso del “prendersi cura” (in un contesto di condivisione e di dialogo) dell’opera d’arte, opera che, spesso, va incontro a traumi e momenti critici, dai quali, tuttavia, può sopravvivere, o almeno ci prova.

Martial Raysse a Palazzo Grassi

A cura di Caroline Bourgeois, in collaborazione con l’artista — Dal 12 aprile al 31 dicembre 2015

Per la prima volta al di fuori dal suolo francese, vengono esposti oltre 250 lavori dell’artista Martial Raysse (anche inediti), con i quali, per l’occasione, si cerca di rintracciare un dialogo tra opere nate da discipline differenti (pittura, scultura, video-arte, disegno,…), ma tutte accomunate da una poetica, da un pensiero, da uno humor assolutamente riconducibili dell’artista medesima. La mostra consente di accostare ed, insieme, confrontare opere di periodi differenti della sua intera vita, in un progetto che indaga il ruolo dell’artista, il lavoro della pittura, il rapporto con la storia dell’arte, la politica… Il tutto andando ad occupare ogni spazio di Palazzo Grassi (ristorante compreso), in modo che lo spettatore sia completamente assorbito dall’esposizione.

The Venetian Blind al Teatrino di Palazzo Grassi

Ideato da Franck Gautherot, in collaborazione con Palazzo Grassi, Punta della Dogana e Silencio (Members Club di Parigi) — Dal 7 al 9 maggio 2015, inizio spettacoli ore 21.30 (accesso gratuito, ma limitato)

Attraverso la proposta di due gruppi a serata, con un complesso di sei gruppi, ha inizio il primo festival musicale internazionale interamente dedicato a gruppi rock fondati da artisti visivi. “Tutto muove dall’idea di mettere insieme sul palco un gran numero di band guidate da visual artist. Questo è il prezzo da pagare per mantenere lo spirito, l’atteggiamento, una certa idea formale di intrattenimento” (Franck Gautherot).

GIOVEDĺ 7 MAGGIO Emily Sundblad & Matt Sweeney – The Rodney Graham Band — VENERDĺ 8 MAGGIO The Cornichons – Bob Carol Ted | SABATO 9 MAGGIO I Apologize — Martin Creed and his Band

Portable Classic – Dall’antica Grecia all’Europa moderna alla Fondazione Prada

A cura di Salvatore Settis e Davide Gasparotto — Ca’ Corner della Regina, Santa Croce 2215, 30135 Venezia — Dal 9 maggio al 13 settembre 2015

Viene inaugurata una mostra che intende riflettere sui confini e sui significati di “opera unica” e “riproduzione in serie”, in un discorso cronologico e tematico che parte dalla Grecia antica ed arriva fino al Neoclassicismo, passando per la Roma storica e il Rinascimento europeo. Creazione di un’opera d’arte, riconoscimento del suo valore intrinseco assoluto, tecniche di riproduzione e svolgimento della stessa sono alcuni degli aspetti toccati.

Peter Doig alla Fondazione Bevilacqua La Masa

A cura di Milovan Farronato e Angela Vettese — Dal 5 maggio al 4 ottobre 2014

Si tratta della prima personale dell’artista in Italia, in cui Peter Doig presenta opere inedite di piccole dimensioni accanto a grandi dipinti già noti. Sebbene alcuni temi ricorrano nei dipinti di Doig, le sue opere non sono mai concepite in serie o come progetti. La sua volontà di includervi il suo immaginario visivo personale così come più ampi canoni artistici contribuisce al fascino misterioso e alla quieta intensità della sua opera. Dopo oltre trent’anni di attività pittorica, Peter Doig è considerato uno degli artisti di maggior talento della sua generazione e un sofisticato pensatore visivo, dotato di una straordinaria sensibilità per le possibilità materiali e qualità evocative della pittura.

Peter Doig 100 Years Ago, 2002 Olio su tela di lino, 229 x 359 cm Centre Pompidou, Parigi.

Peter Doig 100 Years Ago, 2002 Olio su tela di lino, 229 x 359 cm Centre Pompidou, Parigi.

Jimmie Durham – Venice: Objects, Work and Tourism alla Fondazione Querini Stampalia

A cura di Chiara Bertola, in collaborazione con kurimanzutto (Città del Messico) — Dal 6 maggio al 20 settembre 2015

Venice: Objects, Work and Tourism è il titolo dell’opera che Durham presenterà nello Spazio Carlo Scarpa della Fondazione Querini Stampalia: si tratta di un’installazione che pone affianco mattoni antichi provenienti dalle mura veneziane ad elementi del quotidiano turismo contemporaneo che colpisce la città, oppure cocci di vetro scoperti negli anni a tinte dai colori vivaci,… Il tutto accompagnato da un libro d’artista, una sorta di documentazione del lavoro di ricerca che l’artista, invitato dalla Fondazione, ha condotto in un arco di quattro anni sulla laguna veneziana. Un discorso in forma dialogica (che quindi coinvolge l’altro) che vuole indagare Venezia, la sua tradizione, il suo turismo economico e commerciale, quello culturale, le sue difficoltà, le sue morti e rinascite.

Logica del Passato alla Fondazione Querini Stampalia

A cura di Simone Frangi — Dal 6 maggio al 7 giungo 2015

Maria Iorio & Raphaël Cuomo, vincitori della decima edizione del Premio Furla, intitolata “The nude price”, propongono ora il primo risultato del progetto “Logica del passaggio”, grazie al quale furono selezionati come vincitori del Premio. Il loro obiettivo è quello di analizzare i fenomeni migratori della popolazione povera dei paesi del sud verso quelli del nord, che vanno ad investire, in primo luogo, l’Italia e la Svizzera. I due artisti non sono intenzionati a documentare un processo storico fatto di discriminazione, abbattimento dei diritti umani, xenofobia e lotta alla sopravvivenza, ma di individuare quei meccanismi sociali ed economici che possono divenire seriali e replicabili in altre situazioni. Per l’occasione presentano un focus incentrato sull’emigrazione verso la Svizzera ed, in particolare, sul “rischio sanitario” come scusa adottata dal governo per limitare e contenere i flussi migratori.

Jackson Pollock MURALE. Energia resa Visibile alla Collezione Peggy Guggenheim

A cura di David Anfam — Dal 23 aprile al 16 novembre 2015

Si tratta di una mostra dedicata ad uno dei più emblematici (o al più emblematico) artista della storia dell’arte americana e, sicuramente, della cultura del XX secolo. Tutto parte, come si enuncia dal titolo, dal monumentale Murale (reduce da un intenso lavoro di restauro) che Pollock realizzò per l’appartamento newyorkese di Peggy Guggenheim, mecenate d’arte che conobbe, prima dell’affermazione dell’uno e dell’altra, nel ’42-’43. Tale opera, la più grande mai prodotta dall’artista, anticipa i suoi “sgocciolamenti” ed introduce nell’Espressionismo astratto nozioni quali quelle di audacità e scala, producendo un non lieve scalpore artistico nel contesto americano e oltre. Accanto a questo, ci saranno Alchimia (anch’essa appena restaurata), opere della moglie Lee Krasner, di David Smith, di Robert Motherwell e fotografie di Herbert Matter, Barbara Morgan, Aaron Siskind e Gjon Mili, tra i rappresentanti della fotografia d’azione.

Charles Pollock. Una Retrospettiva alla Collezione Peggy Guggenheim

A cura di Philip Rylands — Dal 23 aprile al 14 settembre 2015

Si tratta della più grande retrospettiva mai dedicata a Charles Pollock, fratello del più noto artista genio dell’Espressionismo astratto americano. Saranno esposti più di 120 opere di Charles, molte inedite, che, insieme ad appunti, documenti, scambi epistolari, conferiranno alla mostra un’aurea intima e privata, propria del confronto familiare e spontaneo di un rapporto tra conoscenti.

Ettore Spalletti a Palazzo Cini

Campo San Vio, 864, Dorsoduro, Venezia VE — Dal 25 aprile al 23 agosto 2015

In occasione dell’apertura del secondo piano espositivo del Palazzo, in cui sono conservati alcuni capolavori del Rinascimento toscano e ferrarese appartenuti al collezionista Vittorio Cini, il maestro esporrà opere note ed inedite, scelte o realizzate dopo un periodo di studio e di conoscenza dello spazio ospitante. Già durante la visita alla collezione permanente della Galleria e nel corso del primo sopralluogo al secondo piano del palazzo Spalletti ha potuto cogliere i primi elementi ispiratori che hanno determinato la scelta delle opere da collocare negli spazi domestici della dimora sul Canal Grande. Le stanze accoglieranno infatti una mostra espressione di una relazione profonda con uno spazio che era, e tale rimane nell’intento dell’artista, domestico; allo stesso tempo i capolavori d’arte antica esposti nella Galleria – che conserva, tra gli altri, dipinti di Pontormo, Botticelli, Giotto e Cosmè Tura – saranno una presenza importante per l’artista.

Ettore Spalletti, Veduta della mostra, MADRE, Napoli 2014 Foto: Werner J. Hannappel courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli

Ettore Spalletti, Veduta della mostra, MADRE, Napoli 2014 Foto: Werner J. Hannappel courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli

Nuova Oggettività – Arte in Germania al tempo della Repubblica di Weimar, 1919-1933, al Museo Correr (organizzata dal Los Angeles County Museum of Art (LACMA) in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia)

Dal 1 maggio al 30 agosto 2015

140 opere tra dipinti, fotografie, disegni e incisioni di più di quaranta artisti disegneranno un percorso rivolto a scandagliare i fermenti artistici propri della Repubblica di Waimar (1919-1933). Con un’attenzione particolare data al rapporto tra fotografia e pittura, artisti più (Otto Dix, George Grosz, Christian Schad, August Sander, Max Beckmann, ecc.) o meno (Hans Finsler, Georg Schrimpf, Heinrich Maria Davringhausen, Carl Grossberg e Aenne Biermann) noti ci permetteranno di entrare in quei 14 anni di democrazia che, in Germania, tra la fine della Prima Guerra Mondiale e l’avvento del nazismo, determinarono il confronto con le devastazioni postbelliche, la crisi economica, le difficoltà umane ed esistenziali,… E’ la nascita di quel “Nuovo Realismo” che soppianta l’Espressionismo, il Dadaismo, il Bauhaus dell’epoca e dà vita a nuove istanze rappresentative del vivere.

PROPORTIO, omaggio a Luca Pacioli a Palazzo Fortuny

A cura di Axel Vervoordt e Daniela Ferretti — Dal 9 maggio al 22 novembre 2015

Una mostra che, grazie ad opere di artisti contemporanei e del passato (antico o recente), indaga sulla “divina proporzione” (da un trattato di Luca Pacioli), ovvero su quel senso di perfezione, armonia, equilibrio e completezza che ritroviamo in certi paesaggi naturali, in certi stati dell’essere, in certe poesie abissali, in certe opere d’arte. L’esposizione, dunque, riflette oggi su un qualcosa che già gli Euclidei individuarono e raccolsero in un numero (1,6180), ma prima di loro gli egizi nelle piramidi, dopo di loro Leonardo da Vinci nei suoi disegni, Fibonacci in una serie numerica,… ma prima di tutti la Natura nei petali del gelsomino.

Catalonia in Venice: SINGULARITY di Albert Serra, ai Cantieri Navali

ANTIERI NAVALI, a cura di Chus Martínez – (Calle Quintavalle, 40, Castello, 30122, Venezia) – Dal 9 maggio al 22 novembre

Si tratta di un’installazione video del regista Albert Serra disposta su cinque schermi montati su una struttura dinamica, che occuperà l’intero spazio espositivo. Il titolo, “Singularity”, fa riferimento al nuovo rapporto che intercorre tra l’uomo e la macchina nell’epoca odierna ed, in particolare, tra l’uomo e la cinepresa, intesa, in tale contesto, come il device con cui la mente umana è riuscita a stabilire un rapporto di vicinanza estrema. Dunque, il cinema appare come un meccanismo capace di apprendere dall’uomo, divenendo una sorta di dipinto in movimento, un nuovo dispositivo con cui fare arte a tutti gli effetti. Serra accosta immagini reali provenienti dalla Catalonia ad altre meno chiaramente realistiche, andando a creare uno scarto nel quale saremo portati a riflettere non solo su ciò che il cinema è in grado di dirci, ma anche su come esso ci prepara ad un nuovo futuro dell’immagine, dell’uomo e della macchina.

Catalonia in Venice: SINGULARITY di Albert Serra, ai Cantieri Navali

Catalonia in Venice: SINGULARITY di Albert Serra, ai Cantieri Navali

Jenny Holzer. War Paintings al Museo Correr

A cura di Thomas Kellein, con la collaborazione di Gabriella Belli e della Written Art Foundation di Francoforte – Dal 7 maggio al 22 novembre 2015

Dell’artista americana Jenny Holzer verranno proposti “dipinti di guerra”, ovvero riguardanti temi bellici dai quali, d’altra parte, traggono ispirazione. Appunti, mappe, comunicati, registrazioni di interrogatori, referti di autopsie e scritti autografi dei detenuti conservati dal governo degli USA, riguardanti la guerra terroristica successiva all’11 settembre 2001, sono il punto di partenza della sua riflessione. “Ho voluto metterci tempo e cura. Volevo che questo lavoro fosse un indicatore di sincerità e attenzione. Volevo che fosse umano”.

Città Ideale, Mario Merz alla Gallerie dell’Accademia di Venezia

A cura di Bartolomeo Pietromarchi – Dal 7 Maggio al 22 settembre 2015.

Si inaugura con la mostra Città Ideale di Mario Merz la nuova ala espositiva delle Gallerie dell’Accademia, situata nel piano terra del cortile palladiano. La retrospettiva è un’importante puntualizzazione sull’opera dell’artista a dieci anni dalla sua ultima esposizione ospitata nel Castello di Rivoli, Gam e Fondazione L’esposizione, che sin dal titolo si presenta anche come omaggio ideale del maestro a Venezia, città irreale per eccellenza ripercorre una carriera che si è distinta sin dagli esordi nell’ambito del movimento dell’Arte Povera per la profondità critica e la straordinaria portata poetica.

The Revenge of the Common Place | A Triple History of Appropriation and Illusion on behalf of the Brillo Box, and some other Stories on Copies and Originals — Francis Alÿs, Song Dong e Rinus van de Velde

Palazzo Nani Mocenigo, Dorsoduro 960, 30123 Venezia — A cura di Hans Maria De Wolf —  Dal 7 Maggio – 30 Giugno 2015

Gli artisti Francis Alÿs, Song Dong e Rinus van de Velde sono stati selezionati dal curatore Hans De Wolf per rappresentare il Ministero della Comunità Fiamminga in una mostra al Palazzo Nani Mocenigo di Dorsoduro. De Wolf ha sviluppato una mostra controversa e divertente, costruita attorno ad alcuni dei più grandi malintesi che si sono verificati tra Occidente ed Estremo Oriente. Tradizionalmente, in Occidente, l’idea di paternità è sempre stato molto protetta e collegata con la nozione di genio. Oggi, invece, molti degli artisti che operano nelle avanguardie hanno trasceso le idee, un trend forse iniziato con Duchamp. Ciò che non è ancora chiaro è se abbiamo già fare i conti con tutte le possibili conseguenze di questa nuova situazione, una questione che è diventata ancora più evidente nel momento in cui gli artisti orientali hanno iniziato a circolare maggiormente nella scena occidentale.  Partendo dalle famose scatole Brillo di Andy Warhol, la mostra introdurrà lo spettatore ad una nuova prospettiva, in cui lo stato dell’opera d’arte come oggetto diventa insicuro e suggerendo il raggiungimento di una “post-object-era”.

(Ha collaborato Marco Arrigoni)

Rinus Van de Velde, 2014, charcoal on canvas, 150 cm x 220 cm, Courtesy Tim Van Laere Gallery, Antwerp

Rinus Van de Velde, 2014, charcoal on canvas, 150 cm x 220 cm, Courtesy Tim Van Laere Gallery, Antwerp