Monica Mazzone, Proiezione meno Uno, 2019, Non appena fuori di me, museo temporaneo navile – mtn, Bologna

Testo di Antongiulio Vergine —

“La mia ricerca si basa sullo studio della geometria e delle regole matematiche in relazione alla percezione delle entità che solitamente chiamiamo ‘dimensioni’. La necessità di razionalizzare e di spiegare logicamente le emozioni e gli istinti che quotidianamente vivo mi ha portato a coniare il termine ‘geometria emotiva’, espressione che indica meglio il mio operato artistico”
Monica Mazzone

Inaugurata il 27 settembre 2019 al museo temporaneo navile – mtn di Bologna, Non appena fuori di me, personale dedicata all’artista Monica Mazzone, costituisce un’ulteriore tappa del percorso espositivo intrapreso dal museo incentrato sull’indagine del rapporto uomo-territorio. Visibile fino al 26 ottobre 2019, la mostra offre però una visione del tutto inedita di tale relazione, scaturita da un approccio altrettanto inedito nell’esaminare la questione.

I lavori di Monica Mazzone, infatti, non si confrontano soltanto con l’ambiente circostante, ma derivano innanzitutto da una profonda analisi del proprio corpo, inteso sia come contenuto che come contenitore. Le leggi della geometria e della matematica attraverso le quali l’artista realizza le sue tele e le sue sculture costituiscono quindi uno strumento per sintetizzare il rapporto che unisce il mondo interiore e la realtà esteriore, l’involucro e lo spirito, il corpo e l’ambiente.

Monica Mazzone, Non appena fuori di me, museo temporaneo navile – mtn, Bologna
Monica Mazzone, Non appena fuori di me, museo temporaneo navile – mtn, Bologna

La ricerca viaggia dunque su un doppio binario che coinvolge il soggetto e lo spazio che lo circonda: entrambe le entità assumono un ruolo primario perché protagoniste di un’interazione, un’esperienza che aggiunge e sottrae allo stesso tempo. Così, nel polittico Proiezione meno Uno (2019) l’artista, ad esempio, sintetizza il legame spaziale che instaura col museo rappresentando il rapporto tra le proporzioni dell’ambiente e quelle del suo corpo; in Autoritratto senza testa con il cuore (2019) l’attenzione si concentra sulla propria identità per poi coinvolgere tutto il resto: la dimensione corporea dell’artista si aggiunge però a quella spirituale, emotiva, e il tutto si relazione nuovamente con lo spazio-museo. Autoritratto senza testa con il cuore può essere considerato la sintesi perfetta del lavoro di Monica Mazzone: la “geometria emotiva” – termine da lei stessa coniato – alla quale si appella non prevede nulla di freddo, inerte o statico, ma presuppone sempre qualcosa di vivo, un’esperienza che coinvolge l’artista in tutto il suo essere.

I lavori di Monica Mazzone si accompagnano a quelli presenti nella project room, spazio dedicato alla pluralità d’intenti e d’espressione: gli artisti coinvolti in questa occasione sono  Stefano Aspiranti, Mattia Barbieri, Fabio Belletti, Sabrina Muzi, Vale Palmi, Luca Poncetta, Mario Scudeletti, Francesco Di Tillo.  

Monica Mazzone, Non appena fuori di me, museo temporaneo navile – mtn, Bologna
Monica Mazzone, Autoritratto senza testa con il cuore, 2019, Non appena fuori di me, museo temporaneo navile – mtn, Bologna