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Pensata come installazione site-specific, l’opera di Marta Pierobon sfrutta nel migliore dei modi il piccolo spazio di Mars. Ricettacolo di molti talenti milanesi e no, negli anni l’artist run space Mars, è diventato un appuntamento molto frequentato da artisti, curatori e appassionati. Decine le mostre ospitate, a volte di buonissimo livello, altre volte, prove post accademiche (ma questo capita anche nelle migliori gallerie!). Al di là delle singole occasioni espositive, più volte ho avuto occasione di lodate la persevaranza e la professionalità dei tanti artisti che sostengono questa piccola ma meritevole realtà. A volte danno l’impressione di essere molto ‘chiusi’ e gelosi del loro ‘territorio’, in realtà mi hanno spiegato più volte quanto l’accessibilità dello spazio sia veramente aperta a tutti. Basta un pò di pazienza e aspettare il proprio turno.
Grazie a Mars, dunque, ho potuto apprezzare quest’ultimo lavoro di Marta Pierobon, attiva non solo come artista ma anche come sostenitrice di un altro spazio no-profit di Milano, lo Spazio Morris.  La Pierobon espone a Mars due piedistalli di legno fasciati con del tessuto nero. Sopra ad ognuno, due masse materiche di terra cruda che danno forma a due gargoyles (mostri presenti nelle cattedrali gotiche). Speculari e quasi simili, queste due masse conservano nella materia le tante pressioni delle mani dell’artista.