I Grandi Musei nel XXI Secolo,   incontro tra Jean-Luc Martinez e Pierre Rosenberg,   Teatrino di Palazzo Grassi,   Ph- © Matteo De Fina

I Grandi Musei nel XXI Secolo, incontro tra Jean-Luc Martinez e Pierre Rosenberg, Teatrino di Palazzo Grassi, Ph- © Matteo De Fina

Venerdì scorso, 30 Gennaio 2015, al Teatrino di Palazzo Grassi si è svolto il terzo e ultimo incontro del ciclo “I Grandi Musei nel XXI Secolo” con l’incontro tra Jean-Luc Martinez, Presidente/Direttore del Musée du Louvre, e Pierre Rosenberg, de l’Académie française, Président de l’Alliance française de Venise, Président-directeur honoraire du Musée du Louvre.

Le precedenti settimane, il Teatrino ha ospitato le conversazioni tra Alain Seban, presidente del Centre Pompidou e Martin Bethenod, direttore di Palazzo Grassi (15 dicemebre 2014); Guy Cogeval, presidente del Musée d’Orsay, in dialogo con Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia (19 gennaio 2015).

Lo scorso venerdì ha aperto la conversazione Pierre Rosenberg, precisando in modo scherzoso che “il Louvre non ha rubato la Gioconda, contrariamente da quanto si dice in Italia. E’ entrata nelle collezioni reali della Francia al tempo di Francesco I in modo illegale, quindi smettete di accusare il dottor Martinez di essere il responsabile di questo furto imperdonabile. Martinez è archeologo – nessuno è perfetto -, è nato nel 1964, è stato a capo del dipartimento delle antichità greche, etrusche e romane del Louvre prima di diventare presidente/direttore del Louvre. (…) Vorrei fare una precisazione riguardo a questo termine, a questa doppia carica, ’presidente/direttore: penso che sia importantissimo avere questa doppia responsabilità, è un’ottima formula, perchè di solito un direttore vuole il posto di presidente, e per il Louvre si evita questo scontro”. Ha concluso dicendo di essere molto preoccupato per l’avvenire dei musei: “Ho come l’impressione che le cose non vadano nella direzione giusta, l’effimero sta prendendo un posto di maggiore rilevanza rispetto al permanente. Inoltre, bisognerebbe dare una nuova configurazione all’insegnamento, in particolare riguardo alla storia dell’arte nei licei: se al pubblico non viene concesso di familiarizzare con le opere d’arte, la ‘barriera’ museo sarà sempre più difficile da valicare”. 

Jean-Luc Martinez ha iniziato con una breve panoramica sulla storia del Louvre. “Prima di diventare il museo più frequentato del mondo, il Louvre è stato un palazzo importantissimo per la storia francese, che si trovava a ovest e chiudeva le mura di fortificazione della città. Questo palazzo ha otto secoli, è stato costruito alla fine del XII Secolo, ha custodito parte delle collezioni reali. La maggior parte del palazzo è stata costruita tra il 1700 e il 1800, solo una parte della corte quadrata è del 1500, sotto Luigi XIV. Nel 1678, spostando la corte a Versailles, il re decise di fermare i lavori, e da quel momento a tutto il 1700 il palazzo viene dedicato alle Accademie e a residenze per artisti. Il Louvre, come museo propriamente detto, apre dopo la Rivoluzione, nel 1793. L’architetto Ieoh Ming Pei, creando la piramide, ha voluto ridare un centro al palazzo. Possiamo dire che l’ingresso del museo è la prima opera d’arte che si incontra durante la visita. Il Louvre non è solo un palazzo reale, ma anche il testimone di un’architettura contemporanea, audace, e questo viene ribadito con l’apertura del dipartimento di arti islamiche nel 2012. Abbiamo concluso l’ultimo progetto di rinnovamento, iniziato più di 30 anni fa, aprendo a Giugno 2014 le nuove sale dedicate al mobilio del ‘700. Il museo si rinnova costantemente, ci sono sempre nuove sale da visitare e nuovi motivi per tornare a visitare le collezioni permanenti. Le mostre temporanee sono molto interessanti, ma noi non siamo una kunstalle, non siamo una galleria, siamo un museo e ci piace formare il gusto dei visitatori”. 

Quindi, cos’è il museo del Louvre oggi, nel 2015?

“E’ un museo eccezionale per dimensioni, con i suoi 70000 metri quadrati di superficie espositiva, 35000 opere esposte su una collezione che ne conta circa 450000, più di 2200 persone che vi lavorano ogni giorno. Il museo è diviso in otto dipartimenti, e sicuramente non si può visitare tutto in una volta sola, non è come la National Gallery di Londra. I più recenti sono il dipartimenti dedicato all’Islam e quello dedicato alle stampe e disegni. Con i suoi 250000 disegni, quest’ultimo può benissimo dichiararsi come la maggiore collezione mondiale in materia. I disegni non possono essere esposti per più di 3 mesi, quindi li esponiamo a rotazione. Ma il Louvre non è solo questo, è anche un pubblico: per il terzo anno consecutivo abbiamo avuto più di 9.000.000 di visitatori. E’ un pubblico giovane, il 50% ha meno di 30 anni. E’ un pubblico composto di stranieri, soprattutto provenienti dagli Stati Uniti. Con il suo 1.000.000 di visitatori americani annui, si potrebbe dire che il Louvre è il terzo museo americano – dopo quello di Chicago e quello di Washington, naturalmente. La seconda nazionalità per numero di visitatori è quella cinese – ho notato che sono molto presenti anche a Venezia – abbiamo avuto 440000 visitatori cinesi l’anno scorso. Al terzo posto troviamo i brasiliani e gli italiani.   

Il Louvre è un museo che si rinnova: l’anno scorso sono entrate in collezione 88 nuove opere, tra cui degli importanti piatti spagnoli dell’inizio del ’700. Abbiamo inoltre lanciato una sottoscrizione a livello nazionale per cercare di acquisire, per 12, 5 milioni di euro, la Table de Teschen, donata in passato come regalo diplomatico dal re sassone al re di Francia. Mi permetto inoltre di annunciare che ‘La vista di Avignone’ di Vermeer è stata acquistata da un mecenate per il Louvre e che tra qualche settimana sarà esposta nel museo”

I Grandi Musei nel XXI Secolo,   incontro tra Jean-Luc Martinez e Pierre Rosenberg,   Teatrino di Palazzo Grassi,   Ph- © Matteo De Fina

I Grandi Musei nel XXI Secolo, incontro tra Jean-Luc Martinez e Pierre Rosenberg, Teatrino di Palazzo Grassi, Ph- © Matteo De Fina

Prossime mostre in programma?

“Cerchiamo sempre di costruire una programmazione di mostre che permetta di ricordare il legame con le collezioni permanenti. Abbiamo organizzato la prima grande mostra nel dipartimento delle arti dell’Islam dedicata al Marocco medievale, per ricordar econ il museo del Louvre è anche un grande museo di arte islamica. Dedicheremo una mostra al restauro della Vittoria di Samotracia, uno degli eventi principali dello scorso anno. Il 2015 sarà ricchissimo di eventi: in primavera avremo “Poussin e Dio”, una mostra dedicata alla pittura religiosa di Poussin, accompagnata da una mostra dedicata alla creazione di immagini sacre, e cercheremo di legarla ad un discorso più ampio riguardante l’arte i Europa tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600. Come sapete, in questo periodo c’è un grande dibattito riguardo la rappresentazione di Dio, soprattutto riguardo alle caricature, ma è nostro dovere formare il pubblico e far conoscere che anche questa domanda ha una storia particolare, perchè ci sono stati periodi iconoclasti nella storia europea.  Sempre in primavera al Grand Palais ci sarà una retrospettiva su Velasquez, realizzata grazie ai nostri buoni rapporti con il Museo del Prado, mentre al Louvre ci sarà una mostra sulle nuove scoperte archeologiche della Bulgaria. Nell’autunno 2015 ci sarà una mostra del Parmigianino e una mostra dedicata all’incontro tra arte contemporanea e arte antica, ispirata dal libro di Jacques Attali “Breve storia del futuro”. (…) “Dopo la stagione dedicata al Seicento, il 2016 sarà dedicato al Settecento, con lo scultore francese Edmé Bouchardon, Hubert Robert.  Nel 2017 abbiamo in programma una mostra di Vermeer, in collaborazione con Dublino” 

In che modo evolverà il museo nel futuro?

“Il Louvre di domani è un museo che deve adattarsi ad un’altissima frequentazione che, in un certo senso, si potrebbe dire ‘subiamo’, perchè la saturazione del museo non corrisponde ad una presenza omogenea di visitatori in tutte le sale: nel momento in cui ci sono 3000 persone nella sala della Gioconda, può darsi che non ci sia nessuno davanti a Rembrandt o a Vermeer. Per questo vi invito, nelle vostre visite al museo, a prendere sentieri nuovi e andare al di là delle opere più frequentate. 

Nel 1989 la frequentazione era inferiore ai 3 milioni di visitatori e si pensava di raggiungere al massimo i 5 milioni, mentre ad oggi abbiamo 9 milioni di visitatori, ed è chiaro che le infrastrutture non sono più adatte a questi numeri. La visita al museo inizia con una lunga fila, un’esperienza non sempre gradevole. Inizieremo quindi dei lavori di ampliamento che costeranno circa 60 milioni di euro per migliorare le condizioni di accoglienza, raddoppiando l’ingresso sotto alla piramide, quindi dividendo le code, creando una nuova biglietteria e sviluppando posti in cui poter lasciare i bagagli e sedersi mentre si attende in fila. Pensiamo di poter inaugurare queste nuove infrastrutture nel Luglio del 2016. 

Un altro difetto del museo è che è grandissimo, e nella maggior parte dei casi, a parte la Gioconda e la Venere di Milo, il pubblico non so bene dove andare e cosa vedere. Programmeremo nuove mostre per fare in modo che il pubblico non si concentri solo nella parte Sud, ma anche nell’ala Nord e quella Est, verso la corte quadrata. Per far questo vorrei iniziare un progetto dedicato all’educazione artistica, un’iniziazione alla storia dell’arte rivolto ad ogni tipo di pubblico in cui presenteremo circa 60 opere. Come forse saprete, in Francia nelle scuole non si insegna Storia dell’Arte”.   

Si è parlato molto della costruzione di un museo Louvre ad Abu Dhabi. Potrebbe darci qualche dettaglio a riguardo?

“La Francia ha firmato un accordo intergovernamentale con gli Emirati Arabi per la costruzione del Louvre Abu Dhabi. Per la costruzione è stato scelto l’architetto francese Jean Nouvel. I lavori, iniziati nel Gennaio 2013, dovrebbero concludersi per la fine dell’anno, e il museo aprirà ufficialmente per l’inizio del 2016. Sorgerà su un’isola costruita per l’occasione e farà parte di un complesso museale che comprenderà anche un museo Guggenheim e un museo nazionale dedicato alla cultura di Abu Dhabi. Sarà sovrastato da una grande cupola del diametro di 180 metri, che ha la funzione principale di abbassare la temperatura e filtrare la luce. La cupola ospiterà un ristorante, uno spazio di 2000 metri quadrati che sarà dedicato a mostre temporanee e un piccolo museo dedicato ai bambini, mentre le opere della collezione saranno contenute in piccoli padiglioni climatizzati per un totale di 7000 metri quadrati. Il museo quindi è grande, ma non gigantesco. All’inaugurazione nella collezione permanente saranno presentate circa 900 opere. L’accordo prevede che altri musei francesi, tra cui il Museo d’Orsay e il Beaubourg, presteranno altre 300 opere in un arco di 10 anni, un terzo delle quali provenienti dal Louvre. Le opere copriranno tutte le civiltà e le tecniche dell’umanità, dalla preistoria al Novecento. Quindi, la Francia presterà opere per 10 anni, organizzerà mostre per 15 e il nome del Louvre sarà dato ‘in prestito’ per 30.

In questo periodo stanno completando la costruzione della cupola, la prossima settimana andrò a vedere come procedono i lavori. Ogni volta che ci vado mi sento come avrebbe potuto sentirsi un americano che visita Parigi durante la costruzione della Tour Eiffel. I francesi dovrebbero essere fieri di partecipare ad un progetto in cui un paese arabo decide di mettere in mostra la diversità culturale”.

Testi raccolti da Matteo Mottin

I Grandi Musei nel XXI Secolo,   incontro tra Jean-Luc Martinez e Pierre Rosenberg,   Teatrino di Palazzo Grassi,   Ph- © Matteo De Fina

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