Marcello Spada, Escape Pathfinder (Step On My Nerves), 2016 poliuretano espanso, corda, racchetta da trekking dimensioni variabili (2016), Localedue, Bologna - ph Stefano Bazzano

Marcello Spada, Escape Pathfinder (Step On My Nerves), 2016 poliuretano espanso, corda, racchetta da trekking dimensioni variabili (2016), Localedue, Bologna – ph Stefano Bazzano

Marcello Spada si avvale del format della mostra collettiva per articolare la compresenza delle diverse autorialità che hanno contribuito a contaminare la sua produzione artistica. La mostra è una composizione di assonanze e richiami che rincorrendosi rendono esplicite le matrici della sua ricerca e, al contempo, ne sottolineano le differenti soluzioni formali ed estetiche. Rifacendosi ad alcuni episodi della storia dell’arte, crea un sottile commento all’idea auratica dell’opera, interrogando i limiti della sua “usabilità”.
Spada è un pensatore con l’indole del prestigiatore. La sua ricerca e i suoi interessi lo portano a produrre oggetti e situazioni ambivalenti ed ironiche. Il suo lavoro rimanda spesso a una riflessione sulle poetiche di alcuni artisti del dopoguerra e a un’indagine sulle loro intenzioni iniziali. Spada osserva la metamorfosi ontologica del lavoro artistico, il cambiamento di significato dell’opera una volta che questa viene ridistribuita, ricontestualizzata e riprodotta. Come per i suoi predecessori, anche i gesti di Spada appaiono sottili e talvolta sfrontati, ma il risultato delle sue indagini è spesso frutto dei protocolli stessi a cui si riferisce e che cerca allo stesso tempo di attaccare ed alterare. La mostra è a cura di Giulia Morucchio e Irene Rossini.

Domenica 19 marzo 2017,  dalle 16 alle 20,  GAFFdabasso (Via Gaffurio, 8 Milano) in occasione dell’ultimo giorno di STUDI FESTIVAL #3, presenta Marcello Spada in FRRTACSHH@gmail.com, un’appendice alla mostra Groupshow. L’artista presenta, in uno studio aperto, alcune interrogazioni avvenute via e-mail che delineano il percorso sotteso ai lavori presentati nello spazio bolognese.

Marcello Spada, Groupshow - Installation view, Localedue, Bologna - ph Stefano Bazzano

Marcello Spada, Groupshow – Installation view, Localedue, Bologna – ph Stefano Bazzano

Marcello Spada, Groupshow - Installation view, Localedue, Bologna - ph Stefano Bazzano

Marcello Spada, Groupshow – Installation view, Localedue, Bologna – ph Stefano Bazzano

Everything Except Bombs (2015), all’apparenza un cestino per la spazzatura, completamente trasparente. Versione disegnata e realizzata dall’artista in riferimento ai cestini pubblici francesi facenti progettati per il programma anti-terrorismo VigiPirate. Il programma include l’utilizzo di telecamere di sorveglianza e forze militari dispiegate in città in relazione al grado di allerta.
La trasparenza del sacchetto di plastica è pensata sia per velocizzare l’ispezione del contenuto, che come mezzo di “persuasione estetica” per limitare l’inserimento di materiale esplosivo. Everything Except Bombs genera un’ironica dialettica con il contesto specifico in cui, di volta in volta, viene inserito. La spazzatura all’interno del sacco trasparente diventa così un rivelatore di consumo così come un displayer per la spazzatura nello spazio che ospita l’installazione.

HOME-EXPLOSIVES@ec.europa.eu (2014), fa parte di una corrispondenza e-mail che l’artista ha tenuto in relazione al design di dispositivi di sicurezza. Spada si mette in contatto con l’European Home Affairs Of ce per informarsi sull’eventuale presenza di un protocollo condiviso, da tutte le città dell’Unione Europea, che regoli l’utilizzo dei sacchetti trasparenti nei cestini pubblici. La risposta del Home Affairs oltre a negare l’esistenza di uno standard, esprime dubbi circa l’ef cacia di un tale mezzo, considerata l’impossibilità di raccogliere spazzatura trasparente.

ÖMMESTÅL (2015), è la riproduzione non autorizzata di uno dei primi divani di Franz West. Il lavoro nasce a seguito della disputa legale, ancora in corso, tra gli assistenti di West e la famiglia dell’artista. Gli assistenti, pur avendo acquisito i diritti sulla riproducibilità delle opere di West, prima della sua scomparsa, sono stati citati dalla famiglia dell’artista, che sostiene l’incapacità di quest’ultimo di poter siglare un tale atto. Il titolo cerca di far ironia sull’intera vicenda e gioca d’assonanza con il mondo del “mobile economico”.
I divani di West – costruiti in origine con materiali di recupero e diventati sempre più raffinati e lussuosi per esser venduti a caro prezzo dagli assistenti dell’artista, contro la volontà della famiglia – diventano ÖMMESTÅL una collaborazione simulata tra IKEA e gli assistenti di West per la produzione e diffusione a basso prezzo dei divani.

Escape Pathfinder ed Escape Pathfinder (Step On My Nerves) (entrambe del 2016), sono due lavori nati per l’omonima mostra e fanno riferimento al costante incremento nel quotidiano di dispositivi e materiali tecnologici con funzioni di prevenzione e sicurezza. SUV, tessuti idrorepellenti e traspiranti, strumentazioni per la lotta al terrorismo e ausili iper-leggeri per ogni attività. Le due opere in questione, utilizzano uno strumento per il fitness, due racchette da trekking che modi cate si sostituiscono al basamento di una scultura di gommapiuma, inspirata ai lavori di John Chamberlain.

Snowden Bedroom Ensemble (2016), è un fotomontaggio che ritrae Eward Snowden seduto sul letto zebrato del Bedroom Ensemble di Claes Oldenburg. L’artista colloca Snowden – nell’iconica ripresa che lo ritrae a volto coperto quando all’hotel Mira di Hong Kong attende di veder approvata la propria richiesta di asilo dalla Russia – all’interno dell’installazione di Oldenburg, che, per la realizzazione dell’Ensable si era ispirato alla suite di un hotel di Malibù.

Fire Extinguisher, Rijksmuseum (2016), riflette sull’idea di display museale, e su come i dispositivi di sicurezza possano diventare oggetto di disquisizione estetica. A LOCALEDUE il lavoro è esposto come stampa fotografica, ma il progetto comprende anche una mail inviata da Spada al Museo olandese con la richiesta di informazioni riguardo l’autorialità dell’operazione di camouflage. Nella mail l’artista propone anche il design di una targhetta per gli estintori bianchi, usati nell’ala dedicata all’arte del XX secolo, nella speranza di poterli così posizionare all’interno della collezione.

The Artist Declined Your Request For Participation, The idea drastically obscures the original context of this artwork, Please don’t touch the work of art (2016) sono schizofreniche tracce audio, duetti sonori realizzati dall’artista in collaborazione con una lavatrice, una lavastoviglie e un aspirapolvere.

In prossimità di un pacchetto di sigarette elettroniche non verrete interrotti dal trillo del vostro telefono. Posto all’entrata della mostra, Phone Jammer (2015) è uno strumento utilizzato per impedire ai telefoni cellulari di ricevere o trasmettere onde radio. Lo strumento è concepito per poter impedire ogni attività telefonica nel suo raggio d’azione. Un ironico invito al pubblico: fruire l’esposizione senza la possibilità d’esser distratti.

Marcello Spada, Groupshow - Installation view, Localedue, Bologna - ph Stefano Bazzano

Marcello Spada, Groupshow – Installation view, Localedue, Bologna – ph Stefano Bazzano

Marcello Spada, Everything Except Bombs, 2015, plexiglas, corda elastica, sacchetto dimensioni variabili,  Localedue, Bologna - ph Stefano Bazzano

Marcello Spada, Everything Except Bombs, 2015, plexiglas, corda elastica, sacchetto dimensioni variabili, Localedue, Bologna – ph Stefano Bazzano