• Manifatturadellearti, Bologna
  • David Casini ''Geometrie per un canone rovesciato 3'' 2015 Brass, porcelain, plexiglass, printing on metallic paper, polished concrete h53 x 25 x 25 cm - Courtesy CAR drde, Bologna
  • David Casini ''Geometrie per un canone rovesciato 2'' 2015 Brass, porcelain, plexiglass, printing on metallic paper, polished concrete h51 x 25 x 25 cm Courtesy CAR drde, Bologna (detail)
  • Cuoghi Corsello, quadrupedi al pascolo (FIAT), 2002. Courtesy the artist
  • CuoghiCorsello, quadrupede laser, 1999. Courtesy the artist
  • Joachim Schmid, Souvenirs 1985-2008, 2010, 32 foto in b-n, cm.13x18 cad (cm.61x157 totale), Ed.3+PA, Courtesy l'artista e P420, Bologna
  • Joachim Schmid, Bilder von der Strasse, Nr. 880, Berlino, Ottobre 2006, fotografia trovata per strada montata su cartoncino, cm.29,5x21,5, Courtesy l'artista e P420, Bologna
  • Joachim Schmid, Bilder von der Strasse, Nr. 83, Berlino, Luglio 1990, fotografia trovata per strada montata su cartoncino, cm.29,5x21,5, Courtesy l'artista e P420, Bologna
  • Joachim Schmid, Archiv (1986-1999) Archiv#5, 1992, cm.40x50, Courtesy l'artista e P420, Bologna
  • Felix & Mumford, Isn’t it tinted in a milky light blue hue (particolare dell’opera)
  • Felix & Mumford, Isn’t it terracotta reds, canary yellows and sapphire blues (particolare dell’opera)

Risignificazione sociale del luogo, allargamento del popolo all’arte contemporanea, creazione di nuovi pubblici: questi i “buoni propositi” dell’iniziativa sorta nel distretto bolognese Manifattura delle Arti, triangolo che, per sommi capi, va da Porta Lame a Piazza dei Martiri a via Riva di Reno. Un perimetro di poco meno di due chilometri che abbraccia il Mambo, la Cineteca, l’Università e il Cassero LGBT center. Ma non solo, anche gallerie private e spazi no-profit. Si sa che l’unione fa la forza (sarei più propensa a pensare che il vero moto positivo sia dato dal coordinamento più che non dall’unione, anyway…), ed è proprio dai “buoni propositi” che inaugurano in contemporanea quattro luogo d’arte: CAR drde, P420, Localedue e Gallleriapiù. Quattro eterogenee realtà che, insieme, credono che “la sinergia sia tesa ad unire le nostre forze per creare nuovi pubblici e rendere la fruizione del distretto artistico più chiara, agevole e completa. L’area è in pieno fermento e sentiamo quindi l’esigenza di comunicare alla città, con l’aiuto dei media, le attività messe in campo dai vari attori. La necessità è infatti quella di provare a parlare a un pubblico più ampio e meno legato a dinamiche di nicchie di identificazione sociale e culturale.”

In via Azzo Gardino 14/a – da CAR DRDE – , David Casini presenta “Geometrie per un canone rovesciato”: una rilettura del Quattrocentesco “Compianto sul Cristo morto” di Niccolo? Arca, custodito nella Chiesa di Santa Maria della Vita di Bologna. Cogliendo le gestualita? del polittico, Casini compie una sostituzione di linguaggio in linea col suo proprio alfabeto, quello costituito da forme geometriche, tenui cromatismi ed equilibri precari. Dunque, mutamento sintattico, riadattamento morfologico e pertinenza semantica saranno i connotati di questa riflessione interpretativa e metodologica dell’artista montevarchino. 26/09 – 14/11

 CS — David Casini, Geometrie per un canone rovesciato, CAR drde, Bologna 2015

David Casini ''Geometrie per un canone rovesciato 2''  2015 Brass,   porcelain,   plexiglass,   printing on metallic paper,   polished concrete h51 x 25 x 25 cm Courtesy CAR drde,   Bologna

David Casini ”Geometrie per un canone rovesciato 2” 2015 Brass, porcelain, plexiglass, printing on metallic paper, polished concrete h51 x 25 x 25 cm Courtesy CAR drde, Bologna

Al numero 12/c della stessa via, Gabriele Tosi ha curato, per la galleria LOCALEDUE, la mostra “Quadrupedi al pascolo” del duo Cuoghi Corsello. I due artisti hanno pensato allo spazio espositivo come ad una stalla in cui ospitare i loro quadrupedi, ovvero personaggi di loro creazione, individuati principalmente in base ad una divergenza sensoriale e comunicativa col genere umano, potenzialmente superabile mediante un incontro empatico. Quadrupedi sono figure avulse al nostro tempo, inserite nel mondo ma completamente in imbarazzo con esso, per non dire in disarmonia totale e sofferta. Tutto puo? essere un quadrupede: citando il duo, “un vecchio trave appoggiato a due cavalletti” o “la composizione dei tubi di una tenda”. A LOCALEDUE i quadrupedi saranno troveranno altra sistemazione e saranno mobili, in quanto dislocabili, con cura, anche all’esterno della galleria. 26/09 – 11/10

CS — Quadrupedi al pascolo — Cuoghi Corsello, Localedue 

Cuoghi Corsello,   Quadrupede al pascolo (FIAT),   2002,   courtesy the artist

Cuoghi Corsello, Quadrupede al pascolo (FIAT), 2002, courtesy the artist

In piazza Piazza dei Martiri 5/2, P420 inaugura la prima personale italiana dell’artista tedesco tedesco Joachim Schmid, dal titolo “Souvenirs”. Da oltre trent’anni Schmid si impegna nella raccolta di fotografie non artistiche, ovvero di tutti quei reperti memoriali di intima impronta cronachistica, che milioni di macchine fotografiche di milioni di persone hanno scattato, per poi essere sviluppate e, in questo caso, perdute. Da questa ricerca, che ormai e? pratica di vita, coessenziale al suo agire quotidiano, sono nati, tra le altre cose, due progetti molto vasti (“Bilder von der Strasse” e “Archiv”) e la rivista-manuale “Fotokritik”. I viaggi compiuti e la ricerca di foto sono gli spunti per questa mostra, in cui verranno esposti lavori vecchi e nuovi, assieme al libro d’artista “Viaggio in Italia”. 26/09 – 14/11

 CS — Joachim Schmid – Souvenirs, P420, Bologna 2015

Joachim Schmid,   Bilder von der Strasse,   Nr. 1000,   Gallipoli,   Marzo 2012,   fotografia trovata per strada montata su cartoncino,   cm.29,  5x21,  5,   Courtesy l'artista e P420,   Bologna

Joachim Schmid, Bilder von der Strasse, Nr. 1000, Gallipoli, Marzo 2012, fotografia trovata per strada montata su cartoncino, cm.29, 5×21, 5, Courtesy l’artista e P420, Bologna

Al 48 a/b di via del Porto, Gallleriapiù da? spazio al nuovo progetto di city mapping del duo artistico Felix & Mumford, rivolto alla mappatura di zone gentrificate, negli anni scorsi applicato a Berlino, Aruba e Amsterdam. I punti di partenza sono due: le zone tralasciate dal processo di riqualificazione urbana che ha riguardato il quartiere MDA (dove i due sono stati invitati dalla galleria a fare una residenza) e un articolo che Giorgia Aiello (ricercatrice e docente presso la School of Media and Communication, University di Leeds – UK) ha pubblicato, nel 2011, sul Western Journal of Communication. Quest’ultimo e? un’analisi del lavoro di gentrification svolto nel quartiere natale della stessa, nonche? Manifattura delle Arti. Il loro lavoro consiste in alcune tele, esposte in galleria, in cui i due artisti hanno riprodotto fedelmente i graffiti trovati nella zona analizzata, intersecati ad alcune frasi tratte dal suddetto articolo, quasi come delle didascalie. Inoltre, hanno realizzato una mappa archeologica, frutto del loro approccio al progetto. Essa, pero?, consentira? al pubblico di ritrovare i reperti murari interessati, facendo di questi elementi integranti dell’opera. 26/09 – 21/11

CS —Felix&Mumford, Gallleriapiù, Bologna 2015

Felix & Mumford,   Isn’t it terracotta reds,   pinks and yellows (particolare dell’opera)

Felix & Mumford, Isn’t it terracotta reds, pinks and yellows (particolare dell’opera)

Ha collaborato Marco Arrigoni