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Testo di Mattia Solari

Luci LED, filtri per vetrate, silicone, motori rotanti. Questi i pochi elementi con cui Marco Giordano (Torino, 1988) ha costruito la mostra Pathetic Fallacy presso Il Colorificio di Milano, inaugurata il 14 ottobre e aperta fino al 17 dicembre. La fallacia patetica indicata nel titolo, citazione presa da John Ruskin, viene ripresa da Giordano e indicata come quella tensione, precipuamente umana, a ricondurre elementi organici e non, a un’origine antropica: conoscere la natura attraverso metafore umane, ci dice l’artista, è erroneo e fuorviante. Potremmo in questo caso parlare anche di pareidolia, fenomeno illusorio molto diffuso che ha origini all’alba dell’umanità, come la modalità d’osservazione con cui lo spettatore riconduce ciò che sta vedendo a ciò che già sa, o che crede di riconoscere, di solito un viso. Con l’intenzione di svelare “l’umano minimo” l’artista costruisce qui un ambiente da laboratorio scientifico, o da serra per sostanze futuribili: le pareti bianche del whitecube vertono ora al violetto grazie a luci LED e a filtri colorati applicati alle vetrine, creando una dimensione che assorbe il visitatore e lo muta da osservatore a osservato, diviene una cavia per uno scienziato che però ha già lasciato il suo laboratorio.

Nel silenzio della galleria-laboratorio frusciano come lenti dervisci le liane di silicone sul pavimento, mosse dall’alto da piccoli motori immobili appesi al soffitto, imprevedibili, pur nella loro cronica e ripetitiva sequenzialità programmata. Questi elementi solitari chiamati “Duuuude” sono cinque fili di silicone che dal soffitto arrivano a terra. Il materiale è usato dall’artista proprio perché esso contiene la più bassa quantità di materiale organico, e li pone perciò come elementi complementari, quando non in antitesi, all’umano, e in generale alla vita sviluppata sulla base del carbonio.

Marco Giordano - Pathetic Fallacy - Il Colorificio, Milano 2017 - Installation view

Marco Giordano – Pathetic Fallacy – Il Colorificio, Milano 2017 – Installation view

In una dialettica di contrapposizione complementare Giordano costruisce una dimensione espansa su cui riflette, non tanto su cosa sia antropomorfo o sull’antropocentrismo, già tante volte messo in discussione, ma, in modo ancor più radicale e basilare, sulla condizione biologica del XXI secolo, e sulla tecnologia e sulla sperimentazione sensuale di materiali, anche inorganici, che già modellano e implementano le nostre vite. L’artista si accosta così a pratiche e materiali postminimalisti ma li vira a temi attuali. Fanno eco in queste riflessioni i quesiti posti da Paul B. Preciado sulla farmacopornografia e sulla riflessione del corpo come campo di trasformazione, queste opere sembrano chiederci: “Quando esiste un corpo? Che cosa conta come corpo? È fatto di carne e ossa? E se lo è, di cosa sono fatte la carne e le ossa? Che cosa accadrebbe se invece un corpo fosse fatto di segni, immagini, suoni?” (da Paul B. Preciado, My Body Doesn’t Exist in The documenta 14 Reader, Prestel Verlag, 2016, p. 120, traduzione dell’autore), come Preciado, Giordano mette in pratica un pensiero che mira alla sostanziale ridefinizione di come costruire e definire un corpo, anche con altri materiali e altre tecnologie. A questo punto appare più chiaramente che l’errore sta nel vedere l’umano anche quando non c’è, sta nel considerare i “duuuude” dei “dude”, dei tizi, invece che dei duuuude appunto. Consci di quanto patetico, facile e riduttivo sia il nostro errore, usciamo dalla galleria e dalla sua dimensione aliena, futuribile e gelatinosa che la costituisce, alterati visivamente dalla luce violetta cui eravamo abituati, torniamo al nostro consueto mondo complementare.

Marco Giordano - Pathetic Fallacy - Il Colorificio, Milano 2017 - Installation view

Marco Giordano – Pathetic Fallacy – Il Colorificio, Milano 2017 – Installation view

Marco Giordano - Pathetic Fallacy - Il Colorificio, Milano 2017 - Installation view

Marco Giordano – Pathetic Fallacy – Il Colorificio, Milano 2017 – Installation view

Marco Giordano - Pathetic Fallacy - Il Colorificio, Milano 2017 -  Esterno

Marco Giordano – Pathetic Fallacy – Il Colorificio, Milano 2017 – Esterno