Irene Fenara, Self Portrait from Surveillance Camera, 2018

Il weekend di Artissima è stato l’ultimo utile per visitare Metafotografia, collettiva allestita nelle stanze dal fascino decadente di BACO – Arte Contemporanea, gruppo di lavoro nato nel 2011 a Bergamo e oggi formato da Mauro Zanchi e Sara Benaglia, che ne curano la programmazione.
La mostra include lavori di Giulia Flavia Baczynski, Alessandro Calabrese, Paolo Ciregia, Giorgio Di Noto, Irene Fenara, Simone Monsi, Maurizio Montagna, Caterina Morigi, Alberto Sinigaglia, Lamberto Teotino, The Cool Couple, Alba Zari ed indaga la natura dell’immagine in relazione ai cambiamenti sociali e tecnologici della nostra contemporaneità.
Metafotografia è accompagnata da un catalogo edito da  Skinnerboox che contiene interventi di entrambi i curatori.
Nel suo testo Metafotografia e olrtemedium, Mauro Zanchi pone, a se stesso e al lettore, una serie di quesiti intriganti (Una volta fotografato, il mondo è ancora lo stesso rispetto al momento precedente lo scatto? Le immagini [] possono sottrarre qualche frammento di realtà allo scorrere del tempo? Sarà possibile intervenire con la tecnologia [] e far vedere qualcosa molto prima che accada?), compie un escursus su come si sia passati dal considerare l’immagine fotografica oggettiva registrazione del reale a come nel presente si debba dubitare che sia stata manipolata e conclude immaginando che la fotografia del futuro potrà aiutarci a vedere oltre quel 4% che la scienza sostiene osserviamo, aprendoci una finestra sul restante 96%, forse composto da sfumature infinitesimali ed extradimensionali: Sarà possibile [] fare in modo che uno spettatore percepisca qualcosa non necessariamente esistente, che però esiste in maniera sensoriale.

Caterina Morigi, 1_1, 2018 (Dettaglio)
Simone Monsi, Can’t Wait For The Weather To Get Warmer, 2018

Sara Benaglia in Ginnastica e visione. La geometria della relazione con l’esterno analizza invece una serie di fotografie di autori anonimi trovate a Sofia, in Bulgaria, leggendole  in base a come le geometrie linguistiche si specchiano in quelle fisiche.
La stessa immagine guida della mostra è, curiosamente, una fotografia non esposta:
un uomo sorregge sul palmo della mano una bambina, in una posa talmente improbabile che, per quanto appaia come un’immagine d’epoca, viene istintivo dubitare della sua autenticità.
I curatori l’hanno selezionata associandole una valenza metaforica:
la fotografa tiene in equilibrio la metafotografa – “in palmo di mano” (come direbbe Franco Vaccari) o sopra le spalle di un gigante (usando un’immagine della tradizione) -, la spinge verso l’alto, verso l’alterità della sospensione, per tentare di farle vedere nuovi orizzonti, altre possibilità, ulteriori connessioni.
Ed in effetti il messaggio è sotteso nei lavori esposti, che provano ad aprire un varco dal visivo al visibile, captando quell’interstizio, quel diaframma, quella soglia-faglia del potenziale percettivo, tutto da esplorare:
i territori immaginari nelle fotografie-scansioni di Giulia Flavia Baczynski, l’hackeraggio visivo delle immagini sottratte alle telecamere di sorveglianza di Irene Fenara in cui a volte l’artista si inserisce, esperendo con la proiezione di sé luoghi virtuali o le superfici pietrificate di Caterina Morigi.

The Cool Couple, Karma Fails, M editation Rocks®, Fire, 2017
Giulia Flavia Baczynski, “Carta fisica della Terra #1” dalla serie Imagines Mundi, 2015_2016


Metafotografia
A cura di Sara Benaglia e Mauro Zanchi
BACO (Base Arte Contemporanea Odierna)
Con opere di Giulia Flavia Baczynski, Alessandro Calabrese, Paolo Ciregia, Giorgio Di Noto, Irene Fenara, Simone Monsi, Maurizio Montagna, Caterina Morigi, Alberto Sinigaglia, Lamberto Teotino, The Cool Couple, Alba Zari
Catalogo edito da Skinnerboox
Mostra promossa dalla Fondazione MIA di Bergamo, col patrocinio del Comune di Bergamo e col sostegno della Fondazione ASMGruppo A2A