• Mandla Reuter, Exhibition view at Francesca Minini, Milan - Courtesy of the artist and Francesca Minini, Milan
  • MANDLA REUTER, Untitled, 2016, Paper , glass, 46,5 x 35,5 x 10 cm. Courtesy the artist and Francesca Minini, Milan
  • MANDLA REUTER, Cacao, 2017, Bronze, 10 x 20 x 20 cm, ed. 4/7. Courtesy the artist and Francesca Minini, Milan
  • Mandla Reuter, Exhibition view at Francesca Minini, Milan - Courtesy of the artist and Francesca Minini, Milan
  • MANDLA REUTER, Untitled V, 2017, Offset print, 152 x 136 x 4 cm. Courtesy the artist and Francesca Minini, Milan
  • Mandla Reuter, Exhibition view at Francesca Minini, Milan - Courtesy of the artist and Francesca Minini, Milan
  • Mandla Reuter, Exhibition view at Francesca Minini, Milan - Courtesy of the artist and Francesca Minini, Milan

Dopo aver visto la mostra di Mandla Reuter, il mondo sembra estremamente piccolo.
Iquitos, in Perù, Buenos Aires, Argentina o, più di recente, l’isola di Taso in Grecia, ma anche Los Angeles – dove l’artista possiede un appezzamento di terreno acquistato per una mostra (A Plot, De Vleeshal, Middelburg, 2010) – sono alcuni dei luoghi che l’artista ha tracciato nelle sua personale geografia, le rotte che lo hanno portato a imbattersi in racconti mitici (come con il lavoro Atlantis, 2016) o storie paradossali, come quella dedicato alla città peruviana, The Grid. Alla galleria Francesca Minini, fino al 29 giugno, l’artista presenta una serie di opere pensabili come vere e proprie esplorazioni sia antropologiche che sociali.
Reuter preleva narrazioni stanziali per restituirle al mondo come vicende universali, metafore delle contraddizioni che da sempre contraddistinguono l’uomo contemporaneo.

Esempio ne sia proprio quest’ultima installazione, formata da 1000 litri d’acqua potabili trasportati da Iquitos, una città pensabile come un’isola (anche se sorge nel bel mezzo dell’Amazzonia peruviana), in quanto è raggiungibile solo in aereo o in barca. In galleria innumerevoli taniche piene d’acqua e un tombino in ghisa (restaurato), ricordano l’impresa assurda di Brian Sweeny Fitzgerald, il Fitzcarraldo dell’omonimo film di Werner Herzog. Il temerario Fitz ha compiuto una surreale impresa (quella di far trasportare una nave oltre una collina), proprio a Iquitos, la stessa città scelta di Reuter per compiere un’altrettanto assurda impresa, quella appunto di trasportare 1000 litri d’acqua dal Perù a Milano.

Prelevamenti più che il frutto di vere e proprie lavorazioni, le sue opere si presentano come realtà ‘affini’, come nel caso dei baccelli di cacao riprodotti in bronzo mostrati assieme agli stampi di gesso utilizzati per la loro produzione. O come la grande installazione Atlantis, nome mutuato dalla leggendaria città sprofondata in fondo al mare (in un solo giorno) dopo aver fallito l’invasione di Atene, perdendo così i favori del dio del mare e dei terremoti, Poseidone. Reuter prende un vero e proprio oggetto funzionale e lo utilizza per sollecitare la nostra immaginazione. L’artista espone un grande pallone gonfiabile utilizzato da archeologi e da squadre di salvataggio, per riportare in superficie ritrovamenti nuovi o antichi finiti in fondo al mare. L’enorme pallone arancione occupa tanta parte dello spazio espositivo, immergendoci, a nostra volta, in profondità surreali.

Mandla Reuter, Exhibition view at Francesca Minini, Milan - Courtesy of the artist and Francesca Minini, Milan

Mandla Reuter, Exhibition view at Francesca Minini, Milan – Courtesy of the artist and Francesca Minini, Milan

Veri e propri prelevamenti sono anche lo snodo per le tubature che, ironicamente l’artista titola Fountain (2015) o il grande masso di marmo – Jet d’Eau, 2012 – una fontana in potenza, se lavorata e scolpita. In un angolo, il lavoro che, per molti versi, è pensabile come due parentesi che racchiudono tutte le opere in un paesaggio concettuale, Confusion Mystery del 2017: dei neon che diffondono una luce di colore e intensità diverse. L’artista ha voluto far si che la luce del tramonto incontrasse la luminosità dell’alba: due momenti tra i più poetici di sempre – spesso utilizzati come metafore per l’inizio e la fine – destinati ad essere per sempre scissi dalla natura delle cose. Con un semplice accostamento di neon, l’artista unisce l’inconciliabile, fonde due tempi antitetici racchiudendoli nello spazio di una stanza.

Poetico, ironico e surreale, Mandla Reuter è un’artista che scompagina il linguaggio stesso del ‘sistema’ dell’arte, prova ne sia il comunicato stampa: una lista di concetti, informazioni, luoghi, date, materiali ecc. Per molti versi il racconto telegrafico della stessa mostra in 2633 caratteri (spazi inclusi), 424 parole, 38 righe…

MANDLA REUTER, Fountain, 2015, Detail. Courtesy the artist and Francesca Minini, Milan

MANDLA REUTER, Fountain, 2015, Detail. Courtesy the artist and Francesca Minini, Milan

Francesca Minini—Milan—Mandla Reuter—Berlin—third exhibition—Milan—2017—
Pod, 2017—ceramic mould—bronze—40cm x 29cm x 29cm—pod—raw cocoa fruit—raw
bronze cast—fruit—cocoa bean—processed—cocoa mass—chocolate—ceramic
powder—hammer—dust—pod to bar—Nestlé—industry—tree—plantation—foundry—
Panama—Nicaragua—Ivory Coast—Los Angeles–Berlin—chocolatiers—pod—seeds—
bronze fruit—processed—20cm x 10cm x 10cm—fruit—unique—Untitled I, 2017—
Untitled VI, 2017—Untitled II, 2017—Untitled IV, 2017—Untitled III, 2017—
Untitled V, 2017—left to right—offset—paper—Gesso—Aluminum—cherry wood—glass—
Nielsen—pressure grid—152cm x 136cm—each—poster—400cm x 300cm—Gina Folly—
grid—paper—sticker—shipping history—tape—water—Amazon—IQT—Iquitos—
production—photography—Javier Larrea—Lima—diver—producer—Cristal
Raygada—Luis Chumbe Huamani—Belen—2016—underwater photography—
aquarium—shipping—mud—tap water—Amazon water—drinking water—Pink Dolphins—
Piranhas—The Grid, 2015—Aquazonica—source—Atlantis, 2016—PVC—steel—other
materials—550cm x 300cm x 300cm—inflated—122cm x 144cm x 75cm—crated—225kg—
20T—balloon—Seaflex—company—salvage bag—lift—underwater—hoist—
dwelling—city—ship—ocean—mud—sand—rust—mussel—Octopus—fish—remnants—
submerged—and forgotten—air—edition of 3—The Grid, 2015—table water—manhole
cover—cast iron—Iquitos—IQT—Walter Saxer—producer—Neptunia—ship—truck—
Pucalpa—2014—repetition—1.000L—Aquazonica—Agua de Mesa—Iquitos—Bonaqa—
Coca Cola—city grid—water—Amazon—river—Amazon source—Nevado Mismi—shipped
water—Evian—Aquazonica—fresh water—table water—tap water—forrest–island—
Amazon water—sewage—waste water—city—ship—Panama Canal—Hamburg—
Rotterdam—Basel—Berlin—Milan—unique—Confusion Mystery, 2017—low pressure
sodium vapor lamp—SOX—street light—neon—tubes—Aluminum—half-light—time of
confusion and mystery—blue hour—yellow time—twilight—dusk—pedestrian
crossing—the streets—day’s end—edition of 3—Fountain, 2015—DN 500/45°—pipe—
cast iron—paint—blue—wood—water—marble—Thasos—wood—Jet d’Eau, 2012—
fountain—drinking water—marble—sculpture—block—raw—marble—cake—material—
infrastructure—fountain—water grid—pasta—shower—bath—sewage—flush—
Untitled, 2016—paper—ink—acrylic glass—glass—46,5cm x 35,5cm x 10cm—letter—
Berlin—Los Angeles—Berlin—studio practice—lot—mailbox—crate—Atlantis, 2016—
Seaflex—pod—pedestal—Untitled, 2017—five letters—2014—paper—ink—stamp—16cm
x 11cm—Iquitos–Los Angeles—Berlin—open jaw—2017—paper—ink—stamps—24cm
x 10cm—Panama City—Los Angeles—Berlin—Panama Papers—2016—paper—ink—
stamps—18cm x 10cm—Rome—Los Angeles—Berlin—2015—paper—ink—stamp—
24cm x 10,5cm—Mexico City—Los Angeles—Berlin—2016—paper—ink—stamp—22cm x
11cm—Athens—Los Angeles—Berlin

MANDLA REUTER, Confusion Mystery, 2017, Sodium vapor lamp, neon tubers, aluminium, Dimensions variable. Courtesy the artist and Francesca Minini, Milan

MANDLA REUTER, Confusion Mystery, 2017, Sodium vapor lamp, neon tubers, aluminium, Dimensions variable. Courtesy the artist and Francesca Minini, Milan

MANDLA REUTER, Cacao, 2017, Bronze, 10 x 20 x 20 cm, ed. 4/7 & Pod, 2017, Bronze, plaster, other materials, 40 x 29 x  29 cm, unique. Courtesy the artist and Francesca Minini, Milan

MANDLA REUTER, Cacao, 2017, Bronze, 10 x 20 x 20 cm, ed. 4/7 & Pod, 2017, Bronze, plaster, other materials, 40 x 29 x 29 cm, unique. Courtesy the artist and Francesca Minini, Milan