Maurizio. Mochetti, Installation view – Galleria Six, Milano 2019

«L’arte è una continua evoluzione, non dovrebbe avere forma, L’arte è l’idea»: così scrive Maurizio Mochetti nelle sue Note 1960- 1980, riportate nell’approfondito testo in catalogo scritto da Antonello Tolve in occasione della personale dell’artista romano – classe 1940 – alla Galleria Six di Milano (fino al 22 maggio).

Citazione che definisce l’intento del suo lavoro in cui l’opera è, appunto, l’idea:  spazio, tempo, luce sono le materie primarie utilizzate che diventano tangibili in veri e propri dispositivi rivelatori di realtà, elementi di un percorso sorprendentemente coerente di incessante invenzione in una continua tensione verso la conoscenza. Ideazione, progettazione e realizzazione si fondono in una pratica empirica che fa dell’esperienza il centro del lavoro senza però tralasciare la dimensione estetica che è implicita all’armonica esattezza dei rapporti formali. Antispettacolare e solo apparentemente fredda, l’opera di Mochetti ha sempre il guizzo dell’invenzione e anche una dose di ironia nel suggerire un uso liberato della tecnica.

Maurizio Mochetti, Pif-Bong (Luce-Suono), 1967
Maurizio. Mochetti, Installation view – Galleria Six, Milano 2019

La personale milanese presenta una significativa selezione di lavori che riassume cinquant’anni di ricerca ostinata e originale e mai svenduta alle tendenze del momento, a partire dalle interessanti carte degli anni sessanta e settanta – Pif-bong (luce-suono)  e Proiezioni-cilindro (entrambe del 1966) a Colpo di balestra (1970)), che, a posteriori, sono quasi dichiarazioni programmatiche –, ai camouflage Natter-pelle – in mostra due esempi del 1979 e del 1980 vere e proprie analisi grafiche sull’utilizzo mimetico del colore in ambito militare –, alle sculture degli anni ottanta incentrate sullo studio delle traiettorie di volo come Missione gialla 10-6-1944 (1982) e alle opere realizzate con il raggio laser dei tardi anni ottanta e novanta tra cui la suggestiva ed estraniante installazione Mactulle (1989) e il Pendolo Laser (1996).

Lontano da un acritico elogio al progresso tecnico-scientifico Mochetti recupera l’antico concetto di  téchne (τέχνη) come pratica del fare che incrocia diversi saperi e abilità,  indissolubilmente legata al presente e, in quanto tale, imprescindibile strumento di lettura del reale.

Maurizio Mochetti, Colpo di balestra, 1970, cm 70 x 100
Maurizio. Mochetti, Installation view – Galleria Six, Milano 2019
Maurizio Mochetti,1982 – Missione 10-6-1944