MIART 2019 – Photo: © Andrea Pisapia / Spazio Orti 14

miart negli anni ha dimostrato di essere un importante scambio commerciale, un momento importante per il mercato dell’arte. A dimostrazione di questo risultato, posso citare le molte gallerie che sono tornate a partecipare alla fiera, accanto a quelle che hanno partecipato con costante per tanti anni.” Così esordisce Alessandro Rabottini, direttore artistico per il quarto anno della fiera che si svolgerà dal 17 al 19 aprile 2020 al padiglione 3 di fieramilanocity.
miart quest’anno presenta 181 gallerie provenienti da 20 paesi, invitate a esporre le opere di maestri moderni, artisti contemporanei, tanti emergenti e design storicizzati e sperimentali.
Continua Rabottini: “Negli anni siamo riusciti, o per lo meno abbiamo tentato, di creare con miart un luogo dove l’arte moderna e contemporanea potessero entrare in un dialogo reciproco; dove potessero manifestare delle reciproche influenze e delle reciproche similarità. Negli anni abbiamo costruito un percorso che parte dai primi anni del secolo scorso e arriva all’arte contemporanea, creando, grazie alle sezioni curate, dei momenti di riflessione su come i diversi aspetti del tempo e della storia comunicassero tra di loro. Quest’anno abbiamo pensato di ampliare ulteriormente questo momento di dialogo ed includere anche il design d’autore  e la riflessione sull’architettura. Uno perché abbiamo sempre pensato che il miart dovesse essere un ritratto e un omaggio al DNA che anima la città di Milano e, in secondo luogo,  perché, abbiamo pensato che in questo momento di complessità i linguaggi espressivi dovessero essere in relazioni tra di loro.”

Come l’anno scorso, senza necessariamente dover trovare un titolo della fiera, Rabottini ha spiegato la suggestione che anima questa edizione, una citazione di Luciano Fabro del 1981: “Quando (…) uniscono il bronzo al rame, un colore a un altro colore, attuo una forma metafisica di simpatia, tanto è vero che quando il risultato dell’unione funziona, noi non abbiamo più il senso dell’unione, ma il senso di una terza cosa” Luciano Fabro in “Jole De Sanna – Luciano Fabro, febbraio 1981. La natura”, in Fabro, Lavori 1963 – 1986, Umberto Allemandi & C. Torino 1987 pp. 176-178

MIART 2019 – Photo: © Andrea Pisapia / Spazio Orti 14
MIART 2019 – Photo: © Andrea Pisapia / Spazio Orti 14

“Abbiamo pensato a questa frase di Fabro – artista che ha vissuto e lavorato per lungo tempo a Milano, e ha insegnando all’Accademia di Brera – che nel 1981, in uno scritto, ha parlato di un principio di simpatia tra le cose; del come un artista, nello sviluppare il proprio lavoro, nel mettere assieme i materiali,  i colori, nell’articolarli nello spazio va alla ricerca di un principio di simpatia tra le cose, di richiamo spontaneo tra cose che si richiamano tra di loro seguendo un principio di ugualità. Abbiamo pensato che per una fiera che desidera costruire continui rimandi, fosse idoneo ispirarsi a questo principio di relazione simpatetico tra le cose. Quindi, secondo questo principio, quest’anno abbiamo abolito la distinzione tra le gallerie d’arte e quelle producono design e arte decorative e le abbiamo avvicinate tra loro lungo il percorso di tutta la fiera. Tra le due sezioni principali di arte moderna e arte contemporanea abbiamo disseminato delle gallerie di design.  Mi auguro che venga apprezzato questo connubio tra discipline diverse.”

Rabottini ha evidenziato che questa 25° edizione miart consolida il percorso di ricerca che, negli anni ne ha contraddistinto la ricerca, coniugando la solidità degli aspetti legati al mercato con l’attenzione ai contenuti culturali e alle collaborazioni istituzionali con la città.
Accanto alle gallerie che, dopo una pausa, sono ritornate a miart, ci sono una serie di gallerie che partecipano per la prima volta, citiamo, tra le altre: Chantal Crousel (Parigi), Gagosian, Jackson Design (Stoccolma), Karsten Greve (St. Moriz – Parigi), Nilufar (Milano), Franco Noero (Torino), Eva Presenhuber (Zurigo – New York) e Thomas Schulte.
Consolidano il rapporto con miart, invece, una lunga serie di gallerie tra cui: A Arte Invernizzi (Milano), Alfonso Artiaco (Napoli), Isabella Bortolozzi (Berlino), Cabinet (Londra),  Campoli Presti (Londra – Parigi), ChertLudde (Berlino), Continua (San Gimignano ecc), Clearing (Bruxelles – New York, Brooklyn), Raffaella Cortese (Milano), Corvi-Mora (Londra), Gladstone Gallery (New York – Bruxelles), Marian Goodman Gallery ( New York, Parigi, Londra), Herald St. (Londra), Kaufmann Repetto (Milano – New York), Peter Kilchmann (Zurigo), Andrew Kreps Gallery ( New York), Lelong & Co (Parigi – New York) Massimo Minini (Brescia), P420 (Bologna) ecc.

Transmission – miart 2020 – ph Alessandro Furchino Capria – Art Direction: Mousse Agency

“L’idea che le cose esistano insieme e che possano richiamarsi e attrarsi tra loro, è un principio che abbiamo cercato di esprimere anche grazia alla campagna visiva Transmission: sono molto contento perché è una campagna che racconta, attraverso delle immagini che mostra i contatti tra le opere e le persone, momenti di intimità con le opere d’arte. Sono i momenti in cui solamente le persone che sono professionalmente idonee a toccare fisicamente le opere d’arte, possono esprimere, quindi conservatori dei musei, restauratori e trasportatori. E’ la prima volta che una campagna di miart riesce a portarci fuori da quello che è lambito strettamente legato al contemporaneo. Abbiamo scelto che qualcosa che, cronologicamente, è fuori dalla nostra proposta –  penso all’arte classica e antica – ma, soprattutto ci ha permesso – e qui devo veramente ringraziare le istituzioni che hanno accettato il nostro invito – di stabilire una collaborazione con moltissime eccellenze istituzionali che sono presenti a Milano e che non sempre rientrano nel nostro ambito.”
Il direttore ringrazia Gallerie d’Italia – Piazza Scala, GAM – Galleria d’Arte Moderna, Museo Poldi Pezzoli, Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano e Dipartimento di Conservazione e Restauro di Open Care – FM Centro per l’Arte Contemporanea, per la loro collaborazione e supporto. Queste collaborazioni, sottolinea Rabottini, “sono  un altro tassello di quella dinamica virtuosa che si è stabilita tra miart con le istituzioni di Milano, di cui la Milano Art Week è l’apice, il punto più alto. (…) Quest’anno il livello del palinsesto settimana dedicata all’arte, per varietà e intensità delle mostre, è veramente di ottimo.”

18 direttori di musei internazionali e curatori di prestigiose istituzioni provenienti da 10 Paesi faranno infatti parte delle giurie responsabili del Fondo di Acquisizione Fondazione Fiera Milano e dei 5 premi che miart assegna alle gallerie e agli artisti, e che da anni ormai confermano la collaborazione tra la fiera e i suoi partner: Premio Herno, Premio Fidenza Village per Generations, Premio On Demand by Snaporazverein, Premio LCA per Emergent, Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e Giovani Artisti.
A questi si aggiunge il Premio INNSiDE – sviluppato in collaborazione con l’Hotel INNSiDE By Melia Milano Torre GalFa – vedrà riconosciuta la galleria che avrà proposto la migliore mostra personale o la migliore doppia personale durante l’edizione del 2020, con una particolare attenzione ai temi dell’inclusione sociale, della sostenibilità ambientale, delle trasformazioni globali e delle nuove interpretazioni del concetto di identità.

Transmission – miart 2020 – ph Alessandro Furchino Capria – Art Direction: Mousse Agency

In merito miartalks,  Rabottini racconta la rinnovata collaborazione tra miart e In Between Art Film per il quinto anno consecutivo: tre giornate di conversazioni aperte al pubblico che hanno fino ad ora raccolto a Milano oltre 160 relatori internazionali tra cui Paola Antonelli, Christian Marclay, Vivien M. Greene, Jessica Morgan, Chris Dercon, Elmgreen & Dragset, Massimiliano Gioni, Kasper König, Deyan Sudjic, Nancy Olnick e Giorgio Spanu, Alice Rawsthorn, Tony Chambers, Walid Raad, Zoë Ryan, Michael Anastassiades, Jeremy Deller, Stephanie Rosenthal e Hans Ulrich Obrist solo per citarne alcuni.
Il programma del 2020 coinvolgerà circa quaranta artisti, curatori, collezionisti, designer, direttori di musei e pensatori internazionali, riuniti attorno al tema “L’esistenza dell’artista”.
“In una fiera dove ci sono le opere che parlano, in questo luogo dove le opere vengono mostrate … ci siamo chiesti il ruolo degli artisti nella società da un punto di vista ‘esistenziale’, ossia come interagiscono gli artisti calati in un determinato contesto storico e sociale. Il tema è dunque è come gli artisti lavoro immersi nelle relazioni umane e sociali; quale pensiero lasciano a 360°”

In merito alla Milano Art Week, il calendario espositivo include Olafur Eliasson per Fondazione Nicola Trussardi, Nairy Baghramian alla GAM Galleria d’Arte Moderna per Fondazione Furla, Chen Zhen e Trisha Baga da Pirelli HangarBicocca, Liu Ye e Martin Kippenberger presso Fondazione Prada Milano, Tania Bruguera al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Carla Accardi e Franco Guerzoni al Museo del Novecento, Enzo Mari e la mostra Les Citoyens – Guillermo Kuitca Reflects on the Fondation Cartier pour l’art contemporain Collection presso Triennale Milano, Christodoulos Panayiotou alla Triennale Milano Teatro, la mostra Out of the Blue a Palazzo Reale, Carol Rama e Co Westerik presso Fondazione Carriero, Akram Zaatari presso FM Centro per l’Arte Contemporanea, Gianni Colombo presso la Fondazione Marconi, Charles Atlas presso ICA Milano, Nevine Mahmoud e Margherita Raso alla Fondazione Arnaldo Pomodoro, Rirkrit Tiravanija e Daniele Puppi al Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Marinella Senatore alla Fondazione Stelline, Gauguin, Chagall, Matisse e Alessandro Pessoli al Museo Diocesano Carlo Maria Martini, le performance degli allievi del MAI – Marina Abramović Institute alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, e le nuove commissioni di Mario Airò, Alfredo Jaar, Maurizio Nannucci e Wilfredo Prieto per ArtLine Milano.

Alessandro Rabottini – foto Mark Blower
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