The Sound of my Body is the Memory of my Presence, Mircea Cantor | Inda 2020 – Teatro greco di Siracusa

Baccanti, Ifigenia in Tauride e Le Nuvole erano i tre titoli scelti per le rappresentazioni al Teatro Greco di Fondazione Inda nella rassegna 2020. Rinviata la trilogia al 2021, il teatro non si è fermato e dal 10 luglio propone spettacoli di voci sole, che si esibiscono sul proscenio e sulla cavea del teatro, ad un numero di spettatori limitato fisicamente ma reso potenzialmente infinito grazie allo streaming. A concludere la rassegna 2020, la performance site specific dell’artista romeno Mircea Cantor, vincitore del Premio Duchamp 2011, dal titolo The Sound of my Body is the Memory of my Presence. Il 30 agosto 2020 l’artista e gli allievi dell’Accademia d’arte del Dramma Antico daranno vita ad una sorta di rituale simbolico che inneggia alla rinascita e alla vita.
“Diventa chiaro che il punto di partenza della rinascita da tempi bui e complicati sia proprio l’essere umano, la sua volontà di tornare a fiorire. E questa rinascita, nel corso del tempo, è stata possibile soprattutto grazie all’arte, alla musica, al teatro, alle arti visive, al cinema, alla poesia. Sono convinto che la creatività umana sia il miglior vaccino in questi tempi difficili. Per questa ragione, quando penso a una performance, una delle condizioni indispensabili sono il corpo e la presenza dell’essere umano.”
Con queste parole, Mircea Cantor descrive l’origine del proprio progetto, nato e sviluppato nel corso del lockdown in dialogo con Simonetta Cartia, Elena Polic Greco e Dario La Ferla. La voce diviene la chiave di volta per la nascita di una nuova musica che per risuonare si serve di un ulteriore strumento, dal forte significato rituale e simbolico, la campana.

The Sound of my Body is the Memory of my Presence | Mircea Cantor

The Sound of my Body is the Memory of my Presence fonde poesia, canto, danza, improvvisazione e arte concettuale per promuovere un messaggio di rinascita e di riappropriazione della prossimità, della socialità e dello spazio che ci circonda. Suono, corpo, memoria e presenza sono le parole chiave che definiscono il carattere stesso della performance. Per Cantor, il risultato sarà:“Una musica che guardi con le orecchie e ascolti con gli occhi”. Campana e voce produrranno un suono nuovo, una musica mai ascoltata prima che si concretizza agli occhi attraverso la danza, il movimento, la corporeità.

Movimento che richiama soprattutto le esperienze vissute nel passato, impresse nella pelle, che definiscono ciò che siamo stati, che siamo e che saremo. Il corpo è presente ma non è solo: esso è infatti posto in relazione con l’altro, che finalmente può riabbracciare, trasformando un’iniziale litania in una nuova armonia.
Il teatro greco di Siracusa, luogo simbolo dell’arte, della cultura, della religione e della società della Grecia antica, ritorna ad essere oggi uno spazio destinato ad un rituale: un rituale contemporaneo ed estremamente umano.

The Sound of my Body is the Memory of my Presence, Mircea Cantor | Inda 2020 – Teatro greco di Siracusa