PBEB Architetti - Paolo Belloni – Elena Brazis Parrocchia del Sacro Cuore Immacolato di Maria Brembo di Dalmine,   (BG)  2011 Foto di Luca Santiago Mora

PBEB Architetti – Paolo Belloni – Elena Brazis Parrocchia del Sacro Cuore Immacolato di Maria Brembo di Dalmine, (BG) 2011 Foto di Luca Santiago Mora

14° Mostra Internazionale di Architettura, ‘Fundamentals’ / Monditalia

Monditalia assegna all’Arsenale un tema specifico – l’Italia – con esposizioni, rappresentazioni teatrali ed eventi che interesseranno l’architettura, la politica, l’economia, la religione, la tecnologia e l’industria. Gli altri settori della Biennale di Venezia – Cinema, Danza, Musica e Teatro – saranno coinvolti per contribuire alla rappresentazione del paese.”

ATPdiary ha posto una serie di domande ad alcuni partecipanti di Monditalia.

Per la lista completa delle partecipazioni  ?

Designing the Sacred – Andrea Dall’Asta, Giuliano Zanchi e Marco Sammicheli

Con la riforma liturgica del Concilio Vaticano II il rapporto fra rito cristiano e progettazione architettonica ha ritrovato slancio. In generale è stato vistoso per quantità: in 50 anni più di 5000 nuove chiese. La qualità però va cercata in un numero ristretto di esperienze spesso nate fuori dai confini dell’intenzione istituzionale, è il caso di Barbagelata. L’impressione è quella di un cammino ancora ai suoi inizi. Nel frattempo esso continua a produrre prove di incoraggiante consapevolezza. Sia nel caso della costruzione di nuove chiese come a Brembo di Dalmine e Cividale del Friuli, sia nei casi di adeguamento liturgico di chiese antiche, a Sedrina o Reggio Emilia, seppure manomesso. In tutti gli episodi che scegliamo di documentare prevale un riuscito incontro fra cultura della fede ed estetica contemporanea, in Italia e oltre confine.  Sono prove a emergere da un sentire del sacro ancora molto dominato dall’immaginario di una devozione inattuale o discutibile come nei casi di Roma, Terni e Paola.

Risponde Marco Sammicheli

ATP: Puoi raccontarci come è nato Designing the Sacred, il progetto che porterai a Monditalia?

Marco Sammicheli: Il progetto di ricerca ha radici lontane. Inizia nel 2006 con il mio dottorato dedicato al design per il sacro, un lavoro che ho sviluppato in sede accademica fino al 2011 e che ha coinvolto istituzioni come la PUC di Santiago del Chile, il design center di Unisinos a Porto Alegre, la scuola del design del Politecnico di Milano. Poi la ricerca è continuta e alcuni esiti si sono visti sui giornali e durante convegni. Designing the Sacred è un proseguimento e una sintesi degli sforzi di architetti e designer quando si sono misurati con il tema del sacro. Studiare chi realizza edifici di culto, liturgicamente adeguati al dettato postconciliare, agganciati al dibattito dell’arte contemporanea per rinnovare un immaginario prigioniero della devozione più anacronistica, aperti alle dinamiche sociali che un’architettura accende, per me è un tema fondamentale, legato alla tradizione e al presente dell’Italia.

ATP: Perchè avete deciso di affrontare questo tipo di tematica?

MS: La decisione ha radici biografiche ma la scelta di occuparmene nasce dalla sicurezza che architetti, designer e artisti stiano continuando a dare una grande contributo alla Chiesa come istituzione in tutte le sue dimensioni, quella confessionale, quella sociale e pure estetica. Per questo ho lavorato con Don Giuliano Zanchi, segretario generale della fondazione Bernareggi di Bergamo e Padre Andrea Dall’Asta, direttore del centro culturale San Fedele di Milano e della Raccolta Lercaro di Milano, due religiosi che credono nelle arti come elemento trasformatore e traduttore di istanze etiche e poetiche.

ATP: Per quanto riguarda il display del tuo progetto, con che modalità hai deciso di allestirlo? 

MS: Abbiamo scelto la semplicità per fare in modo che passassero i nostri concetti. Su tre tavoli gli impaginati di un ipotetico magazine raccontano la cronaca di un percorso di ricerca. Istanze, idee, concetti e soprattutto dieci casi studio in Italia, in Etiopia e in Qatar sono la sintesi aperta di tre studiosi che affiancati dall’architetto Francesca Cipullo hanno pensato a un visitatore che abbia voglia di fermarsi, leggere e capire un contenuto che non si può consumare come un gelato. Fotografie, note, appunti e un testo-manifesto sono gli ingredienti fondamentali.

ATP: Monditalia è un progetto che punta a mappare la ‘complessità’ del panorama italiano sotto molti punti di vista. Che opinione hai del taglio curatoriale interdisciplinare di questa sezione della Biennale? Pregi e difetti?

SM: OMA/AMO ha scelto di dirigere un coro e la coralità è la forza di questo taglio. I partecipanti selezionati sono studiosi che in questi anni attraverso università, giornali, rete, mostre e iniziative indipendenti in Italia e in Europa hanno con coraggio proposto una tesi su temi di forte attualità. Soprattutto perché gli invitati hanno affiancato la professione allo studio – penso soprattutto agli architetti e ai fotografi, ai giornalisti, ai curatori e agli artisti – presentando temi e pensieri ancorati alla realtà che stanno vivendo.

ATP: Dopo diverse Biennali dedicate al contemporaneo, “Fundamentals” si concentra sulla storia dell’architettura, con l’intento di indagarne lo stato attuale e di immaginarne il futuro. A grandi linee, come si inserisce il vostro progetto in questa prospettiva? 

SM: Il mio progetto firmato con Zanchi e Dall’Asta è in linea con la prospettiva del curatore perché guarda all’archivio della storia come a una fonte di consapevolezza e rilancio, non come a una gabbia nostalgica. Quanto presentiamo a Venezia è una scelta all’interno di un catalogo di produzioni che partono dagli anni Settanta e arrivano ad anni molto recenti. Ci sono casi che coinvolgono figure note esclusivamente agli addetti ai lavori come padre Costantino Ruggeri oppure profili conosciuti, penso al prof. Portoghesi e allo studio Nemesi, che invece discutiamo criticamente. Nel mezzo una schiera silenziosa di professionisti colti e abili che vogliamo valorizzare e far conoscere.

Arch. Sandro Pittini /studio associato Ar.Pi. Nuova Aula Liturgica dedicata a San Lorenzo Martire Rualis di Cividale del Friuli,   (UD) 2007 Foto di Alessandra Chemollo

Arch. Sandro Pittini /studio associato Ar.Pi. Nuova Aula Liturgica dedicata a San Lorenzo Martire Rualis di Cividale del Friuli, (UD) 2007 Foto di Alessandra Chemollo