Danh Vo – Photo by Nicholas Ash Courtesy MASSIMODECARLO

Con queste parole Nicola Ricciardi, direttore di miart, presenta l’edizione 2021 della fiera milanese. Un appuntamento molto atteso, di nuovo in presenza dopo l’edizione 2020 in formato digitale, a cui hanno aderito 140 gallerie, pronte a sfidare le difficoltà che comporta l’organizzazione di un evento in emergenza sanitaria. L’obiettivo di Ricciardi è quello di far emergere “la poesia e la sinergia che intercorre tra la città di Milano e la fiera. I collezionisti arrivano da tutto il mondo, per scoprire cosa proponiamo. Vogliamo solleticare questa curiosità: dopo un periodo di chiusura, questa apertura corale è un segno di grande speranza e fiducia”. miart aprirà le porte al pubblico il 17 settembre per concludersi il 19 settembre: in città gli eventi sono numerosissimi – il palinsesto è estremamente variegato, tra inaugurazioni, mostre, arte pubblica e progetti speciali – , in concomitanza con Milano ArtWeek, dal 13 al 19 settembre 2021.

“In questa intensa settimana – afferma Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano – arte moderna e contemporanea si incontrano, in un dialogo tra pubblico e privato, in una sperimentazione tecnica e mediale continua, rendendo la città una destinazione per tutti gli appassionati d’arte”. Le istituzioni milanesi saranno coinvolte nel progetto Starry Worlds, in cui la poesia – fil rouge di miart 2021 – citata in diverse forme dagli artisti coinvolti diviene la base per la creazione di una mappa poetica della città.

Animata dal desiderio di “mettere insieme, pezzo dopo pezzo, i mondi stellari”, miart ha coinvolto molte delle realtà milanesi chiedendo agli artisti protagonisti delle mostre di settembre di condividere versi, citazioni e frammenti di poesie significativi o influenti per il loro lavoro. Questa antologia-costellazione sarà presentata all’interno della piattaforma digitale di miart a partire da lunedì 13 settembre, in quella che sarà a tutti gli effetti una mappa poetica della città di Milano.

Gli artisti coinvolti nel progetto sono: Vincenzo Agnetti perArchivio Vincenzo Agnetti, Nairy Baghramian per Fondazione Furla, Elisabetta Benassi per Fondazione Adolfo Pini, Maurizio Cattelan perPirelli Hangar Bicocca, Zehra Dogan e Luisa Lambri per PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Simon Fujiwara per Fondazione Prada, Tõnu Kõrvits per MiTo Settembre Musica, Corrado Levi per Triennale Milano, Adrian Paci per ArtLine, e Alessandro Pessoli per i Chiostri di Sant’Eustorgio.

Ma quali sono gli appuntamenti a cui non si può proprio mancare? Ecco la selezione di ATPdiary.  

Anna Valeria Borsari, Donna isola ponte, 1982 Due stampe fotografiche, documentazione dell’intervento site-specific realizzato sul fiume Reno Ph. Courtesy dell’artista
Francesco Arena Sentenza in sei metri da zero a sessantasei centimetri 2021 Trave di metallo 14 × 600 × 14 cm Courtesy l’Artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

I musei si contraddistinguono per delle mostre di ricerca, che affrontano grandi temi della contemporaneità in dialogo con il passato. Ne è esempio Alessandro Pessoli: Testa Cristiana, progetto curato da Eva Fabbris, in cui i lavori di Pessoli – sia realizzati in precedenza che pensati per i chiostri di Sant’Eustorgio – riflettono sul tema del sacro in continuità con le opere del Museo Diocesano. 

Il Museo del Novecento propone due diversi progetti. Il primo, di ricerca, presenta un lavoro di Vincenzo Agnetti e Paolo Scheggi, nella forma di disegni, bozze e schizzi, riscoperto in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti e l’Associazione Archivio Paolo Scheggi. IL TEMPIO. La Nascita dell’Eidos propone al pubblico un progetto del passato ma estremamente attuale nei temi trattati, quali la virtualità del denaro, la manipolazione del linguaggio, la trasmigrazione delle forme culturali, il controllo mediatico. 

Il secondo appuntamento è la personale che ripercorre la carriera dell’artista Anna Valeria Borsari dagli anni Sessanta ad oggi, in collaborazione con l’archivio Borsari: Da qualche punto incerto, a cura di Giorgio Zanchetti e Iolanda Ratti con Giulia Kimberly Colombo, presenta dei lavori che esplorano l’identità e la relazione con l’altro, possibile solamente attraverso il filtro della soggettività. 
Soggettività e identità sono al centro anche delle mostre Patrick Tuttofuoco: Like they were eternal, alla Galleria Schiavo Zoppelli, e Luzie Meyer: Lasciatemi morire, presso Fanta. Tuttofuoco realizza un’installazione immersiva per riflettere su spazio e tempo, adottando come punto di partenza la famiglia, con i suoi ricordi, vecchi e nuovi. Meyer, poetessa, musicista, traduttrice e artista berlinese, nella sua personale indaga il tema della costruzione dell’identità attraverso il linguaggio, chiedendosi: “quando muore l’autore cosa succede al personaggio?”. 
Il linguaggio è il fulcro anche della mostra Parole, presso Prometeogallery, in cui i lemmi chiave della ricerca di Santiago SierraKapitalism, Future, Klassenkampf, S.O.S, NO, per citarne alcuni – si esprimono nelle opere prodotte dall’artista dal 2002 ad oggi. Nella project room la galleria ospita Filippo Berta: Gente Comune.

Bellissima mostra di Danh Vo alla galleria Massimo De Carlo, dove l’artista presenta una serie di nuovi lavori, sia scultorei che fotografici: accanto alle sculture in marmo e granito, una serie di opere fotografiche che documentano le piante e i fiori del suo giardino berlinese. Nei tre spazi della galleria Raffaella CorteseFrancesco Arena presenta Third exhibition: three things: tre differenti opere installati negli spazi in via Stradella.
Non mancano le bipersonali: Nathalie Djurberg & Hans Berg: The Soft Spot, alla loro quarta esposizione alla galleria Gió Marconi, in cui gli artisti presentano una mostra che ruota attorno al mondo floreale con sculture a parete e a pavimento, e un video;  Armando Andrade Tudela & Daniel Steegmann Mangrané presentano la mostra Voler leggere la schiuma – presso la galleria Francesca Minini – progetto nato dal dialogo e dall’amicizia dei due artisti che espirano la forma nelle sue potenzialità e ambiguità.

Le gallerie cittadine saranno inoltre coinvolte il 18 settembre nell’oramai tradizionale appuntamento dell’art night: la notte stellata è protagonista anche dell’installazione di Matteo Nasini, Welcome Wanderer, a cura di Treti Galaxie. L’opera, realizzata negli spazi di Clima, traduce in musica le stelle della via lattea. La posizione dell’uomo nel cosmo è ciò che indaga l’artista Leiko Ikemura in Before Thunder, After Dark, una mostra personale – ospitata da Building – che ripercorre i lavori realizzati dagli anni Ottanta ad oggi attraverso tecniche variegate, quali disegno, pittura, fotografia e scultura in ceramica e vetro. 

Nathalie Djurberg & Hans Berg The Soft Spot (Floor, 113 cm), 2020 Wood, fabric, grout, polymer clay, acrylic paint, resin, wire Ca. 50.8 x 113 x 60 cm Photo: Fabio Mantegna
Rosa in mano – Nevine Mahmoud, Margherita Raso con Derek MF Di Fabio – Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano

Minime d’amore – presso la galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea – è il titolo con cui la fotografa Letizia Battaglia presenta una diversa prospettiva sull’amore in bianco e nero e Tracer Recordings.
Andy Warhol è protagonista di ben due mostre a Milano. La galleria Antonio Colombo Arte Contemporaneo presenta Photographs of Andy Warhol: per questa mostra Oliviero Toscani ha personalmente selezionato cinquanta foto, scattate tra il 1971 e il 1975. Ritroviamo Warhol anche nella mostra Instant Warhol, ospitata alla galleria Tommaso Calabro: una vasta selezione di fotografia e polaroid dell’artista realizzate durante gli ultimi vent’anni della sua vita. Sempre alla fotografia sono dedicati gli spazi della Galleria Cardi, dedicata al grande fotografo Irving Penn. Oltre alle famose fotografie di moda, in mostra anche un’ampia selezione di fotografie scattate da Penn in Italia.

La mostra Tracer Recordings dell’artista canadese Jeremy Shaw è presentata negli spazi di ORDET: l’artista indaga, attraverso l’audiovisivo, le alterazioni di stato, sia fisico che psicologico. Prima personale anche per l’artista italiana Gaia Vincensini che, presso la galleria Martina Simeti, lancia un guanto di sfida al linguaggio e al design corporate, mettendo in discussione modalità produttive diverse, dall’artigianato al design. 
Per le Fondazioni, il tema è dato dai materiali e dalle tecniche di lavorazione dei supporti, naturali e tradizionali.
Design del prodotto e ambientale definiscono la personale di Michael Anastassiades, Cheerfully Optimistic About the Future. La mostra, curata da Alberto Salvadori e sviluppata dallo studio di Anastassiades, è allestita alla Fondazione ICA Milano e si contraddistingue per una forte componente hand-made: il materiale maggiormente utilizzato è il bambù, elemento che pone in dialogo uomo e natura, forma e irregolarità.
Il secondo progetto della Fondazione si contraddistingue ugualmente per il protagonismo di un supporto, la ceramica. Simone Fattal: A breeze over the Mediterraneanfa parte del progetto annuale Ceramics e riflette sulla rovina, e in particolare sulle rovine archeologiche del sito di Pompei, come metafora di stratificazione tra fabula e historia, tra tempo e spazio. 
Opere soffiate e lavoro a telaio contraddistinguono Rosa in mano, project room della Fondazione Arnaldo Pomodoro a cura di Eva Fabbris che ha coinvolto gli artisti Nevine Mahmoud e Margherita Raso con Derek MF Di Fabio, nella realizzazione di sculture che celebrano la vitalità umana, in una danza di posizioni che unisce presenze e assenze. 
Viafarini presenta A to Z, video screening a cura di Francesco Bertocco che intende proporre un focus sulle nuove generazioni di artiste e artisti che lavorano con le immagini in movimento. Nella vetrina di Concordia II, dal 17 al 19 settembre 2021, si alterneranno i lavori di Daniele Costa, Giulia Crivellaro, Camilla Salvatore e Perla Sardella. 

Questa selezione di appuntamenti imperdibili è solo una piccola parte della costellazione di eventi in programma: per informazioni pratiche, approfondimenti e curiosità non resta che visitare il sito www.milanoartweek.it

Andy Warhol (1928-1987) Gianni Agnelli 1972 Polaroid 10,8 x 8,6 cm Pezzo unico Collection of the Artist and The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts to Jack Shainman Gallery and Hedges Projects
Letizia Battaglia, Segesta, 1986 – Courtesy Francesco Pantaleone, Milano / Palermo