Luisa Gardini 1965-2015, 2016, installation view, ph. Giorgio Benni, courtesy Federica Schiavo Gallery, Roma .

Luisa Gardini 1965-2015, 2016, installation view, ph. Giorgio Benni, courtesy Federica Schiavo Gallery, Roma .

Una commistione di lavori inseriti in comunicazione armoniosa tra loro, si presta ad essere uno spaccato ed una retrospettiva del pensiero e dell’approccio artistico di Luisa Gardini, nata a Ravenna nel 1935, ospitato alla Federica Schiavo Gallery fino al 9 marzo 2016. Trasferitasi a Roma per studio, ha l’occasione di incontrare e di confrontarsi con personalità di importante rilievo artistico come Toti Scialoja, Cy Twombly e altri che riescono a coinvolgerla – e a convincerla – a mettere in mostra e perciò in discussione i propri lavori a cominciare dal 1982. Le opere esposte, tra cui lavori dagli anni Sessanta fino ad altri più recenti, si distinguono tra loro per formato, per composizione e per colore, pur rimanendo evidente una comune ricerca nell’approccio con la materia. Gran parte delle opere esposte hanno il pregio di essere difficilmente collocabili nel tempo, sembrano infatti appartenere sia al presente, sia all’epoca in cui sono state realizzate. 

Spiccano per formato e cromie alcuni opere, esempio ne sia la grande tela che accoglie lo spettatore nella prima sala della galleria “Di Giornale” (1991), che come una massa scura si erge a monito. Ancora più notevole è, più avanti nel percorso, “Obidiah” (1996) a cui ci si rapporta attirati dal nero vibrante segnato e di-segnato di parole, sul cui fondo appaiono riferimenti ad altre comunicazioni visive, i cui messaggi sono stati magistralmente elaborati dall’artista. Oltre, una scultura assemblata posta significativamente al centro della sala, il cui caratteristico inserto rosso si erge a punto focale tanto da indurre una diversa e più complessa lettura dello spazio. Opere differenti, per ricerca materica, morfologia, registro formale, dimensione, dialogano tra loro invitando lo spettatore a confrontarsi con differenti periodi del lungo percorso professionale dell’artista. L’eterogeneità delle cromie e dei materiali utilizzati – calza, liquirizia, legno, barattolo, ceramica, grafite, tela ecc. – nei continui rimbalzi tra le opere a parete e quelle, invece, disseminate nello spazio, rendono la mostra un percorso dove il punto di osservazione (il punto focale da cui osservare e studiare le opere) è in continua mutazione.

In merito all’attrazione dell’artista per la relazione tra forme è materiali si nota in Senza Titolo (2011), in cui dei particolari anatomici in bianco e nero sono impressi su dell’argilla, con il risultato finale di chiedersi ancora davanti all’opera, se non sia veramente un supporto cartaceo, così adeguato secondo esperienza ad accogliere figure stampate. Luisa Gardini stessa, a proposito del dialogo che si apre tra le varie tecniche usate e i diversi materiali, intervistata da Ilaria Gianni dichiara : “Lavoro dunque con un risultato materico che non permette di riconoscerne gli elementi. In fondo è lo stesso principio della scrittura: la materia diventa indecifrabile esattamente come la scrittura è illeggibile” e perciò le immagini diventano suggestioni, si spogliano dei significati per farsi nuovamente forme.

Completa e complessa, questa mostra è un’ottima occasione per scoprire e apprezzare un’artista ancora non troppo conosciuta, ma sicuramente voce rilevante del contemporaneo storico italiano.                                                    

Testo di Alessandra Arancio                 

Luisa Gardini 1965-2015, 2016, installation view, ph. Giorgio Benni, courtesy Federica Schiavo Gallery, Roma .

Luisa Gardini 1965-2015, 2016, installation view, ph. Giorgio Benni, courtesy Federica Schiavo Gallery, Roma

Luisa Gardini 1965-2015, 2016, installation view, ph. Giorgio Benni, courtesy Federica Schiavo Gallery, Roma .

Luisa Gardini 1965-2015, 2016, installation view, ph. Giorgio Benni, courtesy Federica Schiavo Gallery, Roma .

Luisa Gardini 1965-2015, 2016, installation view, ph. Giorgio Benni, courtesy Federica Schiavo Gallery, Roma

Luisa Gardini 1965-2015, 2016, installation view, ph. Giorgio Benni, courtesy Federica Schiavo Gallery, Roma