• Claudia Losi, Asking Shelter, 2017 - Installation view - Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti
  • Claudia Losi, Asking Shelter, 2017 - Installation view - Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti
  • Claudia Losi, Asking Shelter, 2017 - Installation view - Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti
  • Claudia Losi, Asking Shelter, 2017 - Installation view - Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti
  • Claudia Losi, Thresholds II, 2017 white marble, laser and manual engraving 2 pieces: cm 83 x 33 x 2,5 - Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti
  • Claudia Losi, Images_round, 2017 yellow marble, laser and manual engraving, graphite cm 60 diameter - Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti
  • Claudia Losi, Untitled (rose and arm), 2017 bronze and silver cm 77 x 20 - Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti
  • Claudia Losi, Untitled_Animals, 2017 digital print on natural tinctures, silk satin 3 pieces: orange cm 250 x 137, red cm 650 x 135 and purple cm 400 x 135 - Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti

Sono tre le atmosfere che ci circondano nella mostra personale di Claudia Losi, Asking Shelter, alla galleria Monica De Cardenas di Milano. Una tripartizione a cui fa eco la scelta dei materiali con cui l’artista ha deciso di mettersi alla prova: il bronzo, la seta e il marmo. Di questi materiali la Losi sembra amplificarne – e a volte rovesciarne – le intrinseche peculiarità: la resistenza e la malleabilità per il bronzo, la leggerezza e lucentezza della seta e la pesantezza e resistenza del marmo.
A questo registro di singolarità, creando un’inevitabile tensione, l’artista inscrive la sua personale ricerca, prima fra tutte quella legata alla serie di opere – che danno anche il titolo alla mostra – “Asking Shelter”: una serie di esili strutture in bronzo che mutuano la loro forma da alcune tipologie di capanne dalle conformazioni arcaiche. A formare queste fragili costruzioni, le fusioni in bronzo di rami di rosa, provviste di spine e dalle tipiche imperfezioni rintracciabili in natura. Tra le spine l’artista dissemina le riproduzioni di una particolare tipologia di insetti, quelli della famiglia dei Membracidi. Inevitabile cercare di approfondire la natura di questi piccoli esseri. Anche seguendo una ricerca superficiale, si scopre che i Membracidi nell’evolversi hanno sviluppato delle particolari capacità di mimetizzarsi con i rami e le foglie della vegetazione, tanto che si sono dotato di processi e prolungamenti che talora sorpassano di molto la lunghezza del corpo.
La resistenza del bronzo è stata messa in relazione con la fragilità delle costruzioni e la precarietà dell’esistenza degli insetti che, se non cercati con attenzione, sfuggono alla nostra vista.

Claudia Losi, Asking Shelter, 2017 - Installation view - Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti

Claudia Losi, Asking Shelter, 2017 – Installation view – Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti

Nella stanza seguente, protagoniste sono delle grandi stoffe di seta pura appese al soffitto o pendenti dalle pareti. Nelle ampie superfici colorate l’artista dissemina una costellazione di animali di razze diverse, accavallate le une sulle altre, senza rispettare dimensioni, provenienza – terra, aria, mare – caratteristiche. Creando agglomerati dalle diverse forme, l’artista sembra divertirsi a creare delle strane storie, dove una rana galoppa una renna, degli uccellini tubano con dei roditori, un cammello sussurra qualcosa all’orecchio di uno scimpanzé. A parte una presenza umana non troppo pacifica (un uomo incappucciato provvisto di lancia), a dominare la scena sono gli  animali, il cui mistero – biologico ed evolutivo – resta per noi una fonte di continuo e irrisolvibile dilemma. Mondo chiuso e a noi impenetrabile – non è un caso che l’artista abbia strutturato le composizione in cerchi chiusi – “l’animale si trasforma in testimone etereo degli eventi del mondo”.
Il terzo ambiente che la Losi crea è quello in cui è più forte la dicotomia tra il materiale utilizzato e il tema trattato: il marmo e le farfalle. L’artista dedica una serie di lavori a questi bellissimi insetti che simboleggiano la precarietà, la leggerezza e la mutevolezza. L’artista decide di incidere le forme di farfalle e falene nelle pesanti lastre di marmo, quasi a volerne eternare la transitorietà esistenziale e immortalarne l’eterea bellezza. Oltre alle lastre, anche una serie di proiezioni che raccontano mentre le farfalle si nutrono, si evolvono fuoriuscendo dalla crisalide, o mentre compiono gli indecifrabili voli che esulano da una riconoscibile funzione…
Il pregio di questa mostra è che grazie all’utilizzo e al coinvolgimento di elementi mutuati dal mondo animale, da quello degli insetti fino ad abbracciare la natura tutta, esorta a fare delle riflessioni sull’esistenza dell’uomo e sulla sua limitatezza.

Asking Shelter II, 2016 bronze, silver cm 57 x 44 - Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti

Asking Shelter II, 2016 bronze, silver cm 57 x 44 – Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti

Claudia Losi, Untitled_Animals, 2017 digital print on natural tinctures, silk satin 2 pieces: Yellow cm 450 x 135 and light green cm 600 x 135 - Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti

Claudia Losi, Untitled_Animals, 2017 digital print on natural tinctures, silk satin 2 pieces: Yellow cm 450 x 135 and light green cm 600 x 135 – Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano credit Andrea Rossetti