Tilda Swinton, © Michael Stipe
John Giorno, © Michael Stipe

Alberto Salvadori – direttore artistica dell’ICA Milano – si serve di queste definizioni per introdurre la terza monografia di Michael Stipe pubblicata dalla casa editrice bolognese Damiani. L’opera originariamente non aveva un titolo ma, avendo inserito il nome dell’artista in copertina, si è optato per Michael Stipe. Un libro che nasce dall’ “ego” dell’artista narciso, ma che, di fatto, parla dell’altro e del prendersi cura degli altri. 170 fotografie che ritraggono persone care a Stipe ma anche personaggi pubblici – scrittori, giornalisti, attori, sportivi – per affrontare un tema forse banale, ma estremamente complesso ed essenziale per l’umanità tutta, l’amore. “Questo è un libro che parla d’amore. Un libro che parla di persone forti che agiscono per gli altri e che sanno trasformare le loro insicurezze in superpoteri”. Micheal Stipe si concentra sulle persone che ama e che ammira, servendosi del ritratto come una sorta di still life, per parlare del mondo e della realtà che ci circonda. Accanto ai ritratti, gli oggetti – copertine di libri e vasi in ceramica – diventano l’emblema della storia dei singoli personaggi. Per evitare il “mistero” o il non detto che le copertine e i vasi sottendono, Stipe ha introdotto una seconda strategia narrativa, l’ascolto. Attraverso 16 tracce audio, scaricabili attraverso dei QR code presenti nelle pagine del libro, l’artista racconta una serie di aneddoti, le sue intenzioni, la sua pratica artistica, approfondisce delle storie e il “dietro le quinte” di alcuni scatti presenti nella monografia. 

Stipe ritrae indistintamente persone conosciute per caso, parenti, amici e personaggi noti al pubblico, con l’obiettivo di raccontare delle storie e di riflettere sul nostro tempo. La copertina è dedicata all’attrice androgina Tilda Swinton, attraverso un ritratto magnetico ed emblematico; le prime pagine al compianto John Giorno, poeta e scrittore statunitense. Tra gli altri, si ricordano i ritratti di Joan Jonas, Beth Ditto, Gus Van Sant, Michèle Lamy e Sophie Calle. Nel 2022 Michael Stipe sarà ospite di Fondazione ICA (Milano) con una serie di mostre: la conversazione con Alberto Salvadori , disponibile nel sito della fondazione, approfondisce la genesi del volume e la pratica dell’artista in vista dei prossimi appuntamenti espositivi. 

Michael Stipe © David Belisle
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