Michele-De-Lucchi-produzione-privata

Le Earth Stations sono luoghi che servono per mettere insieme la gente. È impensabile oggi progettare uffici per separarla, gli uffici devono essere dei luoghi dove ci si incontra, […] per stare insieme e lavorare insieme”. Michele De Lucchi ha un’idea ben precisa di quello che sarà l’ufficio del futuro: una struttura senza barriere che si frappongono tra spazi e persone e in cui le gerarchie sono annullate in favore di ambienti pensati per l’individuo. Come precisa durante l’incontro al TedxMacerata (2018), l’architetto deve pensare al cambiamento e al futuro e “rendere le persone che lavorano negli uffici confortevoli con il cambiamento”. L’architetto ferrarese racconterà la sua ultima ricerca, Earth Stations – Many Hands, all’incontro L’architetto è artigianato? che si terrà al Pirelli HangarBicocca. Il progetto prevede strutture descritte come “stazioni, luoghi dove si va per partire, non sono destinazioni; ci si va perché con la mente, le emozioni e l’istinto si vuole andare avanti e dare un contributo all’evoluzione del mondo. Racchiudono in una idea architettonica il massimo di entusiasmo ed immaginazione per un futuro migliore”.

De Lucchi pensa alle Earth Stations come a grandi edifici che sorgono in varie parti del mondo, sfidando addirittura i luoghi più impervi, come i deserti e i ghiacciai. Sono padiglioni caratterizzati da un piano unico e da una iperconnettività il cui nucleo fondamentale si fonda sull’unione delle incredibili possibilità offerte dalla tecnologia e le capacità creative, artistiche e artigianali dell’uomo. Michele De Lucchi dà una lettura ottimista del futuro mettendo l’individuo al centro: pensa ad ambienti in cui la tecnologia non lo sovrasta, bensì sottolinea l’importanza del suo sapere per incapsularlo in strutture che ne alimentano il potenziale espressivo. L’architetto ha ipotizzato diverse Earth Stations, come ad esempio la Crown Station, pensata come una grande Biblioteca d’Alessandria in cui far confluire il sapere cartaceo e quello digitale; la Floating Souk, una zattera che funziona come un centro fieristico in cui esporre non solo prodotti ma anche idee, favorendo la loro circolazione e il loro scambio; e anche la City Station, un laboratorio in cui artigianato e alta tecnologia lavorano insieme per permettere all’uomo di avere libertà, risorse, essere più creativo e salvaguardare il suo patrimonio artistico-artigianale in tutte le sue forme. L’incontro si lega anche alla ricerca artistica di Leonor Antunes, a cui HangarBicocca ha dedicato una ampia retrospettiva “the last days in Galliate”, curata da Roberta Tenconi. L’artista portoghese indirizza la sua ricerca sull’oggetto, sull’idea di produzione e del fare, guardando con grande attenzione alle produzioni di personalità femminili e al ruolo che il design e il processo creativo che si celano dietro ad un manufatto giocano nelle diverse culture. Allo stesso modo Michele De Lucchi, nel suo Manifesto, sottolinea l’importanza simbolica e culturale dell’oggetto e della produzione dell’uomo, della sua necessità di fare e produrre:

We give specific meaning to objects, either practical or symbolic.
We give value; or attempt an aesthetical measurement of beauty.
We create objects with a reason to exist beyond nature’s purpose.
We humans imagine, we produce, we manage
and even destroy them throughout their existence.

Our imagination needs somewhere to see itself.  We project onto objects. We ascribe value.
And we do it with our left brain and our right brain.  We know this.

 

Leonor Antunes, the last days in Galliate, exhibition view at Pirelli HangarBicocca, Milan, 2018. Courtesy of the artist and Pirelli HangarBicocca. Photo: Nick Ash

Leonor Antunes, the last days in Galliate, exhibition view at Pirelli HangarBicocca, Milan, 2018. Courtesy of the artist and Pirelli HangarBicocca. Photo: Nick Ash

Pirelli HangarBicocca presenta

L’architettura è artigianato?
Incontro con Michele De Lucchi
10.01.2019, ore 19.30

Leonor Antunes
the last days in Galliate
A cura di Roberta Tenconi
14 Settembre 2018 – 13 Gennaio 2019