Franz West
Gavin Turk
Daniel Silver
Linder ‘Forgetful Green’
Anthea Hamilton
Simon Fujiwara
Simon Fujiwara
Pietro Roccasalva
Massimo Minini
Bernadette Corporation
Mark Aerial Walker
Lothar Baumgarten
David Liske
Lorna Simpson
Lynette Yiadom-Boakye
Marlo Pasqual
Lynette Yiadom-Boakye
Ryan Gander
Marc Camille Chamowicz
Cosima Von Bonin
Rachel Harrison
Ugo Rondinone
Sunday Fair
Interno di Sunday Fair

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Report: Jacopo Miliani

Giorno 2 TOP OF THE POP: Frieze Art Fair


Giornata interamente dedicata alla fiera, come sempre una moltitudine di opere e persone, selezione dei best of…

Allo sculpture Park bello il lavoro di Franz West e interessante quello del più giovane Daniel Silver promosso da IBID Project. Le biciclette di Gavin Turk erano ben realizzate peccato che mancava l’autorizzazione a pedalare nel parco e dei baldi giovani ti accompagnavano nella strada più vicina.

Il Film Program era difficile da seguire, visto un bel film di Elisabeth Price e quello di Linder ‘Forgetful Green’ girato dopo una lunga performance di 13 ore.

Eccoci alla fiera:

The new starlette: senza dubbio Simon Fujiwara con i falsi scavi archeologici disseminati in fiera, con la copertina di Time Out, con la famiglia appresso, con i prosciutti allo stand di Marconi. Personalmente penso che il suo lavoro al Padiglione Novergese della scorsa biennale era di gran lunga più attento e ben sviluppato. Non mi convince.

Tra gli italiani senza dubbio Pietro Roccasalva allo stand di Zero…, tante moleschine incorniciate che se le giravi avevano un disegno incassato nel retro cornice.

Sempre ecelttiche le scelte di Minimi padre: Ryan Mendoza.

Per Frame il lavoro più coinvolgente era una scatola video di Mark Aerial Walker da Rodeo.

Sempre bello lo stand di Cabinet (mentre non mi è piaciuta l’inaugurazione di venerdi sera).

Il lavoro che mi spingerà ad un apporfondimento più attento è quello di Lothar Baumgarten da Marian Goodman.


Adesso parto con l’elenco di alcuni dei miei preferiti (de gustibus!):

Ryan Gander (Annet Gelink), Cosima Von Bonin (Daniel Buchholz), Frank Haines (Lisa Cooley), Scott King (Sonia Rosso), Anthea Hamilton (IBID), Lorna Simpsons (Salon 94), Marlo Pasqual (Casey Kaplan), Bernadette Corporation (Galerie Neu), Marc Camille Chamowicz (Galerie Giti Nourbakhsch), Rosemary Trockel (Sprueth&Magers), Ugo Rondinone (Sadie Coles), David Lieske e Lynette Yiadom-Boakye (Corvi Mora) Rachel Harrison (Greene Naftali).


Durante l’opening eravamo un bel gruppetto raccolto davanti a Gentil April con le divertenti, ma a causa del buio infotografabili, fontane degli AIDS-3D.

Poi sempre tutti nel buio alla festa di SUNDAY.


Tatiana Trouvé

Helen Marten
Esterno Hauser and Wirth

Louise Burgeois

Claire Barclay

Walid Raad

Spilla di Susan Philipsz al Turner Prize


Giorno 3 La stanchezza

Mattina alla Tate Britain per il Tuner Prize . Adesso come nella campagna presidenziale USA ci sono le spillette! Io voto Otholit Group!

South London Gallery: Tatiana Trouvé sottotono.

Pomeriggio alla nuova fiera Sunday , accattivante e con un bell’allestimento.

Per la serata l’opening degli opening Hauser and Wirth con un’emozionante Louise Burgeois che un po’ strideva con lo spazio gigante, la folla, il lusso, il botox e lo champagne.

Li vicino inaugurazione con bellini cocktail da T293 e Karl Kostyal di Helen Marten .

Per finire la bellissima e densissima mostra, di Walid Raad alla Whitechapel.

Diversa in proporzione e contenuto, ma non malvagio il project space di Claire Barclay .

Acquisto del viaggio un librone di James Lee Byars del 1995. Introvabile!


Cena con amici.