Matteo Messori, Figli della Speranza, 28 maggio 2021. Fotografie Zoe Paterniani. Courtesy Fondazione Giacomo Lercaro, Bologna

Testo di di Manuela Piccolo —

Figli della Speranza è un progetto di Matteo Messori, prodotto per la residenza Impronte presso la Fondazione Giacomo Lercaro, Bologna. Ideato e realizzato insieme agli\alle artistə per gli\le artistə. 
Con un’azione simbolica, il 28 maggio 2021 Matteo Messori ha consegnato un cofanetto che contiene un QR code con il Trattato sulla Speranza, dopo aver attraversato la strada che collega l’Accademia di Belle Arti di Bologna e la Fondazione Lercaro, dove l’opera ha trovato la sua collocazione in mostra fino allo scorso luglio.
Per Matteo Messori la Speranza diventa raggiungibile condividendo e accendendo virtuosi rapporti con l’altrə.
Al centro di Figli della Speranza vi è l’azione collettiva, la responsabilità dell’artistə sta nelle relazioni che attiva. Un progetto, che è una raccolta di queste relazioni, nato con l’obiettivo di far diventare questa serie di contributi protagonisti, un processo libero e senza ritmi predefiniti. 

Responsabilità
Gesto \ Autorialità
Stimolo
Libertà di scelta
Utopia?
Pensiero diverso da opinione*

Figli della Speranza è un’opera senza fine, che non si esaurisce: i contributi sono fruibili su di un libro digitale attraverso un QR code, in continuo divenire, verrà continuamente aggiornato ogni volta si riceveranno dei contributi, così che possa crescere nel tempo. 

Chi sono le figlie e i Figli della Speranza? 

Siamo tutti noi insieme e, più nello specifico, Figli della Speranza è un progetto artistico senza autore unico che vive grazie a gli\le artistə che decidono di prenderne parte. La propensione è creare rete. Agli\All’artistə viene chiesto di rispondere a una domanda: Secondo voi, quanto è importante la speranza nell’arte contemporanea? Posta in maniera anonima – infatti, l’identità dell’artista è stata rivelata il 28 maggio 2021- attraverso una pagina Instagram Figli della Speranza (https://www.instagram.com/figlidellasperanza/) che ha raccolto risposte varie nella formalizzazione – testo, all’immagine, al disegno in formato A4 – unite dalla senso\voglia di speranza. Per trasmettere i propri ideali e intenti Figli della Speranza ha stilato e condiviso collettivamente, un decalogo. In una delle dieci formule, coerentemente alla processualità sopra spiegata, troviamo: “Figli della Speranza sogna, agisce, interpreta e stupisce non grazie alla sua voce ma a quella di tutti gli artisti che continuamente e costantemente portano avanti il loro credo.” A tal proposito Matteo Messori, aggiunge per noi: “Come costole in un oceano assente, l’artistə si innesta tra la realtà e il divenire in una frazione di secondo dove l’energia latente diventa dominante. L’impeto di una azione stimolatrice che sfama un’esigenza se pur non vitale ma necessaria.”

Matteo Messori, Figli della Speranza, 28 maggio 2021. Fotografie Zoe Paterniani. Courtesy Fondazione Giacomo Lercaro, Bologna

La speranza è manifestazione del mondo, fa parte dell’umanità, mira sempre al futuro, partendo dal presente e dai passati, ci spinge a realizzarla – ma è nell’agire che risiede la speranza. Per sua natura l’essere umano ripone fiducie e alla continua ricerca di speranze che poi non sono altro che condizioni di mezzo, linee che separano due terreni con colture diverse, o un fiume che attraversa. 

Uomo\Donna 
Territorio
Essere nel mondo
Io come uomo\donna ho la responsabilità di pensare al bene che ho per te*

Le speranze, i desideri di una situazione migliore, tutti legati alle aspettative, tutti immessi in un imbuto che è la proiezione verso i futuri. La speranza è popolare, appartiene a tutti, si posiziona tra l’istante negativo in uscita e il positivo in entrata, sta ferma lì a fissarli. A renderla drammatica vi è l’attesa, non si sa cosa ci si aspetta, è incerta, piena di indeterminatezza. Nella speranza invece si sa, si spera per il meglio, un moto rivoluzionario, anticipazione e\o voglia di realizzare situazioni desiderate. Proprio in questa visione si situa il progetto Figli della Speranza. 

Ricerca studio riflessione
Come quando ho vivida la libertà di pensare a noiCome quando ho vivida la libertà di pensare a te
Come quando penso al ricordo e all’affetto che ha lavato la mia mente
L’ho vista dormire nei campi coltivati
L’ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato*

Figli della Speranza sono artistə sensibili alla natura e ai cambiamenti dell’uomo, cercano di schivare le tossicità dell’Antropocene e di ogni forma di specismo, sempre citando il decalogo “La nostra madre terrà dona a noi la speranza che ci permette di credere nel nostro operato. Quindi dobbiamo guardare ad essa come al nostro respiro.” L’uomo si ritrova, è elemento di un insieme. 
La speranza, sia se considerata un bene o no, sia essa omaggio o raggiro, salvezza o dannazione, è trascendentale e comprende l’immanenza, come può contenere queste due visioni così opposte tra di loro? Proprio perché si posiziona nel perimetro di entrambe, dove le incontra senza che mai si scontrino. 

Matteo Messori aggiunge: “Come molte delle iniziative avviate in questo periodo nefasto, Figli della Speranza è nato per dar voce a una lingua carica di malumori e incertezze. Il peso che grava su di essa è grande a tal punto da perdere la motivazione cardine che da moto all’esigenza di esistere. Si sa che il carburante non è infinito come le suggestioni.”

Libertà di essere artistə 
Rapporto con l’altro
Rispondere diverso da reagire
Risignificazione*

Volontà, in questo caso significa attitudine a sensibilizzare e rendere visibile le energie invisibili\tangibili dell’azione artistica. L’artistə ha la responsabilità delle sue azioni, deve comunicare l’urgenza e l’esigenza del momento. Più voci fanno una sola forza, questa è la base su cui si fonda Figli della Speranza.

Quindi, Secondo te quanto è importante la speranza nell’arte? Secondo voi? Secondo noi?

* Frasi scritte da Figli della Speranza nella fase di progettazione

Matteo Messori, Figli della Speranza, 28 maggio 2021. Fotografie Zoe Paterniani. Courtesy Fondazione Giacomo Lercaro, Bologna