• Luca Bertolo, Guerre Pace, 2015, exhibition view / veduta della mostra SpazioA, Pistoia
  • Luca Bertolo, Monumento, 2015 olio e acrilico su tela / oil and acrylic on canvas cm 80 x 70
  • Luca Bertolo, Untitled 15#02, 2015 oil on canvas / olio su tela cm 80 x 70
  • Luca Bertolo, Guerre Pace, 2015, exhibition view / veduta della mostra SpazioA, Pistoia
  • Luca Bertolo, Untitled 15#03, 2015 oil on canvas / olio su tela cm 190 x 210
  • Luca Bertolo, Natura morta #02, 2015 oil on canvas / olio su tela cm 45 x 40
  • Luca Bertolo, Guerre Pace, 2015, exhibition view / veduta della mostra SpazioA, Pistoia
  • Luca Bertolo, Young terrorist, 2015 oil and acrylic on canvas / olio e acrilico su tela cm 80 x 60
  • Luca Bertolo, Bandiera (flag) #19, 2015 oil, acrylic and collage on canvas / olio, acrilico e collage su tela cm 100 x 120
  • Luca Bertolo, Rimpianto, 2015 paint on photo, frame, kitchen sponges / tempera su fotografia, cornice, spugne da cucina cm 64 x 43
  • Jeremiah Day, To a Person Sitting in Darkness (#2 Perimeter’s Walk), 2015 exhibition view / veduta della mostra SpazioA project space, Pistoia
  • Jeremiah Day, To a Person Sitting in Darkness (#2 Perimeter’s Walk), 2015 exhibition view / veduta della mostra SpazioA project space, Pistoia
  • Jeremiah Day, To a Person Sitting in Darkness (#2 Perimeter’s Walk), 2015 performance still September 19, 2015, SpazioA, Pistoia
  • Jeremiah Day, To a Person Sitting in Darkness (#2 Perimeter’s Walk), 2015 performance still September 19, 2015, SpazioA, Pistoia

Fino al 24 ottobre la galleria SpazioA di Pistoia ospita la quarta mostra personale di Luca Bertolo. Il titolo   “Guerra Pace”, “filo rosso che lega, cangiante”, la serie di opere recenti –  dipinti, un collage, una stampa e una scultura – rivela una visione (direi) manichea della ricerca tematica o allusiva dell’artista. “Da una parte le guerre, ‘l’infinita disponibilita? degli esseri umani a fare soffrire i propri simili e l’evidente incapacita? a trarre insegnamento dalla Storia'; dall’altra la pace, la quiete, ‘la gioia rimboscata in un’intimita? famigliare'”. Nella e-mail che segue, scritta a Bertolo dall’artista Pierpaolo Campanini, si evince sia la complessità contenutistica affrontata con le opere – già titolo “nel suo gigantismo epocale” – sia la tenuità con cui l’artista sintetizza, condensa o semplicemente elabora temi intrinseci alla pittura stessa.

Caro Luca

ti scrivo ancora per cercare di mettere ordine nei pensieri confusi della mia prima mail. Non che questa volta il mio obbiettivo sia quello di approfondire e completare gli spunti e le indicazioni che mi sono arrivate dalla tua mostra, quanto darti conto, nella forma più ordinata, del mio piacevole stordimento. Infatti, oltrepassata la soglia di ingresso, ho come ricevuto un’invito, che ho sentito per qualche ragione molto personale, ad addentrarmi in un territorio di cui tu non fornivi la mappa dettagliata. Sentivo insomma quella forma di incertezza per cui, davanti a un qualsiasi luogo, cerchi ansiosamente un punto da cui partire, come il famoso bollino rosso che ti dice rassicurandoti: io sono qui.
Subito mi ha colpito il titolo: Guerre pace, che grava sulla mostra nel suo gigantismo epocale. E invece le opere in mostra sembrano cose economiche e magre da morire. Diverse nature morte sono dipinte su juta eppure, nella loro forma dimessa non rinunciano proprio ai loro ornamenti,  alle loro gemme di colore ricco e brillante. Penso alle nature morte tra cui spicca Monumento, o ad altre opere come Young Terrorist o i vari Senza titolo tra cui due reti e una bandiera, che sembrano rimandare la memoria ad altri dipinti più o meno recenti. Tuttavia non mi viene affatto di definirle citazioni, quanto piuttosto riferimenti a memorie condivise… Come dici tu : un cangiante filo rosso le unisce,  ma per me questo filo è una traccia che non conduce su un pista sicura.
Preferisco tenermi vago, sentirmi libero di equivocare e, così facendo, percepire, direi fisicamente, il mio guardare quasi come fosse un fenomeno in sé incredibilmente piacevole: mi osservavo osservare…
Sullo scenario del titolo Guerre pace viene da pensare che al contrario la mostra descriva una tregua. Che si parli di un momento, forse breve, simile ad uno stato di Grazia, di un luogo, forse circoscritto, in cui è possibile esercitarsi nel lusso del pensiero poetico e dove i gesti più delicati diventano persino necessari.
Qui la pittura sembra l’insieme di questi gesti : una sottile velatura carismatica sulle cose, una sciccheria blu oltremare su scatole di cartone…(Stele dei migranti).
Una pittura certamente di stile, ma sgombrata dallo stile personale e liberata dai suoi pieni e dalla sua voracità.
Seguendo il cangiante filo rosso si arriva al soldato color cremino e lillà (senza titolo) di morbida pasta. Poi, in una variazione di registro,  arrivano due quadri che riproducono gli intrecci di una rete metallica (Untitled). Cambia il registro, cambia la postura (la mia e la tua).
Un senso naturale ma indefinibile di fiducia ti prende nel mezzo di queste variazioni e ti rende possibile vagabondare.

Pierpaolo Campanini – sabato 3 ottobre 2015

Luca Bertolo,   Guerre Pace,   2015,    exhibition view / veduta della mostra SpazioA,   Pistoia

Luca Bertolo, Guerre Pace, 2015, exhibition view / veduta della mostra SpazioA, Pistoia

Luca Bertolo,   Guerre Pace,   2015,    exhibition view / veduta della mostra SpazioA,   Pistoia

Luca Bertolo, Guerre Pace, 2015, exhibition view / veduta della mostra SpazioA, Pistoia

Luca Bertolo,   Il paesaggio di Sabrina (Marzabotto),   2015 oil on canvas / olio su tela cm 40 x 50

Luca Bertolo, Il paesaggio di Sabrina (Marzabotto), 2015 oil on canvas / olio su tela cm 40 x 50