• Michael Dean, Stamen Papers, installation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016 – Photo Giorgio Benni
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  • Michael Dean, Stamen Papers, installation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016 – Photo Giorgio Benni
 

Testo di Valeria Montebello

Ideogrammi, lettere singole, poesie, appunti, parole illeggibili, trascinate con la mano, impronte. Negli spazi della Fondazione Giuliani fino al 22 luglio, è possibile vedere la suggestiva mostra di Michael Dean, inglese, classe 77, selezionato per il Turner Prize 2016.

The pollen, l’installazione-figlia creata per questi spazi, fa parte dell’installazione-madre, Stamen Papers. In questo lavoro l’artista adotta mezzi espressivi diversi, ma è la scrittura il nodo focale dell’intero progetto. Scrittura strutturata, scolpita, ma non per questo immobile, anzi, è caratterizzata da una delicata mobilità. Blocchi di fogli svolazzanti si possono prendere e portar via, dislocare, destrutturare e ricollocare in tanti altri imprevedibili modi. I testi completi o solo alcune parti, sono stati pensati per uscire dalla galleria. Per essere scritti a loro volta o attaccati alle pareti di una qualsiasi dimora, per essere appallottolati o buttati nell’immondizia. L’importante è uscire e andare.

Il titolo della mostra – Stamen Papers – attinge alla botanica: lo stame è la parte fertile del fiore, costituita da un filamento e dall’antera (che contiene il polline). Ecco che i tanti fogli di carta, come stami volanti, si spargono in ogni dove. Anche la forma dell’installazione, riporta al mondo naturale; le tante carte, infatti, sono tenute assieme da una struttura che ricorda un albero spiovente, appesantito dalle tante lettere scritte con inchiostro nero. I materiali che tengono assieme i tanti fogli sono pesanti e grezzi. Una lastra di cemento doppia con stecche di acciaio ospita alcuni fogli bianchi e avorio con simboli e piccole foto in bianco e nero di spazi vuoti. Oggetti-non oggetti leggeri sopra corpi pesanti.

Mattoncini, parole scritte come fossero le tessere di un puzzle, lettere ripetute, foglie di marijuana decorative. Alcuni scritti terminano con “The end” come Simmetry of intimacy.

“This intimacy is equal to the sea. The sea is not another intimacy. The difference between this intimacy and sea is simmetry. Intimacy to the sea describes no simmetry of intimacy. Simmetry is intimacy again at an equivalent distance to this intimacy. This intimacy is equal to this intimacy. This intimate attention to the intimacy of this describes a simmetry of intimacy”.

Piante, mare. La scrittura, primitiva quasi quanto gli elementi naturali, si divide per simmetria. L’intimità è come il mare, ma mentre questo unifica tutto, è puro mezzo fluido, la scrittura rispetta la distanza e cerca d’istituire una simmetria, stando attenta al due (…di sé e dell’altro). Poco lontano, nello spazio espositivo, c’è un’altra specie di arbusto. Da lontano sembra ricamato sulla parete. Da vicino, si capisce che non si tratta di un arbusto: è una lettera. Sono fogli di lettere catrame, sempre la stessa ripetuta, a volte pieni, affollati, altre vuoti. Una grande lettera formata da fogli pieni di lettere. Somigliano a degli omini stilizzati che cadono in picchiata da un grattacielo o da una scogliera. Sono tanti e precipitano. I fogli arrivano fino a terra. Dove c’è un quaderno-libro aperto con tutte le pagine scritte strappate, solo le vuote restano intatte. Storia spezzata. Ci sono brandelli che si spingono fino al pavimento, lontano dalla parete. Fino ai piedi di chiunque, conchiglie bianche e pezzi di schiuma del mare.

Michael Dean,   Stamen Papers,   installation view at Fondazione Giuliani,   Rome,   2016 – Photo Giorgio Benni

Michael Dean, Stamen Papers, installation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016 – Photo Giorgio Benni

Michael Dean,   Stamen Papers,   installation view at Fondazione Giuliani,   Rome,   2016 – Photo Giorgio Benni

Michael Dean, Stamen Papers, installation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016 – Photo Giorgio Benni

Michael Dean,   Stamen Papers,   installation view at Fondazione Giuliani,   Rome,   2016 – Photo Giorgio Benni

Michael Dean, Stamen Papers, installation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016 – Photo Giorgio Benni