Loris Cecchini, Ugraph reliefs 2018 - Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio

Loris Cecchini – Waterbones (Stochastic Choral Sinphony), 2018 – Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio

The Ineffable Gardener è un titolo curioso quanto la mostra, assolutamente eterogenea. Essere up to date rispetto al mondo dell’arte contemporanea è complicato, anche per chi di questo strano contesto fa parte. Eppure le migliaia di artisti, gallerie, appuntamenti, fiere e opening rendono l’essere aggiornati difficile. Di tanti artisti si sente parlare, di molti si riconoscono le opere principali, ma della stragrande maggioranza non si può dire di conoscerne il lavoro.
Della ricerca di Loris Cecchini sapevo poco, e per me è una condizione quasi ideale, per quanto possa sembrare strano, perché posso pormi rispetto alle opere senza subire alcun condizionamento. Non leggo quasi mai i comunicati stampa, e quando sono costretta a farlo li trovo noiosi se non poco significativi; preferisco confrontarmi con gli artisti, quando possibile, per farmi raccontare, e non spiegare, quanto li muove.

The Ineffable Gardener si presta a farsi suggestionare, a cominciare da questa intestazione bizzarra – i titoli sono importanti per Cecchini per far scivolare la percezione di chi guarda in ambiti diversi, dalla storia dell’arte alla scienza alla botanica, suggerendo sensazioni che si moltiplicano.
Entrando in galleria si incontra Unmonumental Routine, una serie di chewing gum in marmo intecati, ultimo residuo dell’esperienza berlinese dell’artista, che chiese a degli amici di fare il loro autoritratto in veste di gomma da masticare, per poi pietrificarlo. Leggendo The Ineffable Gardener secondo una prospettiva lisergica, immagino che l’assunzione di questi confetti trasporti in una dimensione altra, dove micro e macro si suppliscono, regnano i colori acidi, le opere si fanno metalliche vegetazioni d’interni.
Incastonate in quella che fu la zona del guardaroba (Galleria Continua sorge in un ex cinema-teatro) delle librerie fantasma, Gaps (Bookshelf), fuse con il candore dell’ambiente che evocano le installazioni foderate di Jurgen Bey.

Loris Cecchini - Waterbones Stochastic Choral Simphony, 2018 - Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio

Loris Cecchini – Waterbones (Stochastic Choral Simphony), 2018 – Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio

Lavorare dentro agli spazi della Continua è una sfida: il restauro degli ambienti è stato di tipo conservativo, quindi gli artisti si confrontano con marmi e specchiere, colori ovunque (impensabili nel white cube), una conformazione ambientale che le opere le fa incontrare anziché presentarle, fino ad arrivare alla zona del palco dove lo sguardo è inevitabilmente catturato dall’enorme tenda rossa.
Le installazioni Waterbones (Stochastic Choral Sinphony) sono una risposta all’architettura che ospita il lavoro, in cui si inscena un effettivo dialogo tra il contenitore e il contenuto.
Il modulo tripolare deflagra, quasi danzando incontrollabilmente nello spazio che lo accoglie. E’ un enorme diagramma quello che domina la sala, un’osservazione al microscopio resa elefantiaca, spropositata, che si sviluppa in un divenire molecolare non misurabile. Paracetamolo, schiuma di alluminio, cristalli di diamante e sabbia sono le basi per grandi monocromi acidi il cui aspetto minerale può ricordare il pigmento di Kline e le cui asperità estroflesse i lavori di Castellani.
Nel retroplaco infuria il verde acido: le ossa liquide di Cecchini, arrampicate sulle pareti di questo allucinogeno giardino segreto, sono tradotte in funzione matematica e generano il sonoro composto da Alessio Di Girolamo, L System.
Da questa dimensione scenografica veniamo catapultati nelle pagine di un diario, degli appunti intimi che modificano completamente il registro della fruizione. La serie I must have seen things appare come nota visiva di quello che diventerà poi il progetto/oggetto dell’ The Ineffable Gardener.

Loris Cecchini The Ineffable Gardner
Galleria Continua, San Gimignano
Fino al 29 aprile 2018

Loris Cecchini, Waterbones Green Sponge L System, 2018 - Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio

Loris Cecchini, Waterbones (Green Sponge + L System), 2018 – Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio

Loris Cecchini, Ugraph reliefs 2018 - Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio

Loris Cecchini, μGraph’reliefs’ (Aluminium’Foam),’2018 – Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio

Loris Cecchini, I must have seen things, 2018 - Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio

Loris Cecchini, I must have seen things, 2018 – Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio

Loris Cecchini, Gaps Bookshelf, 2018  - Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio

Loris Cecchini, (Gaps Bookshelf),  2018 – Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio

Loris Ccchini, Unmonumental routine, 2017  - Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio

Loris Ccchini, Unmonumental routine, 2017 – Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by Ela Bialkowska, OKNO Studio